Captain Marvel – La recensione

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6 Marzo. Ormai ci siamo! La quarta fase del Marvel Cinematic Universe sta arrivando alla sua conclusione.

Tutti noi “veri credenti” sappiamo bene che per il “main event” manca ancora un mese, però intanto abbiamo potuto avere il privilegio di conoscere una dei nuovi arrivati che probabilmente avrà un certo peso nella vicenda.

Insomma, non giriamoci tanto attorno, oggi vi darò le mie impressioni su Captain Marvel, ventunesimo film dell’ormai sconfinato MCU.

Il film parte con un dovuto memoriale al Sorridente Stan, scomparso il 18 novembre scorso, e vero deus ex machina della Marvel.

La storia inizia ad Hala, capitale dell’impero Kree, una razza aliena tecnologicamente più avanzata dei terrestri.

Qui conosceremo Vers (Brie Larson),

Captain Marvel

membro della potente squadra di nobili guerrieri chiamata Starforce e capitanata da Yon-Rogg (Jude Law).

Captain Marvel

Vers non ricorda nulla del suo passato e di notte ha spesso incubi e brevi flashback di fatti che la coinvolgono.

Durante una missione di salvataggio, Vers verrà fatta prigioniera da un gruppo di Skrull, degli alieni muta forma in perenne guerra coi Kree.

Captain MarvelGli Skrull inizieranno a sondare i ricordi della ragazza alla ricerca di informazioni di vitale importanza per loro…..

Come sempre fermiamoci e andiamo alle mie considerazioni.

Senza dubbio questo film è molto lineare e semplice nel suo svolgimento. Non ci sono grossi colpi di scena o cose particolarmente intricate da ricordarsi per collocarlo all’interno del Marvel Cinematic Universe.

Come molti hanno già visto dai trailer, tutta la storia viene ambientata nel 1995, quindi prima della fondazione degli Avengers e cronologicamente dopo al solo al primo Captain America.

Ritroveremo però due personaggi molto amati, ovvero Nick Fury (Samuel L. Jackson)

Captain Marvele Phil Coulson (Clark Gregg).

Captain Marvel

Se Coulson però viene introdotto come supporter a poche scene, Nick Fury, ancora con entrambi gli occhi, sarà in qualche modo la spalla comica del film.

Captain Marvel, in questo senso ha un unico scopo, introdurre un personaggio che, sicuramente, sarà fondamentale nella battaglia finale con Thanos.

Il film non ha altri scopi e in nessun modo vuole essere pretenzioso. E sinceramente è giusto così. Onestamente sarebbe stato sbagliato cercare di complicare ulteriormente una storia che era stata lasciata a metà l’anno scorso con Infinity War.

Siamo onesti, anche Antman & The Wasp aveva lo stesso scopo ma, al contrario di quel film, qua si riesce a creare una pellicola meglio gestita e più interessante da seguire.

In qualche modo tutta la ricerca del passato di Vers e le rivelazioni a metà film, porteranno lo spettatore a ricredersi sulle convinzioni che ha ad inizio pellicola.

Sicuramente questo è il centro focale della pellicola e la parte più interessante, ma vorrei evitare spoiler.

Il personaggio di Vers, viene ben sviluppato. Niente di estremamente profondo o filosofico però mostra l’evoluzione di una donna che non si arrende e anzi ad ogni caduta si rialza più forte di prima.

Senza dubbio una scena spiega molto bene e riassume questo fatto.

Il film ha anche lo scopo di introdurre i Kree

Captain Marvele gli Skrull,

Captain Marvel

due delle razze più famose del Marvel Universe. Ci sono teorie per cui l’introduzione dei secondi porterà nel breve periodo al famoso ciclo Secret Invasion che li vedeva protagonisti.

Captain Marvel

Che sia vero? che sia l’escamotage per riportare in vita alcune morti eccellenti avvenute in Infinity War invece di usare la tanto temuta gemma del tempo?

Diciamoci la verità, se questa fosse la scelta degli sceneggiatori, specialmente per riportare in vita un certo “amichevole supereroe di quartiere”, vanificherebbe la scena strappalacrime che lo ha eliminato momentaneamente di scena e vanificherebbe alcuni aspetti proprio raccontati in Captain Marvel.

In fin dei conti sappiamo tutti che in qualche modo tornerà visto che sarà presto “distante da casa”.

Tiriamo quindi le somme.

Captain Marvel è un film semplice e lineare che ha l’unico scopo di introdurre la figura della supereroina nel MCU. La pellicola volutamente non vuole essere pretenziosa e fa il suo lavoro come film sulle origini.

L’ambientazione negli anni ’90 ha lo scopo di far scoprire allo spettatore alcuni retroscena su fatti che venivano solo accennati nei precedenti film.

La colonna sonora mette in campi alcuni pezzi ultra famosi spaziando tra i Nirvana, i No Doubt, i R.E.M. e gli Hole di Courtney Love.

Secondo me è un film fruibile sia dal “fan seriale” che principalmente è spinto in sala per essere la “pellicola ponte” tra Infinity War e End Game. Però è un film fruibile anche dallo spettatore saltuario che vuole vedere un film supereroistico molto “classico” nella narrazione.

See you next

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