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Neon Code – Recensione

Neon Code

Genere: Avventura Grafica Cyberpunk-Noir

Piattaforma: PC

Data di uscita: 22.11.2018

Sviluppatore: Fubenalvo

Publisher: Fubenalvo

Premessa

Nel recensire Neon Code bisogna tener conto necessariamente di alcuni fattori, altrimenti si rischia di non dare il giusto valore all’esperienza. Si tratta di un gioco fatto da una sola persona, con assets assolutamente gratuiti e viene venduto ad un prezzo decisamente contenuto (79 centesimi, meno di un caffè in molti bar). Non ci si può quindi aspettare una realizzazione da tripla A e nemmeno da “normale gioco indie” ma, una volta fatta questa premessa, quello che troveremo ad aspettarci potrebbe essere migliore del previsto.

Neon Code - Hat

Miami Blade Runner Vice

La cosa che colpisce da subito (e più di tutto) in Neon Code è l’ambientazione. Ci troviamo in un contesto Cyberpunk-Noir, a vivere un’avventura che si svolgerà tutta nell’arco di una notte e che, sui nostri schermi, avrà la durata di circa un’ora dall’inizio alla fine (praticamente quella che per un altro gioco sarebbe una demo). Il protagonista è Craig Williams, un ex-poliziotto che si è riconvertito ad investigatore privato e spera, in tal modo, di rimettere in carreggiata la sua vita.

Ritrovandosi ad essere inaspettato testimone di un omicidio, decide di indagare nella speranza che questa possa essere la giusta occasione per rivitalizzare la sua carriera e, forse, persino tornare a lavorare nella Polizia.

Le indagini di Craig partiranno dal suo ufficio: una squallida catapecchia in un palazzo fatiscente, un autentico cliché delle ambientazioni Cyberpunk, che sono solite mescolare l’estrema opulenza delle corporazioni con l’estrema povertà di chi vive nei quartieri meno agiati. Abbiamo solo un vago indizio a fornirci una pista e da qui dovremo dipanare la matassa di una vicenda che si svelerà man mano che attraversiamo le diverse location del gioco e riveliamo gli indizi ivi nascosti.

Reef City Blues

La città (evocativamente denominata “Reef City“) assomiglia molto ad una Miami del futuro, con spiagge ricche di palme e strade percorse da automobili “tradizionali” (ormai riservate ai nostalgici) e più moderni modelli che fluttuano su cuscinetti ad aria, in pieno stile Blade Runner. Anche i passanti (i cui limitati modelli si ripetono in maniera assai poco credibile) hanno un aspetto caratteristico dell’ambientazione, con occhiali scuri, vestiti simili a cybertute e creste da punk-rockstar, mentre le donne sono abbigliate con vestitini sexy e acconciature conturbanti. Il cappellino fluorescente può considerarsi un autentico tocco di classe.

Dal punto di vista grafico il gioco si presenta piuttosto povero e quasi totalmente carente di animazioni: sparare con la pistola (ad utilizzo ESTREMAMENTE limitato) non produrrà alcun lampo né effetto visibile, ma solo il suono dello sparo e capiremo di aver colpito il bersaglio solo dalla reazione di quest’ultimo, anch’essa piuttosto rigida. Allo stesso modo, l’utilizzo di qualsiasi oggetto o interazione avviene solo attraverso il click su una zona appositamente evidenziata in giallo, che ci dimostrerà che quello è “il posto giusto dove cliccare”.

Tuttavia c’è da dire che gli  ambienti sono variegati e ben riprodotti: il bar, il cinema, l’hotel e i magazzini, sono location decisamente convincenti e ben inserite nel contesto.

Neon Code Bar

La colonna sonora è composta da un numero limitatissimo di tracce, che si ripetono in maniera abbastanza stancante anche se conferiscono all’atmosfera il giusto tocco a cavallo tra il “noir misterioso” e il “cyberpunk ostentato”. Gli effetti sonori sono semplicissimi, ma relativamente in grado di svolgere il proprio lavoro.

Nonostante queste evidenti (e non trascurabili) limitazioni tecniche, allo sviluppatore va il merito di aver saputo catturare e riprodurre – con le poche risorse a disposizione – tutti gli elementi che dovrebbero caratterizzare una “Night City” del futuro per creare nel giocatore/spettatore l’impressione di essere catapultato in un contesto cyberpunk a tutto tondo: insegne al neon che lampeggiano di notte, strade asfaltate percorse da mezzi dall’aspetto futuribile, interni che spaziano dalla decadenza di un palazzo con più appartamenti simili a cubicoli allo sfarzo di un hotel di lusso con luci soffuse e schede elettroniche per l’attivazione di ascensori e porte. Viaggiare per Reef City è un’esperienza piacevole per chi ne sa apprezzare le atmosfere, soprattutto perché avremo a disposizione un’automobile (sempre che riusciamo a metterla in condizioni di partire) per spostarci velocemente in una mappa che non è proprio di dimensioni ridottissime. Ovviamente anche le “sezioni di guida” sono estremamente limitate e non dovremo aspettarci nulla nemmeno nella concitazione di un inseguimento.

Neon Code Screenshot 01

Molto efficace e funzionale si rivela l’indicatore sulla bussola in alto, che ci consente di non smarrire la strada, individuando sempre direzione e distanza dell’obiettivo corrente (una cosa che finisce per rendere il gioco persino un po’ troppo guidato, ma in sua assenza rischieremmo davvero di perderci per non ritrovarci più).

Colpisce anche la relativa assenza di bug e pulizia del tutto, anche se il motore non è proprio stabile e offre il fianco a occasionali (e incomprensibili, vista la limitazione delle risorse in gioco) cali di frame: questi ultimi, però, non sono così onerosi o frequenti da compromettere la godibilità dell’esperienza di gioco.

Neon Code Screenshot 02

Un caso da chiudere in fretta

L’aspetto che possiamo invece considerare veramente negativo di Neon Code è l’eccessiva linearità. Trattandosi, di fatto, di un’avventura punta e clicca in prima persona e con tutte le limitazioni di cui sopra, ci si aspettava almeno qualche enigma ambientale da risolvere o un maggiore coinvolgimento della logica del giocatore nel trovare la pista successiva.

Invece è tutto iper-guidato, come in un simulatore di passeggiate e la cosa più grave che può accaderci è non ritrovare la nostra macchina e dover percorrere lunghi (e noiosi) tratti a piedi per raggiungere l’obiettivo. Nei luoghi di interesse sarà facilissimo trovare gli indizi: ci viene segnalato quanti sono (il che è una cosa buona) ma la relativa povertà di oggetti renderà sin troppo semplice individuare quelli con l'”alone giallo” che ne denota la significatività ai fini della nostra indagine.

Neon Code Screenshot 03

I dialoghi d’interesse vengono riportati su un tablet, che ci restituirà la “history” delle ultime scritte che ci sono passate sullo schermo: in tal modo possiamo rivederle e non perdere di vista ciò che stiamo facendo; i pochi codici numerici e combinazioni sono tutti reperibili in bella vista e senza dover risolvere alcun rompicapo o sottogioco per dedurli. Tutto questo concorre a fare di Neon Code una breve (per quanto gradevole) “passeggiata cyberpunk notturna” più che una vera e propria avventura grafica; la brevità dell’esperienza contribuisce ad amplificare questa sensazione: nel giro di un’ora, massimo un’ora e mezza, saremo già arrivati all’unico e inconcludente finale, che lascia comunque diversi punti in sospeso (forse in vista di una continuazione? Chi lo sa…)

Malgrado la vicenda e il percorso siano estremamente guidati, un piccolo plauso va alla libertà di esplorazione di cui disponiamo in questo grande ambiente, che prevede persino una piccola “raccolta di collezionabili” per stimolarci ad approfondire meglio l’elemento che possiamo senza dubbio considerare meglio riuscito di questa produzione: la città e le sue atmosfere.

Conclusioni

Al prezzo di un caffè (anche meno, se in saldi) Neon Code offre un’esperienza di gioco piuttosto limitata, specialmente in termini di gameplay e interazione, ma fa dell’atmosfera il suo punto di forza. Una città del futuro in stile Night City davvero ben riprodotta stimolerà di sicuro la vena cyberpunk del giocatore, con le sue insegne al neon e le automobili su cuscinetti d’aria che fluttuano sulle strade asfaltate. Purtroppo, al di là delle evidenti limitazioni tecniche che ci si può aspettare da un gioco realizzato da un unico sviluppatore, che utilizza asset gratuiti, Neon Code è davvero troppo semplice nella trama e nell’imbastitura della narrazione, offrendo un percorso lineare, privo di difficoltà significative e che si dipana per intero nell’arco di meno di un’ora (se si è attenti), con un finale decisamente insoddisfacente. Può quindi essere considerato solo come un (indiscutibilmente valido) banco di prova per lo sviluppatore indie solitario Fubenalvo, che dimostra un certo talento e al quale speriamo di veder conferite maggiori risorse, in futuro, per la realizzazione di qualcosa che potrebbe davvero stupirci.

Neon Code

0.79
6

Gameplay

6.0/10

Grafica

6.0/10

Audio

7.5/10

Longevità

4.5/10

Trama

6.0/10

Pro

  • Ottima atmosfera
  • Giusto senso di esplorazione

Contro

  • Eccessivamente lineare
  • Trama inconcludente
  • Longevità molto ridotta
Chi è l'autore: Variele
Dopo aver attraversato l'Abisso, come Raziel, ne è riemerso molto più saggio e potente, ma anche molto più brutto. Videogiocatore dal 1984, redattore e streamer adora non solo giocare ai videogiochi, ma anche discuterne a più livelli. E adora parlare di sè in terza persona, come ogni riverita Maestà che si rispetti.

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