CHILD OF LIGHT: RECENSIONE

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Gli ingredienti creatività, innovazione e spettacolarità sono all’ordine del giorno per le case produttrici di videogiochi; una di queste, che si è sempre distinta per i suoi capolavori è la publisher francese   Ubisoft.

Non a caso, titoli come Assassin’s creed e Watchdogs hanno ottenuto tra i teenager e non solo, un successo strepitoso.     Anche in campo indie il lavoro non deve mancare, e così i ragazzi canadesi di Ubisoft Montreal – il piccolo studio di proprietà Ubisoft – hanno fatto uscire dal cappello magico un titolo tutto da scoprire come Child of Light.

La fiaba ha inizio…

Nell’ avventura action-gdr con visuale 2D laterale dei personaggi e con lo stesso motore grafico di Rayman – in particolare gli ultimi 2 episodi -, ovvero l’ Ubiart Framework, vestiremo i panni della dolcissima principessa Aurora, una bambina dai lunghi capelli rossi e figlia del duca d’ Austria. Una notte la piccola, caduta in un sonno profondo, quasi mortale, si risveglierà in un mondo fatato: il magico Regno di Lemuria. Qui entrerete in gioco voi. Con l’aiuto di Igniculus, il piccolo “lucciolino guida”, che vi indicherà la strada e sarà controllabile con l’analog destro del joystick, inizierete a spostarvi per le vaste terre del regno in un primo tempo a piedi, successivamente con la possibilità di volare: importantissima caratteristica che renderà il tutto più fluido e scorrevole. Nel corso del vostro cammino capirete che l’ obiettivo finale sarà quello di sconfiggere la regina oscura, la quale è accusata di aver rubato al cielo: il sole, la luna e le stelle. Per arrivare a ciò non sarete soli, ma si uniranno alla vostra compagnia altri buffi e simpatici personaggi come Finn, il nano e Rubella, la giullare, i quali saranno utilizzabili esclusivamente nei vari combattimenti. Si, perché il Regno di Lemuria è invaso da forze oscure, tra cui streghe e ragni giganti che non esiteranno a mettervi i bastoni tra le ruote; inoltre, la presenza di Boss finali vi complicherà ancora di più le cose, soprattutto se il livello di abilità dei vostri personaggi risulterà essere inadeguato o scarso, ma non temete, combattimento dopo combattimento inizierete a prenderci la mano.

Ma le forze oscure come si combattono?

Gli scontri avvengono in modalità “turni”, classico tipo di combattimento dei titoli jrpg; per gli amanti di Final fantasy o Grandia non sarà un problema ambientarsi con questo tipo di gameplay, ma vi è una variabile fondamentale molto particolare: il tempo. Infatti, durante il duello la schermata rappresenterà i vostri personaggi – massimo due alla volta interscambiabili – , i vari nemici – massimo tre alla volta – e in basso potrete osservare una specie di “linea del tempo”, attraverso la quale riuscirete a capire chi per primo, tra voi e l’avversario, effettuerà la prossima mossa. Ricordate: più la mossa è potente, più tempo impiegherete ad effettuarla! Solo con l’ utilizzo di pozioni adeguate e l’ aiuto di Igniculus, il quale sprigionando una luce potentissima e accecando il nemico per un breve periodo, riuscirete a rallentare il vostro avversario. Le difficoltà per affrontare la CPU sono due: media e difficile. In qualsiasi momento avrete comunque la possibilità di modificarle a vostro piacimento, anche se quasi sicuramente non ne avrete bisogno, poiché in entrambe le modalità il tutto sembra essere fin troppo semplice. Peccato che questo tipo di combattimento renda il tutto dopo le 5-6 ore un po’ troppo ripetitivo, ma non preoccupatevi sarà la trama, anche se a tratti banale, a farvi proseguire.

Il tocco ILLUSTRE

Dal punto di vista tecnico Child of Light è a quanto dire perfetto. Le ambientazioni del gioco sono veramente stupende, scoprirete quanto la fantasia umana possa ergersi così in alto. Le texture e la grafica non sono da meno, tutto ha quel contorno fiabesco che rende ogni singola parte del gioco una vera e propria magia. L’ alternanza di colori, da accesi a tetri, vi regaleranno vere e proprie emozioni, che non dimenticherete facilmente. Non solo per la grafica rimarrete a bocca aperta, ma anche per la colonna sonora così dolce, profonda e inquietante allo stesso momento; tutte create rigorosamente dall’ artista canadese Coeur de Pirate.

I dialoghi tra i personaggi sono tutti in rima, fatta eccezione per la giullare, la quale non ne azzecca mai una. Inoltre, abbiamo notato che la traduzione italiana dei testi non è ben curata, quindi riscontrerete sicuramente qualche errore, ma questo non vi complicherà per niente le cose, in quanto il tutto all’ interno del gioco ha una sua logica ben precisa.

Child of Light mi ricorda qualcosa …

I riferimenti narrativi e le fonti d’ ispirazione che si possono evidenziare sono molte, ma quelle che risaltano in maniera particolare sono: “La bella addormentata” e “Ribelle – The Brave – ”. Il sonno profondo e l’ aspirante eroina caratterizzano profondamente Aurora, la quale ci ricorda molto Merida, la protagonista del lungometraggio firmato Pixar, soprattutto per la folta chioma rossa e il coraggio dimostrato nel combattere le forze oscure.

Quanto tempo passerò a giocare a Child of light?

Per completare la campagna principale impiegherete sulle 9-10 ore. In più, con le missioni aggiuntive, che non sono per niente impegnative, ma si tratta solo di recuperare oggetti contenuti all’interno di scrigni o semplicemente affrontare nemici su nemici, potrete arrivare massimo a 11, ma non di più. Del resto il costo non elevato del gioco ne giustifica la durata, effettivamente non così ampia.

Deluxe Edition

Child of light è proposto per PS3- PS4 e PC con la bellissima Deluxe Edition: i veri appassionati non potranno farsela scappare. All’interno della Deluxe troverete: il poster di Aurora, l’ art-book con tutti i personaggi della storia, il portachiavi di Igniculus – che si illumina! -, 2 contenuti aggiuntivi e ovviamente i codici per scaricare il gioco. Il titolo è disponibile anche per le altre console: Xbox One, Wii U e Xbox 360.

Valutazione finale:

Child of light è semplicemente stupendo e impressionante, non esiterete neanche un secondo al pensiero di aver preso un titolo scarso o di poco rilievo. Certo, non possiamo negare che qualche piccolo difettuccio ci sia: la ripetitività dei combattimenti e la semplicità della trama non vi terranno incollati per ore e ore davanti allo schermo. Nonostante ciò, chiunque può decidere di prendere in considerazione il titolo, forse solo a chi non ama i titoli jrpg, siamo costretti a sconsigliarne l’ acquisto. Per Ubisoft è il primo lavoro in campo indie, i quali sono in continuo sviluppo e questo potrebbe essere l’ antipasto prima di una lunga serie di grandi progetti. Perché farvelo scappare?

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