Rainbow Six Siege – Recensione

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Rainbow Six Siege ci porta per la prima volta a valutare un gioco mancante di storia principale. Scelta fra l’altro coraggiosa, dato che vivendo in uno stato non sempre coperto da connessioni stabili limita la vendita a soli fortunati di adsl performanti, comunque bando alle polemiche iniziamo a valutare il progetto Ubisoft

Rainbow Six: Siege

Una squadra da risistemare…

Vogliamo essere come sempre del tutto sinceri con voi: questo
nuovo Rainbow Six non ci ha del tutto soddisfatto. Quello che alla base poteva essere uno sparatutto competitivo e collaborativo dalla forte componente strategica, si è invece rivelato un prodotto debole sotto alcuni  aspetti.

Partiamo dalle cose positive o che comunque ci hanno fatto apprezzare, in parte, il nostro giocato. Affrontato con il giusto gruppo di persone, con una buona comunicazione e provando ad imbastire delle tattiche di approccio e di difesa che studiano la mappa di gioco, il titolo regala qualche momento estremamente soddisfacente.

Nel corso della nostra esperienza abbiamo imbastito tattiche intriganti, come ad esempio quella di posizionare delle breach charge in due punti differenti della casa, facendo irruzione contemporaneamente per provare a disorientare i nemici. Oppure, in difesa, restando accovacciati dietro un angolo cercando di ascoltare i movimenti dei nostri avversari, e provando a decifrare la loro zona di irruzione.

Rainbow Six Seige - Recensione -

La serietà della compagine italiana durante il press tour (un grazie adAndrea Porta per il bellissimo montaggio).

Sotto questo aspetto, Rainbow Six: Siege regala sicuramente il meglio di se. La natura del titolo porta i giocatori a vivere un’esperienza fortemente cooperativa, distante (questa volta in
positivo) da molti altri prodotti presenti attualmente sul mercato. Peccato però che gli sviluppatori abbiamo sprecato l’efficacia del cuore pulsante, con una serie di decisioni piuttosto incomprensibili sotto l’aspetto dei contenuti e delle meccaniche.

Le modalità di gioco principali saranno principalmente tre: simulazioni, Caccia ai terroristi e multigiocatore. La prima di queste tre è una sorta di single player in cui attraverso dieci scenari – ambientati, tra l’altro, all’interno delle dieci mappe presenti nel gioco – apprenderemo le basi del gameplay sfruttando dieci differenti tipologie di specialisti. Situazioni, che ci serviranno anche per prendere confidenza con alcune delle varianti che riprenderemo poi nel PvE e nel PvP.

Inoltre, portando a termine queste sfide, verremo ricompensati con dei crediti che potremo sfruttare per sbloccare gli specialisti che più preferiamo all’interno dell’apposita schermata. Per aumentare la quantità di crediti potremo anche scegliere di effettuare la simulazione con un grado di difficoltà più alto. In tutto i livelli di difficoltà sono tre: normale, difficile e realis
tico, con quest’ultimo che ci è sembrato decisamente troppo sbilanciato rispetto agli altri due.

Una volta completate le simulazioni, si sbloccherà una missione chiamata “articolo 5” che farà da collante tra la modalità per giocatore singolo ed il PvE chiamato “caccia ai terroristi”. In questa variante cinque giocatori potranno sfidarsi all’interno di alcune mappe in cinque modalità differenti: tra cui estrazione ostaggio, difesa ostaggio, disinnesco bomba e altre ancora.Rainbow Six Seige - Recensione -

Il divertimento, anche in questo caso, sarebbe assicurato se non fosse per dei limiti legati al matchmaking e all’intelligenza artificiale dei nemici che vanno ad intaccare la qualità dell’esperienza. La cosa che abbiamo trovato più assurda è l’impossibilità di poter scegliere la mappa di gioco, dovendoci affidare sempre e comunque ad un matchmaking che sceglie luogo e modalità in maniera casuale, con l’aggravante di una rotazione che ci ha spinto sempre verso le solite tre mappe. Inoltre, una volta in gioco, l’I.A. ha più volte rivelato dei bachi non da poco con nemici che vedevano i nostri specialisti dietro i muri o peggio ancora con movimenti innaturali dei corpi (ve lo immaginate un terrorista che fa il moonwalk?).

Purtroppo però a farci storcere maggiormente il naso è stata senza ombra di dubbio la modalità PvP.  Anche in questo caso la rotazione delle mappe era completamente inesistente, tanto che siamo dovuti ricorrere alla creazione di una lista personalizzata per poter vedere altre location di gioco.

Inoltre, rispetto a quello che si è visto qualche tempo fa, il fattore di distruzione è stato sensibilmente ridimensionato. Non si può più fare breccia dai tetti, e anche tra i pavimenti solo in alcune zone è possibile creare un buco all’interno del quale infilarsi. Al di la delle scelte fatte in ottica di ottimizzazione tecnica, a venire limitato è anche il gameplay stesso che non vanta più tutta quella libertà di irruzione che era stata più volte paventata dagli sviluppatori.

Gli stessi specialisti – 20 in tutto, cinque per ogni corpo speciale – hanno alti e bassi in termini di utilità. Il numero di armi selezionabili e i gadget che si possono montare sono davvero pochi e questo pregiudica la possibilità di rendere un po più personale lo specialista preferito.

Le modalita’ di gioco una volta entrati nel multiplayer  saranno partire libere o classificate, con quest’ultime sbloccabili solamente dopo aver raggiunto un certo grado di esperienza. Le poche alternative sono  tre, davvero troppo poche e soprattutto soffrono di un grosso limite: una partita è finita per l’effettivo compito che ci era stato chiesto (disinnescare bombe o liberare un ostaggio in caso di attacco), con le restanti che sono sempre scivolate sul ben più facile obiettivo di eliminare la squadra avversaria.
Rainbow Six Seige - Recensione -

La presenza di così pochi contenuti, rende sicuramente difficile da assimilare lo stesso concetto di crescita. Non si sbloccano nuove armi, nuovi attachments o particolari modalità alternative. L’unico motivo che vi spingerà a giocare sarà per guadagnare crediti e arrivare così a sbloccare tutti gli specialisti presenti nel gioco. Infine, abbiamo trovato inspiegabile e senza logica, il fatto che cinque poliziotti si debbano scontrare con altri cinque poliziotti. Una scelta probabilmente figlia dei recenti eventi, ma che non ci può far riflettere sul fatto che questo Rainbow Six avrebbe probabilmente meritato una finestra di lancio più rilassata e meno influenzata da componenti esterne che, di sicuro, ne hanno in parte snaturato l’essenza.

Infine, giusto per citare un altro elemento che rispetto alla visione originale del gioco è venuto a mancare, abbia trovato allo stesso tempo assurdo il fatto che manchi una mappa (almeno per la squadra attaccante)…in fondo stiamo parlando di forze speciali…

Rainbow Six Seige - Recensione -

Si potrà fare irruzione dalle finestre..

Non bisogna poi dimenticare una serie di fastidiosi bug che ci sono capitati durante la nostra prova, alcuni in grado di impattare in maniera significativa sull’esperienza di gioco. Tra questi i due più gravi sono alcune compenetrazioni poligonali (che in alcuni casi hanno reso visibile il nostro personaggio da dietro una parete) e un problema legato al drone che si usa ad inizio partita che, cadendo fuori dalla mappa di gioco, diventa inutilizzabile (su un team di cinque giocatori, è capitato anche a quattro contemporaneamente). Quest’ultimo problema va a spostare di molto gli equilibri della partita soprattutto perché in assenza della già citata mappa, non sapere dove sono dislocati i terroristi o comunque sapere dove può trovarsi il nostro obiettivo, avvantaggia tantissimo la squadra in difesa.

Il comparto sonoro che, al di là di una colonna sonora inesistente, riesce grazie alla campionatura dei suoni e alla loro diffusione,  a dare un’idea a chi sta giocando di dove possano trovarsi gli avversari, trasformando così l’audio in una componente importante sotto il profilo strategico.

Il team si aggiorna

All’uscita ufficiale di Rainbow Six, abbiamo potuto notare con sollievo che molti dei problemi e dei bug evidenziati durante la nostra prova (come quello del drone che cade fuori dalla mappa) qui sono stati sistemati. In linea generale anche i server hanno funzionato in maniera più che discreta, con solamente qualche saltuaria disconnessione che non ci ha minimamente preoccupato.

Scarso interesse se sei un giocatore in Single Player, se non avete un gruppo di amici con cui cimentarvi in questo tipo di esperienza videoludica, lasciate perdere l’acquisto.

Scegliere le Mappe non sempre e’ facile  che troppo spesso vengono selezionate incrociando le preferenze di tutti i giocatori e trasformando quasi in un’impresa riuscire a giocare su quelle che vogliamo noi. Un più classico sistema di votazione non sarebbe stato per nulla disprezzato.

Per quanto riguarda i contenuti Ubisoft promette aggiornamenti futuri gratuiti ,Yessgame sara’ presente nell ‘aggiornarvi . Siamo curiosi di capire come si evolverà la situazione nei prossimi mesi.

Come votazione si merita un bel 7,5 !!
Dato che il gioco propende per il cooperativo chi  riuscira’ a  fare una squadra affiatata avra’ un gioco che non finira’ mai…..
Ovviamente la pecca nasce dal gioco in solitaria un po’ perche’ come si sapeva la storia non c’e’, e un po’ perche’ tutte le missioni sono solo allenamento per poi buttarsi nel multiplayer !!
Resta comunque un gioco che apre aspettative interessanti se poi il tutto verra’ come pensiamo aggiornato con DLC e mappe sempre accattivanti , sara’ un gioco che con il tempo i giocatori adoreranno!!
Dominano comunque alcuni fattori negativi  come detto che non fanno per ora decollare il titolo verso l’olimpo ! Nuovi aggiornamenti pero’ potrebbero portare l’esperienza verso quella varieta’ che manca… by D@nbig

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