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Recensione: Momenti di Trascurabile Felicità

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E se vi rimanesse da vivere solo un’ora e trentadue minuti, come li spendereste?

Questa è la domanda su cui si basa il film di cui andrò a darvi la mia opinione oggi.

Parliamo di Momenti di trascurabile felicità, film 2019 diretto da Daniele Luchetti con protagonista Pif.

Il film è la trasposizione cinematografica dei romanzi Momenti di trascurabile felicità (2010) e il sequel Momenti di trascurabile infelicità (2015), scritti da Francesco Piccolo, cosceneggiatore del film insieme a Luchetti.

La storia racconta di Paolo Federici (Pif), un uomo comune sposato con due figli, che è vittima di un incidente mortale all’incrocio di un semaforo mentre sta tornando a casa dopo il lavoro.

In quello che possiamo definire “l’ufficio destinazione” dell’aldilà, per un errore di calcolo, gli viene permesso di tornare sulla terra per un’ora e trentadue minuti.

Come impiegherà Paolo il poco tempo che gli è stato concesso?

Momenti di trascurabile Felicità

Veniamo alle mie considerazioni.

L’idea che sta di fondo alla storia è molto forte, vuole farci capire che in pochi attimi possiamo perdere tutto e che forse dovremmo dare più attenzioni a chi amiamo e a chi ci sta vicino.

Purtroppo il film è gestito in maniera molto sommaria.

Praticamente tutta la vicenda è, a conti fatti, un enorme flashback che ripercorre la vita di Paolo, mostrando l’uomo su vari fronti e sfaccettature.

Questo ovviamente non è un problema preso in se e per se, il fatto che la regia e il montaggio sono estremamente confusionari tanto che lo spettatore, o per lo meno io, fanno fatica a capire come si svolgesse l’azione.

Facciamo un esempio delle prime scene.

Paolo tornato in vita, torna a casa dalla moglie. Spaventato per il tempo che passa la abbraccia e vuole che sia lei che i figli tornino a casa per passare più tempo assieme.

Momenti di trascurabile Felicità

Lei però sta per uscire, ma Paolo la ferma in camera da letto convincendola a rimanere per un po’.

La scena cambia e i due hanno appena finito di fare l’amore. La cosa sembrerebbe una conseguenza, peccato che successivamente si capirà che la scena non è altro che uno dei tanti flashback.

Di scene del genere purtroppo ne è pieno il film.

Prese un po’ le “misure” si riesce ad intuire dove è il presente e dove è il passato, però non c’è mai un netto distacco tra l’una e l’altra per cui confonde lo spettatore.

Momenti di trascurabile Felicità

Ci sono scene a cui veramente sono rimasto allibito che, inizialmente non avevano senso.

Ma qui devo finire nello spoiler

<SPOILER>

SPOILER

Senza dubbio quella che più mi ha confuso è quella con la madre di Paolo da giovane.

Questo per il semplice fatto che vediamo il Paolo adulto al cinema con una ragazza più giovane di lui e con un altro ragazzo.

Poco prima avevamo visto Paolo stare in compagnia di questa ragazza sulla spiaggia e, visti i suoi trascorsi da donnaiolo, pensavo fosse l’ennesimo corno fatto a sua moglie Agata.

Al cinema addirittura sembrava una sfida tra Paolo e il ragazzo per conquistare la giovane.

Poi…. li vediamo tutti e tre sulla spiaggia e….

lei prende in braccio Paolo e vediamo essere in realtà un bambino.

Tra l’altro il ragazzo con loro chi era? Il padre, probabilmente no, visto come è stato presentato a inizio scena.

Misteri, alimentati dal fatto che quella scena, ai fini della trama, non serve a nulla.

</SPOILER>

Altro punto a sfavore sono i momenti comici, veramente pochi e gestiti malino. L’unico simpatico è quello che si vede sul trailer, ma per il resto non ci siamo.

Momenti di trascurabile Felicità

Non pretendevo nulla esilarante, sia chiaro questo, però qualcosa più mirato poteva starci.

Se invece dobbiamo guardare i lati positivi c’è qualche scena sul finale che è ben gestita.

Momenti di trascurabile Felicità

A livello di caratterizzazione di personaggi escludendo il protagonista, visto che la storia ruota tutta su di lui, non c’è una vera caratterizzazione del resto del cast.

Forse spicca solo Aurora, la figlia maggiore, ma semplicemente perché la “ribelle” di casa in conflitto col padre.

Una cosa che però poteva dare maggior spessore al film era un finale meno politically correct, ma purtroppo immagino non si potesse osare, o stravolgere i libri da cui la storia è stata presa.

Tiriamo quindi le somme.

Momenti di trascurabile felicità è un film con un grosso potenziale su carta, ma con una regia orribile.

Lo spettatore è confuso 9 volte su 10 su quello che appare a schermo. Alcune scene, come quella spoilerata, addirittura restano incomprensibili.

Un finale troppo politically correct è la ciliegina sulla torta di una pellicola che, personalmente, resterà nell’anonimato dei film Italiani.

Peccato

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Videogiocatore di vecchia scuola. Nella gloriosa console war tra Sega e Nintendo sempre schierato a fianco di Sonic e soci.
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