Through the Darkest of Times – Recensione

Through the Darkest of Times – Recensione

22 Febbraio 2020 0 Di Stramax

Through the Darkest of Times

14.99
7.5

Gameplay

5.0/10

Componente narrativa

9.0/10

Componente tecnica (Audio e grafica)

7.0/10

Longevità

9.0/10

Pro

  • Componente narrativa solida, coinvolgente ed efficacie
  • Musiche eccellenti e adatte al contesto storico e narrativo
  • Longevità perfetta per il tipo di gioco proposto

Contro

  • Estetica un po' troppo semplice, ma che non incide sulla fruibilità del gioco
  • Componente puramente ludica del tutto insignificante e poco gratificante che risulta solo d'intralcio: sarebbe stato più efficacie creare un'avventura grafica.
Through the Darkest of Times, Through the Darkest of Times – Recensione Listen to this article

Through the Darkest of Times, Through the Darkest of Times – Recensione

Trattare un periodo storico molto conosciuto, ma altrettanto “abusato” come la Germania tra il 1931 e il 1945 in un’opera di intrattenimento non è mai compito semplice; tutt’al più se a cimentarsi in questa impresa sono degli emergenti del mondo indie come Paintbucket games, lo studio dietro Through the Darkest of Times. I rischi principali consistono nel ricadere in inesattezze storiche, in toni inadeguati a trattare tematiche sensibili e, o nel far scomparire totalmente il background storico, oppure nel suo contrario: permettere che esso oscuri e nullifichi il gioco in tutte le sue componenti.

Paintbucket games ha evitato tali insidie in modo eccellente, creando un’esperienza breve ma intellettualmente impegnativa, che diventa un must-play per ogni amante di storia.

In Through the Darkest of Times siamo impegnati ad organizzare, gestire e comandare un gruppo di dissidenti all’interno del regime nazionalsocialista in Germania. La nostra attività di resistenza ha inizio nel 1933, nei mesi precedenti alla salita al potere di Adolf Hitler, e si conclude con la fine della Seconda guerra mondiale nel 1945.

GAMEPLAY

Iniziamo parlando della parte peggiore di Through the Darkest of Times: il gameplay.

Il gioco si presenta come un gestionale che deve molto all’eredità lasciata da This War of Mine. A differenza di quest’ultimo, però, qui ci troviamo, come detto prima, a gestire un gruppo di azione antifascista: il gioco ci propone apparentemente vari tipi di missioni, dal raccogliere fondi tra i sostenitori al fare contropropaganda attraverso volantini e scritte contro il regime. Il problema è che, nei fatti, le missioni consistono solamente nell’assegnare ad un incarico alcuni dei membri del nostro gruppo, stando attenti a gestire il livello di possibilità di successo e di pericolo; ma questi ultimi due valori sono superflui: non mi è mai capitato di fallire con gravi conseguenze una missione, e non è grazie ad una mia particolare abilità.

Inoltre perfino il modo con cui il gameplay si incastra con la narrazione è debole e mi ha lasciato per ogni capitolo perplesso sull’utilità effettiva delle mie azioni di gioco: basta sopravvivere per la durata di un capitolo, 20 turni, (ed è molto più facile di quanto sembri) senza fare alcuna missione particolare o senza raggiungere un certo obiettivo.

Questo risulta essere doppiamente un’occasione mancata dal momento che il sistema di missioni è alla base ben strutturato: alcune missioni ne sbloccano altre, permettendo man mano di farne di più importanti e di più grande portata e difficoltà. Ma manca sempre il fine ultimo, il perché che giustifichi tutto l’impegno del giocatore: quando ciò in un gioco manca, come in questo caso, il gameplay perde completamente di senso e valore.

Through the Darkest of Times, Through the Darkest of Times – Recensione

COMPONENTE TECNICA

Graficamente il gioco si presenta in una veste fumettistica molto semplificata e stilizzata. Questo, però, accostato a componenti estetiche e sonore degne di rispetto (sono presenti bellissime tracce swing che riescono a valorizzare ogni momento patetico, nel vero senso del termine, della narrazione), riesce a non far storcere il naso e a rendere l’esperienza di gioco anche visivamente gradevole.

COMPONENTE NARRATIVA

È in questo ambito che il gioco brilla: l’abilità con cui gli sviluppatori hanno saputo destreggiarsi all’interno di un’ambientazione ostica come questa è degna di menzione.

Le inesattezze storiche sono totalmente assenti, anzi, ho scoperto anche molti aspetti della vita berlinese dell’epoca fino ad ora a me ignoti, nonostante la storia sia la mia più grande passione. La trama del gioco non è particolarmente originale o eccezionale, ma sono il modo e il ritmo con cui essa viene narrata a risultare ottimi, a tal punto che la componente narrativa riesce a sopperire in modo efficacie alla povertà del gameplay di sopra trattata. Alcune scene raggiungono picchi di pathos, emozionalità e tristezza non da poco. Infine la mancata localizzazione nella nostra lingua non preclude più di tanto la fruibilità al pubblico italiano poiché l’inglese utilizzato nei dialoghi è abbastanza semplice e la calma narrativa di cui sia avvale il gioco permette di non perdersi nessun dialogo.

Through the Darkest of Times, Through the Darkest of Times – Recensione

LONGEVITÀ

Through the Darkest of Times, Through the Darkest of Times – Recensione

Stiamo parlando di 10 ore di gioco che non tendono a variare molto da persona a persona dal momento che non ci sono punti in cui è possibile rimanere bloccati o in cui perdere più tempo. La longevità del gioco è giusta: se fosse stata minore non avrebbe fatto valere i soldi spesi (14,99 € su Steam), qualora fosse stata maggiore avrebbe stufato a causa della già citata ripetitività del gameplay.

CONCLUSIONI

Through the Darkest of Times è un gioco tutt’altro che perfetto: presenta un volto positivo dal punto di vista narrativo e uno negativo dal punto di vista del gameplay. Ma, nonostante ciò, riesce a regalare un’esperienza piacevole e utile, dal momento che mostra, senza prendersi mai totalmente sul serio, quando e come è avvenuta l’ascesa al potere del nazionalsocialismo in Germania e di come esso sia anche stato vissuto dalla popolazione di una grande città come Berlino.

Dunque lo consiglio a chiunque trovi piacere nel godersi un bel racconto a sfondo storico, con la sola avvertenza di non aspettarsi affatto uno strategico o un gestionale, dal momento che questa componente è quasi solo di intralcio all’ottima narrazione che caratterizza positivamente Through the Darkest of Times.

Personalmente approvato!

Se sei interessato sul nostro sito puoi trovare molte altre recensioni!