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Dove Giocare è una cosa seria

CINEMA RECENSIONI

“Aquaman: la recensione (nessun pesce è stato maltrattato durante le riprese, sono tutti in CG!)”

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IL MANIFESTO PARLA CHIARO

Basta vedere il manifesto di “Aquaman” per farsi un’idea di che genere di film si tratti: è pieno di pesci, e c’è un eroe col tridente, cosa può voler dire?

Bene: se anche voi, dando uno sguardo a Jason Momoa nei panni di “Aquaman” nel poster del film, avete pensato qualcosa come: “Ma che razza di film può essere?!” non vi siete discostati dal presentire la nuda e cruda verità.

Aquaman è un film quantomeno bizzarro.

Innanzitutto l’impressione d’insieme è che James Wan stesso non si prenda affatto sul serio!

Dopo aver girato alcuni dei migliori film di genere horror degli ultimi anni James Wan gira il più scanzonato, fracassone e melodrammatico film della DC Comics. Ed è “un abisso” (concedetemi il termine da Aquaman) passare dai suoi impeccabili film di genere horror, tra cui cito il primo Insidious e il primo The Conjuring, a questo strano e coloratissimo film: ‘Aquaman’. (nota per gli amanti dei film horror del regista: se guardate attentamente ‘Aquaman’ potrete notare in una delle mille scene in fondo al mare la bambola di ‘Annabelle’, altro film di genere prodotto da James Wan)

TRA FANTASY, SCI-FI E POWER RANGERS INIZIA L’AVVENTURA

Già vedendo il Prologo nel quale appare la sempre bellissima Nicole Kidman a rivestire un ruolo che solo lei riesce in qualche modo a contenere limitandone l’effetto kitsch, si capisce che il registro del film è decisamente sopra le righe, ma strano a dirsi, è piacevole! E quando vediamo per la prima volta i soldati atlantidei non è possibile non sorridere vedendo le loro armature che richiamano un po’ un’estetica Sci-Fi alla Power Rangers.

Ma nella sequenza in cui appare per la prima volta Jason Momoa, lo spirito del film si fa vivo in modo più nitido. Ed a tratti sembra di vedere lo stile di John Woo che prende in giro se stesso in versione fantasy supereroistica, e per chi non conoscesse Woo non sarà chiaro a cosa mi riferisco. Scene di azione, rallentatori, montaggio virtuoso e frenetico, con cambi di inquadrature da un momento all’altro, ma soprattutto un registro costantemente in bilico tra il melodramma e l’ironia più scanzonata. La sequenza in cui conosciamo ‘Aquaman’, interpretato da Jason Momoa, è davvero emblematica per ragioni che non vi dico per evitare spoiler.

UN IBRIDO STILISTICO EFFICACE?

Un poster cinese di Aquaman

Il film, con le sue due ore e passa (143′, da vedere tutti se non volete perdervi la consueta scena finale da cine-comic), scorre veloce con un ritmo quasi “forsennato”.

E questo stile ibrido tra cine-comics, melodramma, film dei Power Rangers, Soap Opera, Fantasy di Serie Z, Batman vs Superman in fondo al mare, Sirenetta e chi più ne ha più ne metta… beh… Insomma, questo ibrido, a suo modo, funziona!

Nel senso che, come minimo se siete appassionati di cinema, potreste, come me, ridere dall’inizio alla fine, ammirando la messainscena barocca (a dir poco) e apprezzando quelle scene dove un’ironia del tutto dissacrante esce fuori mostrando la parte migliore del film, quella più sboccata. Tanto che se avessero osato di più rendendo il registro più sporco e comico nell’insieme forse “Aquaman” sarebbe stato un film ben più degno di un Divertissement di un regista senz’altro abile nel suo mestiere, e basta aver visto uno dei suoi film Horror, per esserne consapevoli.

IL CAST

Cosa dire del cast: Jason Momoa è perfetto per il personaggio protagonista; Amber Heard nel ruolo di Mera è semplicemente bellissima; Nicole Kidman, come già detto riesce abbastanza a contenere il kitsch derivato dall’essere racchiusa nel solito costume attillato; ma una menzione speciale è per Patrick Wilson (portato dai film di genere di Wan a questo cocktail puramente folle) che riesce a interpretare un personaggio alquanto odioso in modo credibile per quanto ogni sua scena è costantemente in bilico tra il ridicolo e l’epico, emettendo nella metà delle sue apparizioni grida altisonanti; Willem Dafoe riesce sempre a fare la sua parte; Dolph Lundgren è un piacere trovarlo ad interpretare un ruolo in un blockbuster così folle da essere quasi demenziale; il giovane attore Yahya Abdul-Mateen II riesce a reggere il suo patetico personaggio di Black Manta.

CONCLUSIONI

Image from the movie "Aquaman"
© 2018 DC Comics − All right reserved.

Il finale di Aquaman mostra un po’ quello che è il suo difetto più grande: non distaccarsi del tutto, ma solo in parte, dal prendersi sul serio.

Eppure, è comprensibile che un film del genere stia spopolando nei cinema di tutto il mondo.

Nel bene come nel male, ha tutti gli ingredienti per colpire lo spettatore medio così come chi ama il cinema più profondo. I primi verranno presi dal fracasso e dagli effetti speciali, mentre i secondi, se scevri da qualsiasi pregiudizio intellettuale-cerrebrale sterile, avranno di che divertirsi, nel trovare certe inquadrature, scene e sequenze, davvero tanto assurdi, da supppuro almeno due o tre ipotesi:

  1. James Wan sei un cerebroleso, ma il film fa comunque ridere!

2. James Wan sei un genio e il film è davvero divertente!

3. James Wan ti sei proprio divertito a girare ‘sto film! Fa proprio ridere!

Nei tre casi, il film risulterà comunque divertente se non addirittura avvincente nonostante il suo risultare così barocco da poter essere definito volutamente kitsch senza riserve.

Ribadiamo: nessun pesce/creatura marina è stato maltrattato per girare il film, sono tutti in CG!

Se avete dubbi sul vedere “Aquaman” al cinema non sta a noi di Yessgame toglierveli, ma se vi è venuta la curiosità fateci sapere se non avrete voglia di buttarci in mare aperto dopo averlo visto!

Comunque sia ricordate che: chi dorme non piglia pesci!

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Dalla tenera età di 7 anni suona, legge, guarda film, scrive, pensa, sente e ogni tanto fa qualcos'altro.
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