Ride (2018) – La recensione

Oggi vi darò le mie impressioni su Ride, film 2018 scritto e prodotto da Fabio Guaglione e Fabio Resinaro (già autori di Mine) e diretto da Jacopo Rondinelli.

Il film viene distribuito da Lucky Red dal 6 settembre e anticipato da un “level 0” fumettistico

Ride

e da un libro che dovrebbe espanderne l’universo narrativo.

Come al solito facciamo delle premesse, Ride mi ha convinto la visione in sala per il trailer.

In fin dei conti si capiva subito che era qualcosa di diverso dai soliti film italiani. Infatti ci veniva mostrato una particolare competizione di downhill con bici da gara con molti misteri.

Però diciamo che la particolarità non era troppo la trama di fondo, visto che ci si accodava molto a film analoghi che stanno uscendo in questi ultimi anni.

La vera innovazione è il particolare tipo di ripresa, quasi esclusivamente effettuata da Go Pro, che rende tutto più realistico.

L’altro fattore scatenante è dato dalla solita discussione mediatica che ha spaccato in due le opinioni sulla pellicola.

E quindi originalità + curiosità + opinioni contrastanti = visione obbligata.

Veniamo quindi al dunque.

Ride, proprio per la sua particolarità nelle riprese, lo rende un film unico.

Unico nel senso letterale della parola no, visto che due anni fa avevamo visto un esperimento simile con Hardcore, ma comunque innovativo anche per il contesto del downhill acrobatico.

Senza dubbio l’incipit della trama e il suo svolgimento della sua prima parte lo colloca in quel filone di pellicole che fanno del concetto “Show a tutti i costi” il marchio di fabbrica.

Un filone nato in qualche modo con Death Race del 2008, ampliato (con pessimi risultati) con Freerunner – Corri o muori (2011), per poi essere portato al grande successo con la tetralogia di Hunger Games.

In tempi più recenti si è cercato di attualizzare questo filone legandolo al mondo dei social network con Nerve l’anno scorso (da noi perché in America era uscito un anno prima).

Di questa prima parte non ci sono grosse osservazioni da fare. Anzi Ride da questo punto di vista ha sicuramente un valore aggiunto. Infatti all’inizio la trama sembra seguire i binari tracciati dai film citati, per poi trasformarsi in qualcosa di molto diverso, sconvolgendo lo spettatore ma, come vedremo, disorientandolo.

Pur non essendo troppo contestualizzati o mai approfonditi, i due protagonisti Kyle e Max svolgono bene il loro compito all’interno del film.

Ride

Lorenzo Richelmy (Max) e Ludovic Hughes (Kyle) sono in qualche modo le due facce della stessa medaglia. Accumunati dalle stesse passioni, si ritroveranno più volte su due lati completamente contrapposti per arrivare al traguardo.

Le scene delle discese in bici e tutti i trick fatti rendono la parte action molto adrenalinica. Il fatto di vedere le azioni in presa diretta, da quel valore aggiunto al tutto.

Ride

Però si arriva ad una seconda parte che, nella sua parte conclusiva, lascia molti mah.

Che ci sia un’idea di un progetto più ampio? che sia nel piano degli sceneggiatori e del regista lasciare il mistero negli spettatori?

Sicuramente bisognerebbe chiedere a loro, fatto sta che alcune cose non tornano, specialmente se uniamo la pellicola al prequel fumettistico.

Ma qui, ovviamente <SPOILER>:

Ride

Partiamo dalle incoerenze. Nel fumetto si incentra tutta la vicenda su Clara, la ragazza che verrà introdotta a circa metà della prima parte.

Ride

Come abbiamo visto nella versione cartacea anche lei era una dei 10 concorrenti della corsa.

In questo frangente avevamo conosciuto il suo compagno di squadra Miguel che viene massacrato dal motociclista mascherato.

Il fumetto finisce quando incontra Max nel sentiero.

Diciamo che questa scena è coerente con l’introduzione del personaggio, ma apparentemente incoerente con il resto.

Infatti nella seconda parte scopriremo che Clara fa parte dell’organizzazione dietro alla corsa.

Ma quindi era realmente uno dei dieci concorrenti? C’è una vera incoerenza tra i due media?

Sono quindi andato a rileggere il fumetto e c’è una scena a cui avevo dato poco peso in prima battuta.

Infatti nella penultima pagina si vede Clara legata dove sembra gli abbiano fatto il lavaggio del cervello.

Questo metterebbe a posto il fatto che nel finale sembra riprendere le sue facoltà chiedendo aiuto a Kyle.

Il problema grosso di tutta la seconda parte è che moltissime cose non vengono minimamente spiegate.

Erano realmente dieci i Rider della gara? i due cadaveri erano veri oppure erano manichini? E il veleno ingerito da Max e Kyle era reale?

Chi è questa Black Babylon? perché ha iniziato questa gara? Qual’è il loro vero scopo?

Cose poco chiare che restano molto fumose anche sul finale.

Da una parte sembra una vera setta satanica, dall’altra dei ricchi annoiati che pagano per vedere dell’adrenalina.

Tra l’altro anche il prelievo dal collo di Max durante quello che sembra esserne il sacrificio alimenta i dubbi.

Mi è piaciuta molto l’interpretazione che ha dato Victorlaszlo 88 nella sua recensione, visto che farebbe tornare molte cose nel contesto.

E la scena finale? Con Kyle ormai stremato dalla corsa ma che cede alle regole di Black Babylon convertendosi ad esse e iniziando una battaglia all’ultimo sangue con il motociclista mascherato, probabilmente per diventarne il suo successore?

Ride

</SPOILER>

 

Diciamo che molte cose non sono chiare e sembra una precisa scelta degli sceneggiatori, lasciando molti dubbi allo spettatore in sala.

Avranno in mente di dare un seguito a questo film?

Secondo me no. Il lasciare il tutto fumoso secondo me è una scelta voluta al fine disorientare lo spettatore.

Fatto sta che la prima sensazione è stata: “beh, ma finisce così?”

E per non parlare della scena post credits che non aggiunge niente e lascia eventualmente altri interrogativi.

Ma quindi Ride va visto?

Secondo me è un bell’esperimento. Pur accodandosi ad altri film sullo stesso genere l’idea c’è e in parte è ben gestita e ben diretta.

Secondo me ci sono dei riferimenti ad alcuni dei film citati prima e in particolar modo a Death Race nella maschera del Dark Rider,

Ride

che ricorda non poco quella del protagonista Frankenstein.

Ride

Ma chiaramente non sono gli unici riferimenti ad altre pellicole.

Ride

E’ un film adrenalinico e proprio perché ripreso in prima persona, in molte scene raggiunge dei buoni livelli di suspense e mistero.

In alcuni frangenti si arriva addirittura all’horror, specialmente nelle scene più buie incalzate da una musica che ti salire l’adrenalina dove ti aspetti che succeda qualcosa di brutto da un momento all’altro.

Sicuramente però, proprio per questo fattore, è un film sconsigliato per chi non è abituato a riprese così veloci in soggettiva. Insomma meglio lasciar perdere a chi soffre di “mal di mare”.

C’è anche da dire che non siamo ai livelli di Hardcore! dove li tutta l’azione è in prima persona, però alcune scene potrebbero essere un pochino più disturbanti.

Personalmente non ho apprezzato il finale troppo fumoso che mi ha disorientato.

Avrei preferito avere un maggior dettaglio della storia per averne un quadro più completo che, da quanto ho capito, dovrebbe essere completato dal libro.

Ma quindi, promosso o bocciato?

Ni, sicuramente un film innovativo per quanto riguarda la regia e le tecniche di ripresa. Una storia semplice, coinvolgente e piena di colpi di scena. Peccato per il finale troppo aperto e poco chiaro allo spettatore lasciato forse con troppi mah.

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Chi è l'autore: Ric Hunter

Videogiocatore di vecchia scuola.
Nella gloriosa console war tra Sega e Nintendo sempre schierato a fianco di Sonic e soci.

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