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RECENSIONI

The Flash stagione 4

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Mi chiamo Barry Allen, sono l’uomo più veloce del mondo!

Con queste parole, torniamo a parlare di serie televisive e ovviamente ci concentreremo sulla quarta stagione dedicata al velocista scarlatto di casa DC.

Dopo una discreta terza stagione, escludendo il finale al limite dell’assurdo, avevamo lasciato Barry entrare nella forza della Velocità per salvare Terra 1 dal collasso.

Quindi si riparte sei mesi più tardi, dove troviamo Wally A.k.a. Kid Flash e il team dei laboratori S.T.A.R. intenti a fermare le minacce della città.

Ah, chiaramente SPOILER.

Il tutto quindi inizia da un misterioso samurai

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che mette KO sia Wally che Cisco.

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Il samurai quindi li sfida a far uscire Flash visto che loro sono poca cosa.

Iris, pur cercando di farsi forza è però in crisi completa. Il suo grande amore, dopo averle chiesto di sposarla, se è andato per salvare il mondo e lei non sa se è ancora vivo.

Cisco però nei sei mesi non è rimasto con le mani in mani e in qualche modo troverà il modo di far tornare Barry.

Da li si dipaneranno i restanti episodi della serie, introducendo il primo “Villain di stagione” un non velocista.

Veniamo quindi alle mie considerazioni.

La quarta stagione di Flash è sicuramente una delle migliori viste fin’ora.

Escludendo i primi episodi, abbastanza “riempitivi” e sicuramente discutibili nella trama, specialmente il terzo “La fortuna è donna”, il quinto “Hashtag femminismo” e il sesto “Harry, ti presento Harry…”, il resto della stagione si sviluppa bene e non perde mai di mordente.

E’ inutile negare che buona parte del successo è dovuto a due fattori FONDAMENTALI.

Il primo è il villain principale Clifford DeVoe.

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Senza dubbio un cattivo carismatico, con un piano estremamente elaborato e pianificato nei minimi dettagli.

Un cattivo con uno scopo, malato, ma con una logica, e che soprattutto non basa la sua esistenza su “facciamo fuori Flash”.

Flash nel suo piano è parte del piano stesso, pedina fondamentale per la riuscita.

L’altro fattore del successo della stagione è ovviamente il fatto di non incasinare tutta la trama con teorie insensate sui viaggi nel tempo, linee temporali residue e minchiate affini.

Chi ha letto le mie precedenti recensioni sa benissimo che ho odiato in particolar modo la stagione due per il fatto delle “linee temporali residue” che non stavano ne in cielo ne in terra.

La quarta stagione di Flash si discosta dalle precedenti anche per un altro fattore, ovvero far “sparire” i “velocisti secondari”.

Infatti già alla fine delle terza stagione avevamo visto Jesse Quick,

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figlia dell’Harrison Wells di Terra-2 tornare a casa per difendere il suo universo.

In questo quarto ciclo è Wally invece ad abbandonare la scena. Mollato da Jesse tramite uno “scaricacubo”, decide di intraprendere un viaggio per ritrovare se stesso.

Inutile dire che verrà reclutato dalle Leggende.

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Forse una delle cose più assurde, nonché fattore costante di tutta la serie, è avere in ogni stagione N versioni di Harrison Wells.

Infatti nel già citato episodio 6 e nel ventunesimo “Harry e gli Harrison” verranno richiamate nuove versioni alternative del professore…. decisamente bizzarre in molti casi.

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Evidentemente Thomas Cavanagh (l’attore che interpreta Wells) ama avere più ruoli e col discorso del multi-verso è anche facile giustificare le versioni alternative.

Senza dubbio però uno dei grandi eventi di stagione è il crossover “Crisi su Terra-X” che ha coinvolto tutto l’Arrowverse in un “film a episodi” che ha unito gli ottavi episodi di ognuna delle quattro serie (Supergirl, Arrow, The Flash e Legend Of Tomorrow).

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Senza dubbio il crossover è molto ben gestito e crea un universo alternativo dove gli “eroi” sono nazisti e criminali.

Inoltre l’episodio ha lo scopo di “riesumare” Captain Cold,

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visto che quello di Terra-1 che si era unito alle Leggende è morto, ma con una versione più “politically correct”.

Infatti il Leo Snart di Terra-X è gay.

Che poi non ho capito come ogni personaggio è “consapevole” che la sua Terra abbia un determinato numero.

Nel senso che, capisco che quando Barry e il team Flash hanno scoperto il multi-verso abbiano battezzato la loro Terra come 1, ma da quel momento chiunque si presenti dirà una frase del tipo “sono tizio e provengo da Terra-N”.

Cioè è una convenzione per Barry dare un numero alle Terre ma chi da quella Terra proviene sicuramente per lui/lei è sempre Terra-1.

Vabbè non importa.

Tornando all’andamento della stagione.

Una gradita introduzione è il personaggio di Ralph Dibny (Hartley Sawyer)

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che diventerà noto come l’uomo allungabile.

Chi conosce l’universo DC lo avrà associato ad un altro personaggio, ovvero a Plastic Man.

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Cosa che non sapevo è che Dibny esiste negli archivi DC, come membro di riserva della Lega della Giustizia.

Io infatti pensavo che fosse una nuova identità di Plastic Man (Patrick O’Brian).

Senza dubbio Dibny è un personaggio interessante.

Agli antipodi con Barry, Ralph è un cazzone che un po’ alla volta prenderà coscienza delle sue abilità per aiutare il team e riscattarsi dall’aver fallito come poliziotto.

Il fattore però che ho apprezzato di più di questo quarto ciclo di episodi è consolidare ancora di più lo status di eroe di Barry nei panni di Flash.

Infatti dimostrerà in più di un’occasione di accollarsi la responsabilità di tutto quello che accade non solo alla città che difende, ma anche di tutto il team.

Altro punto a favore è la figura di Caitlin Snow che inizierà a capire interagire con la sua metà malvagia Killer Frost.

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Inutile dire che il rapporto Caitlin/Frost ricorda fin troppo quello di Bruce Banner/Hulk.

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La stessa Felicity Smoak glielo ribadirà più di una volta.

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La cosa che però non ho sopportato è far capire che Frost non è solo una mutazione genetica causata dall’esplosione dell’acceleratore di particelle o da Flashpoint, ma da un trauma subito da bambina.

E la cosa che ho sopportato meno è lasciare lo spettatore senza risposte in questa stagione…..

Arriviamo quindi alla fase finale.

Senza spoilerare oltre posso affermare che l’epilogo di stagione è un ottimo episodio.

Nei quaranta minuti c’è quel giusto mix tra azione, suspense e soddisfazione per quello che si è visto.

E poi come al solito, il classico cliffhanger che ti fa un po’ imprecare perché ti lasciano a metà.

Ma ormai ci abbiamo fatto l’abitudine.

Quindi in conclusione, decisamente la miglior stagione del velocista scarlatto, seconda solo alla prima, che aveva lanciato lo show.

Finalmente gli sceneggiatori hanno deciso di evitare casini temporali, eliminare, speriamo in via definitiva, quella porcata delle linee temporali residue, e concentrarsi su una storia abbastanza solida e coinvolgente, ponendo l’attenzione sullo sviluppo dei personaggi.

E nella quinta stagione cosa dovremo aspettarci? probabilmente la risoluzione del mistero su Caitlin, ma soprattutto dare una spiegazione al cliffhanger che ha chiuso questo quarto ciclo.

See you next

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Videogiocatore di vecchia scuola. Nella gloriosa console war tra Sega e Nintendo sempre schierato a fianco di Sonic e soci.
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