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Anthem
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Anthem: la recensione dopo 100 ore

Bioware prova ad uscire con Anthem dalla sua zona di conforto.

La nuova fatica Bioware nasce da uno sviluppo di ben 6 anni, durante i quali abbiamo visto ben poco fino al rilascio della demo.
Già dalla demo si ha avuto l’impressione che qualcosa non fosse rifinito a dovere, per poi scoprire che la build di questa demo poco aveva a che fare persino con l’early access che sarebbe cominciato il 15 Febbraio.
Arriviamo quindi al 22 febbraio, day-one,  con una patch di generose dimensioni che cambia ulteriormente le cose.

Di certo il lancio di Anthem è uno dei più problematici e mal organizzati che io ricordi, segno che il gioco probabilmente non era pronto.
La demo, che doveva essere un succoso antipasto, si è trasformata in un tiro al piattello senza precedenti.
La maggior parte delle riviste importanti, e youtubers, hanno sparato a zero, talvolta evidenziando problemi reali, talvolta inventandoseli di sana pianta.

Andremo quindi a verificare pregi e difetti di Anthem nel modo più oggettivo possibile.

La struttura di Anthem è quella del classico Looter Shooter, come Destiny o  The Division per intenderci.
Una volta finito il tutorial dovremo scegliere uno dei 4 Javelin (in italiano “Strali”)  a disposizione per iniziare il gioco: Colosso, Guardiano, Tempesta o Intercettore.
Ognuno di essi rappresenta uno stile di gioco completamente differente.
Grazie al Colosso avremo la corazza più imponente, con la possibilità di usare delle armi pesanti.
La Tempesta ha la capacità di volo più estesa e permette d’inondare il campo di gioco di vari effetti elementali.
L’intercettore è il DPS da mischia duro e puro fra tutti i Javelin, non adatto alla lunga distanza, ma letale in corpo a corpo, e dotato di un’agilità sorprendente.
Il Guardiano è il più versatile tra tutti e riesce a destreggiarsi in quasi tutti i comparti, pur non eccellendo in nessuno, ha però una serie di abilità che lo rendono molto più performante degli altri quando affronta un bersaglio singolo.
Attraverso le missioni, o il gioco libero, otterremo esperienza per il nostro pilota, utile a sbloccare ulteriori Javelin e slot equipaggiamento.
Uccidendo nemici avremo la possibilità di guadagnare upgrade per il nostro Javelin, e sarà questo l’unico modo a nostra disposizione per migliorare.Il gioco è strutturato in modo (attualmente siamo alla patch 1.03) da prediligere il drop relativo al Javelin che usiamo, quindi affrontando una missione con il Colosso avremo solo delle possibilità minime di ottenere migliorie per gli altri Javelin.

Anthem ha una campagna  principale e alcune attività secondarie.
La campagna principale ha una narrazione non proprio all’altezza degli standard Bioware, ma è comunque godibile, mentre i dialoghi con gli npc di Fort Tarsis (l’hub di gioco) sono davvero superflui e danno l’impressione di essere messi lì come riempitivo.
Siamo lontani dalla profondità dei dialoghi raggiunta da Mass Effect, o Dragon Age Origins, ma è anche vero che Bioware ha sviluppato un Looter Shooter stavolta, e la trama non è certo la priorità.
Va anche detto che essendo un “Game as Service” man mano che usciranno aggiornamenti anche la campagna principale si arricchirà ulteriormente.

Partendo dal comparto grafico Anthem non riceve lezioni da nessuno.
Bastion è eccezionale da vedere e da esplorare, tutti i panorami sono mozzafiato, con una vegetazione lussureggiante, cambiamenti atmosferici con cascate che si rovesciano al suolo da vette altissime.
I modelli dei Javelin sono curatissimi e animati magistralmente, così come molti dei mob e dei Boss.
Gli effetti a schermo sono molto gradevoli e anche il comparto audio è eccellente.
Svolazzare per il mondo di gioco è sicuramente una goduria per gli occhi.

Il gameplay di Anthem però è forse il punto più forte.
Le fasi di shooting sono dannatamente divertenti; la capacità di volare ci dà una mobilità davvero fuori dal comune.
Il feeling delle armi è ottimo, anche se tutte le armi di una tipologia tendono ad assomigliarsi: ad esempio troverete una grande differenza fra un fucile da cecchino e un cannone automatico, ma fra 2 cannoni automatici diversi non vedrete questo enorme cambiamento.
La differenza invece si farà sentire nell’end game poiché ogni arma, mitica o leggendaria, avrà un suo tratto distintivo.
I javelin sono ben diversificati e ognuno ha il suo compito, sono tutti configurabili in così tanti modi che chiunque è in grado trovare il setup adatto al proprio stile di gioco.
Anche l’estetica è pienamente configurabile e raramente si trovano Javelin dal medesimo aspetto.
Lo shop permette l’acquisto di svariati elementi cosmetici tramite la valuta del gioco, oppure tramite “schegge”, acquistabili con moneta reale.

La longevità di Anthem è legata principalmente al giocatore che siete.
I giocatori della vecchia guardia Bioware sono legati ai GDR e col passare del tempo si sono adattati agli Action GDR.
Qui abbiamo un prodotto completamente diverso, un esperimento, esattamente come fu il MORPG SWtOR sempre di Bioware.
All’uscita di SWtOR avevamo un titolo con non una, ma ben otto storie solide, una per classe giocante.
In Anthem abbiamo una storia tutto sommato corta, con un antagonista davvero impalpabile.
Bioware è diventata improvvisamente incapace di scrivere storie?
Io credo di no.
Semplicemente la trama non è un requisito per un looter shooter.
L’End Game è quello che rende un MMO un successo oppure un flop.

Una volta terminata la campagna, e raggiunto il livello 30, avremo accesso ai contratti leggendari e verranno sbloccati 3 ulteriori livelli di difficoltà denominati Gran Maestro 1, 2 e 3.
Oltre ai contratti leggendari, una volta giunti al cap, avremo a disposizione anche le 3 Roccaforti da affrontare che potremmo definire, nel gergo degli MMO, come Raid.
Sono i soli contenuti che offrono meccaniche differenti dal resto del gioco, in quanto alla fine di ciascuna affronteremo una Boss Fight con elementi unici da affrontare.
A conti fatti le cose che potremo fare durante l’end game sono pochine, ma il problema non sta certo nel loro numero.
Tutti gli MMO arrivati all’end game offrono una manciata di attività, da ripetere fino alla nausea, al solo scopo di ottenere il massimo del loot e arrivare così a cappare anche l’equipaggiamento.
E’ destino che una volta raggiunto lo scopo i giocatori mettano in “pausa” questo tipo di giochi nell’attesa che escano nuovi contenuti.
Anthem sfortunatamente però non ha una parte PVP, essendo esclusivamente un’esperienza PVE oriented, ne consegue che la sua vita termina nell’esatto momento in cui raggiungiamo l’obbiettivo di massimizzare il nostro strale.
Sicuramente arrivare ad avere tutto il gear per tutti i Javelin è un’impresa che potrebbe tenervi lì diverse settimane (se non mesi, dato che la patch 1.03 ha abbassato drasticamente la frequenza dei loot), così come ottenere alcune ricompense estetiche (il colore “oro” ad esempio) necessita di un grinding da MMO coreano.
Purtroppo però allo stato attuale i contenuti end game sono troppo pochi per dare quella varietà necessaria ai giochi di questo tipo privi di PVP.
Il problema reale non è però solo nel numero di contenuti, ma che allo scalare della difficoltà non vengono introdotte meccaniche aggiuntive.
L’unico effetto che si ottiene aumentando il livello di sfida sarà quello di vedere i mob avere più HP e fare più danni, e ovviamente una loot table migliorata.
Chiunque abbia giocato ad almeno un MMO (non importa se shooter o rpg) saprà che un raid a livello normale non si affronta nello stesso modo di quando si setta la difficoltà successiva: vengono aggiunte delle meccaniche, l’AI si comporta diversamente, i Boss tirano fuori abilità che non avevano a livello normale, ecc…
In Athem, scalando solo gli HP e i danni ricevuti, non dobbiamo fare altro che aspettare di avere il gear corretto per il livello di difficoltà richiesto.
La varietà dei mob è nella norma per un “game as service”, ma si poteva certo aspettarsi di più dopo uno sviluppo durato 6 anni.
Se da un lato questo permette ai giocatori senza un team di amici di partecipare comunque ai contenuti più difficili, dall’altro disincentiva presto il giocatore hardcore che vuole una sfida consistente da affrontare.
Nonostante questo, se siete il tipo di giocatore che ama il grinding forsennato, Anthem vi divertirà.
A riprova di questo basti vedere che, nonostante le recensioni non lusinghiere dell’occidente, in Giappone il titolo ha fatto quasi il sold out, e là il grinding è ciò che la gente vuole.

Quello che però infastidisce di più di Anthem è la parte tecnica.
Tuttora si assiste, su tutte le piattaforme, a disconnessioni senza senso dai server EA.
Su PC la cpu viene letteralmente divorata da Anthem e nonostante questo capita di vedere qualche calo di framerate.
Capita sovente di unirsi a partite veloci dove la missione è buggata, e quindi non resta che uscire e riavviare il matchmaking.
Nonostante siano molto migliorati rispetto al day-one, i caricamenti del mondo di gioco sono lunghi persino su di un SSD.
Il motore Frostbite 3 non è adatto ai titoli in terza persona e ormai si è capito da tempo; tutta la gestione dell’equipaggiamento è accessibile solo da Fort Tarsis e non durante le missioni, quindi non potremo cambiare arma se non una volta concluso un contratto.
La totale mancanza di un sistema di gilde penalizza fortemente il gioco di squadra, ma è stato promesso che verrà implementata… anche se non mi capacito della sua mancanza al day-one.
Su PC l’assenza di una chat testuale in game è a dir poco raccapricciante, certo su console la voice chat è l’unica soluzione, ma su PC non si può transigere su questo difetto… e no, Origin non è la soluzione per chattare.

La mia opinione è che ad Anthem sarebbe stato necessario un altro anno di sviluppo, così come a quasi tutti i titoli “game as service” usciti finora, chi più chi meno.
Altra prova a sostegno di questa tesi è che, nel primo anno del suo ciclo vitale, tutti i DLC in uscita non costeranno 1 euro, cosa inusuale per produzioni AAA di questo tipo.
Sicuramente già fra 6 mesi Anthem sarà molto diverso dal prodotto che stiamo giocando ora.
Certo la concorrenza di The Division 2 potrebbe portare a un’emorragia di utenti verso quest’ultimo se si dimostrasse essere un’esperienza più varia.

Traendo le conclusioni Anthem è un looter shooter sicuramente divertente nelle meccaniche e originale nel sistema di movimento, ambientato in un mondo splendido a dal lore affascinante, che mostra il fianco dal lato tecnico, dando l’idea di un prodotto rilasciato troppo “presto”, con parti fin troppo importanti ancora da rifinire, quasi volesse essere solo un proof of concept.

Da questo a dire, come si vede su Metacritic, sia un titolo che merita una media voto di 60 ce ne corre.
Sparare sul bersaglio grosso, fa fare tanti click.

 

Anthem: Guida al Crafting

Anthem: Acquista il gioco

Anthem

0.00
7.4

Gameplay

8.5/10

Controlli

8.5/10

Longevità

4.0/10

Grafica

9.0/10

Audio

7.0/10

Pro

  • Fasi di shooting ben realizzate
  • Graficamente eccezionale
  • Volare è uno spasso
  • Ottimo potenziale...

Contro

  • Troppi Bug
  • Frequenti instabilità lato server
  • Attività di endgame da migliorare
  • ... ma attualmente non sviluppato a dovere
Chi è l'autore: Hyunkel76

Giocatore fin dai primi anni 80, cresciuto a suon di Commodore 64 e Amiga, innamorato di tutte le piattaforme di gioco con una predilezione per il PC dal 1995 in poi.
Appassionato di GDR e di Action Adventure cerco sempre in un titolo quel quid che mi fa sognare... raramente lo trovo.

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Giocatore fin dai primi anni 80, cresciuto a suon di Commodore 64 e Amiga, innamorato di tutte le piattaforme di gioco con una predilezione per il PC dal 1995 in poi. Appassionato di GDR e di Action Adventure cerco sempre in un titolo quel quid che mi fa sognare... raramente lo trovo.