Legacy Of Ys: Book I & II

Sharing is caring!

Remake….

Beh siamo la generazione dei remake.

Riproporre una versione migliorata con delle aggiunte ai vecchi titoli del passato è ormai uno status symbol.
Ne vale la pena?
A volte si e questo ne è un buon esempio.
Ys è un gioco che nasce nel lontano 1987 sul NEC PC-8801 con una storia un po’ particolare, se non altro per l’epoca.
In fin dei conti il progetto originale prevedeva una storyline particolarmente lunga….
Purtroppo i supporti dell’epoca non permettevano di memorizzare tutto assieme il progetto originale.
E così cosa fecero?

Beh, semplice, divisero in due capitoli la prima avventura del “red-haired swordsman”.

Ys I: Ancient Ys Vanished del 1987 e
Ys II: Ancient Ys Vanished – The Final Chapter dell’anno dopo.

Da allora le versioni del primo e del secondo capitoli della saga si ripresentarono più e più volte su svariate piattaforme nel corso degli anni…

…fino ai giorni nostri quando nell’ormai lontano 2009 uscì una raccolta, riveduta e corretta per Nintendo DS, dell’intera avventura iniziale di Adol Christin.

Oddio diciamo che la versione DS non era altro che il porting della versione PC uscita qualche anno prima… va vabbè penso che non freghi a molti.

Arriviamo alla parte interessante, i giochi.

Prima di tutto bisognerà scegliere quale dei due capitoli affrontare e ovviamente per capire tutta la storia si parte ovviamente dal primo.

Il gioco inizia con un bellissimo filmato stile manga dove verranno presentati alcuni protagonisti e luoghi della vicenda.
Non vi nego che avendo giocato la versione Master System del primo YS, mi è venuta una forte emozione ed una grande nostalgia per uno dei primi giochi che hanno dato il via alla mia carriera videoludica.

Nota: da questo momento in poi mi riferirò sempre alla versione Master System per spiegare le differenze e migliorie rispetto alla versione DS.

Il filmato spiega brevemente quello che era accennato nel libretto di istruzioni.

Ys 1 Opening

L’avventuriero Adol Christin, navigando con la sua imbarcazione arriva nei pressi del territorio di Esteria dove, si scontra con una forte tempesta che lo porta svenuto sulla spiaggia, dove verrà recuperato da un pescatore del luogo.

La cosa che mi ha colpito subito è che l’avventura non partirà da Minea, che di fatto è la città cardine della storia ma da una città portuale.

E’ si a conti fatti il primo Ys, ma sicuramente anche il secondo capitolo (anche se di fatto non l’avevo mai giocato prima d’ora), non solo un semplice remake, ma un vero e proprio Director’s Cut dei giochi dove, per certi versi, ne amplificano la storia originale.

La grafica è completamente rinnovata, usando un motore 3D nel complesso ben fatto.

Anche il sonoro è stato ri-arrangiato, sfruttando il chip sonoro del Nintendo DS.

La mappa, specialmente per quanto riguarda la zona dei campi, dove si fanno le prime esperienze di battaglia per capirci, è stata amplificata rispetto a quella vista nel MS.

I dungeon sono stati ribaltati per farli tornare alla loro versione originale.

Si infatti leggevo che la versione MS ha tutti i dungeon speculari rispetto alla versione NEC PC.

Devo essere onesto, non ho capito bene perché all’epoca optarono per questa scelta, però effettivamente la versione MS differiva anche per un diverso finale, oltre che avere tutti i nomi storpiati o “corretti”.

Infatti, giusto per fare un esempio su tutti, il protagonista Adol Christin venne modificato per un più americano Aron Christian.

Il gioco onestamente l’ho giocato e rigiocato così tante volte che non aveva segreti, conoscevo ogni mostro, ogni upgrade, ogni punto dove era più conveniente far esperienza per proseguire al meglio l’avventura.

Rispetto all’originale vengono aggiunte, oltre alla già citata città iniziale, anche un intero livello dove si potranno trovare un set completamente nuovo di armi e armature.

La cosa che mi ha fatto storcere il naso è sicuramente il cambio di gestione dei combattimenti.

Qual’era infatti, almeno per i primi giochi della saga, il modo di combattere?

Rispetto ai vari Zelda e simili dell’epoca. dove c’era un pulsante per estrarre la spada, qui il protagonista ha sempre l’arma visibile, ovviamente se l’avete equipaggiata in precedenza, ma bisognerà aggirare/affiancare i vari mostri della mappa per infliggere danno.

Perché ho voluto sottolineare il fatto dell’equipaggiare le armi?

Beh perché all’epoca della prima esperienza del gioco, essendo abbastanza novizi al mondo dei videogiochi, ci lanciammo all’attacco dei mostri avendo solo acquistato le armi e senza degnarci di averle equipaggiate.
Inutile dire che morimmo al primo scontro….

Vabbè, diciamo che venivamo da un gioco, Golvellius,

dove le armi venivano auto equipaggiate al semplice acquisto…
Ok… non regge lo stesso.

Vabbè divagazioni a parte, il sistema di “aggira/affianca il nemico” era abbastanza innovativo e, di fatto, era quel valore aggiunto che aumentava la sfida del titolo.

Qui, come nei titoli più recenti, hanno invece optato per un più banale pulsante per colpire.

Inutile dire che il gioco diventa più immediato e semplice.

Sarò estremamente franco, il gioco purtroppo soffre di una notevole riduzione della difficoltà, anche a livello Nightmare.
Vi assicuro che il boss finale nella versione Master System mi fatto imprecare tutti i santi del calendario più e più volte, ogni volta che lo rigiocavo.

Nella versione DS è però possibile giocare anche ad una modalità “stilo” simile a Zelda Phantom Hour Glass,

che però non ho provato a fondo optando per una gestione più classica dei controlli.

Il gioco al suo completamento prosegue col secondo capitolo dopo un magnifico filmato che fa da ponte tra i due titoli.

Ys 2 Opening

Qua onestamente ho poco da dire, se non che Ys 2 è molto più lungo rispetto al primo, le cose da fare sono veramente tante come i luoghi da esplorare, ma anche in questo viene minato da una troppo bassa difficoltà.

In conclusione che dire, se siete amanti della saga va recuperato, dall’America visto che qui non è stato distribuito, ne aumenta la longevità dei titoli originali e ne approfondisce la trama.

Io mi sono soffermato molto sui dettagli del primo, certe piccole cose o sfumature che la versione MS non proponeva, probabilmente per le ridotte capacità della macchina.

Chi non lo ha giocato, può comunque recuperarlo, visto che parliamo sempre di un ottimo RPG vecchio stile.

Peccato per i controlli e la difficoltà troppo bassa. Se avessero tenuto il vecchio stile di combattimento e una sfida più sostenuta, magari a livelli di difficoltà alti, sarebbe stato un capolavoro.

Lascia un commento