Kung fu Panda – Scontro finale delle leggende leggendarie

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Dopo pochissimi anni dal  uscita del’ ultimo film di Kung Fu Panda , Sony ha deciso finalmente  di farci arrivare gratuitamente nella nostra console il gioco inerente proprio alla saga dell’ omonimo film, stiamo parlando di  Kung fu Panda – Scontro finale delle leggende leggendarie .Noi lo abbiamo testato nella sua incarnazione Ps4 (ma è disponibile all’acquisto su quasi qualunque piattaforma esistente, di vecchia e corrente generazione, sia fissa che mobile).La scelta di utilizzare una struttura da brawler game, in alternativa a quella di un classico adventure, sia stata pensata anche come comodo escamotage per sopperire alla mancanza di una qualsivoglia cornice narrativa risulta palese fin da subito. Una volta selezionata la modalità Torneo non ci viene infatti servito il benché minimo accenno di trama che provi a giustificare le botte da orbi che i protagonisti dovranno suonarsi di santa ragione. La pigrizia degli sceneggiatori ha così preso il sopravvento sulla possibilità di offrire un canovaccio anche solo appena abbozzato. Di materiale “non originale” da cui pescare ve ne era comunque in abbondanza.  

E invece nulla: il Torneo ci vede impegnati in dieci scontri fino ad un massimo di quattro giocatori, tra balzi, piroette acrobatiche e leggendari colpi di kung fu. La riconoscibilissima formula è la medesima del capolavoro Nintendo, cui s’ispira fino a sfiorare il plagio: in arene strutturate su più piani sovrapposti l’obiettivo sarà quello di far volare l’avversario fuori dal campo visivo dello schermo dopo averlo indebolito con una serie di attacchi leggeri e pesanti. Essendo un prodotto pensato soprattutto per un pubblico in soglia d’età preadolescenziale, il tecnicismo rimane, com’è ovvio, un lontano miraggio, in favore di un’immediatezza comunque fresca e spensierata, grazie altresì ad un sistema di controllo intuitivo e responsivo al punto giusto. Pur nella sua semplicità, il combat system può contare su un buon numero di combo concatenabili, legate alla diversa inclinazione dello stick sinistro del pad ed alla pressione ripetuta dell’apposito tasto d’azione. Una volta messo a segno un quantitativo sufficiente d’attacchi si caricherà uno speciale indicatore che permetterà di sferrare un colpo segreto, diverso per ogni lottatore. 

Il roster, abbastanza nutrito, si compone di 20 personaggi giocabili (da segnalare però l’assenza di Mantide e Vipera, due membri appartenenti al gruppo dei Cinque Cicloni), di cui fanno parte anche alcune new entry che impareremo a conoscere solo con l’uscita del terzo capitolo, come Mei Mei, una graziosa panda femmina piena di charme. Altri quattro guerrieri sono inoltre scaricabili direttamente dallo store, due dei quali gratuiti (tra cui Li, il padre di Po), mentre i restanti a pagamento (circa 2 euro l’uno). Ognuno di essi possiede un ventaglio di mosse sorprendentemente diversificato, nonché ben rapportato alla tipologia di animale che rappresenta: così, ad esempio, Tigre è dotata di una velocità e di una aggressività sinuosa e felina, mentre il comandante Rino Vachir (un rinoceronte) si muove con goffaggine ma colpisce con gran potenza. Com’era prevedibile, nel giusto mezzo si situa Po, probabilmente il lottatore più bilanciato del gruppo. È forse inopportuno parlare di “bilanciamento” in un titolo che abbiamo definito poc’anzi non proprio incline al tecnicismo: eppure un pesante squilibrio tra il tipo di personaggi selezionabili e quello delle mosse loro in dotazione s’avverte considerevolmente ai livelli di difficoltà più elevati, in cui la CPU, nel caos incontrollato dei match a quattro giocatori, rischia di causare qualche grattacapo di troppo. Alcune delle 12 arene disponibili hanno del resto dimensioni più ridotte di altre, e quei personaggi che dispongono di colpi ad ampio raggio finiscono sicuramente per avere maggiore vantaggio rispetto ad un lottatore come baby Po, che dà il meglio di sé nel corpo a corpo ravvicinato.

A far pendere l’ago della bilancia più verso la casualità che l’abilità pad alla mano, ci pensa inoltre l’uso di power up recuperabili negli stage, i cui effetti tendono invero ad assomigliarsi un po’ tutti, pensati principalmente per stordire l’avversario. Specifici potenziamenti hanno invece un effetto devastante, poiché riescono addirittura scagliare i partecipanti fuori dal ring, condizionando in modo assai invasivo il risultato dei match. Stessa sorte tocca anche ai colpi speciali: alcuni sono, infatti, molto meno efficaci di altri, e si limitano ad indebolire i contendenti piuttosto che a metterli KO. E qui torniamo al discorso di partenza: è vero che Kung Fu Panda è un brawler game orientato verso una tipologia di pubblico assai giovane e “casual”, che ama prendersi a sberle virtuali senza troppi fronzoli legati al gameplay o all’equilibrio tra gli stili di lotta, ma è altrettanto vero che l’eccessiva propensione ad abbandonarsi ai capricci del caso conferma il sentore di trovarsi dinanzi ad un picchiaduro realizzato alla buona senza troppa accuratezza.

Kung fu Panda - Scontro finale delle leggende leggendarie

6.5

Grafica

7.0/10

Audio

6.0/10

Longevità

6.0/10

Gameplay

6.5/10

Controlli

7.0/10

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