Kingdom Come Deliverance

Kingdom Come Deliverance: Il “simulatore” di Medioevo

Abbiamo avuto modo di provare la versione PS4 del RPG medievale Kingdom Come Deliverance e queste sono le nostre impressioni.

Un RPG senza elementi fantasy. È stata questa l’idea che Warhorse Studios ha voluto provare a realizzare dal 2014, quando riuscì a raccogliere oltre 2 milioni di dollari su Kickstarter.

In Kingdom Come Deliverance ci troviamo nella Boemia del quindicesimo secolo e vestiremo i panni di Henry, il giovane figlio del fabbro di un piccolo villaggio di nome Skalica.
Durante quegli anni avveniva lo Scisma d’Occidente: alla morte del re Carlo IV, il figlio Venceslao IV (detto il Pigro) era incapace di governare e per questo motivo i nobili incaricarono il fratellastro Sigismondo d’Ungheria di detronizzarlo. Sigismondo non si lasciò sfuggire l’occasione per accrescere il suo potere e diede inizio all’invasione della Boemia con il suo esercito senza fine.
Sulla sua strada purtroppo si trova il villaggio di Henry che, inevitabilmente, viene dato alle fiamme e la popolazione sterminata. Durante l’attacco, Henry assiste inerme all’uccisione dei suoi genitori ma, fortunatamente, riesce a fuggire dal villaggio ormai spacciato.

Kingdom Come Deliverance 01

Da qui ha inizio una storia di vendetta ben intrecciata con le vicende storiche reali di quel tempo.
Ma non stiamo parlando, come nei più classici RPG, della storia di un eroe solitario che parte per compiere il suo destino. Il protagonista è un ragazzo come tanti, segnato dalle atrocità della guerra, e determinato a tutti i costi a raggiungere il suo scopo.

Fin dai primi istanti di gioco emerge sia la minuziosa cura nei dettagli (per quanto riguarda le ambientazioni) ma anche i numerosi difetti che affliggono il gioco, dovuti dalle pretese leggermente elevate degli sviluppatori. Vedremo dunque personaggi macchinosi nei movimenti, con sporadici bug grafici, ma soprattutto impareremo ad odiare le frustranti meccaniche di scassinamento, borseggio e tiro con l’arco.
Però, con il passare delle ore, verremo talmente presi dalle vicende del gioco che i problemi tecnici di Kingdom Come Deliverance passeranno, per così dire, in secondo piano.

Kingdom Come Deliverance 02

La caratteristica del titolo che più ci ha colpito è senza dubbio il sistema di progressione del personaggio che non prevede alcun tipo di classe. Ogni attività svolta da Henry modificherà (in positivo o in negativo) le statistiche del personaggio ma andrà anche ad accumulare diversi punti abilità da spendere in migliorie, tanto strane quanto efficaci. Per fare un esempio, sbloccando l’abilità “Tanfo Virile“, avremo più successo tra le donne se ci presenteremo sporchi e puzzolenti ma allo stesso tempo, durante le missioni stealth verremo facilmente scoperti per via del nostro olezzo.

Kingdom Come Deliverance 03

Le missioni, specialmente le secondarie, sono numerose e variegate e ci permetteranno di vivere il mondo di Kingdom Come Deliverance nel modo a noi più congeniale. Ogni azione però ha le sue conseguenze perciò un consiglio che mi sento di darvi è di fare veramente molta pratica se volete intraprendere la carriera di ladro: scoperti in flagranza di reato più e più volte verremo etichettati come ladri (oltre a passare qualche giorno dietro le sbarre) e nessuno in città ci vedrà di buon occhio e sarà propenso a fare affari con noi.

Il gioco ci consente di portare a termine le missioni in vari modi ma ci spinge ad utilizzare il dialogo piuttosto che la violenza con diverse abilità dedicate. Nonostante ciò, tutti coloro che vorranno dedicarsi al mestiere delle armi, dovranno vedersela con un combat system chiaro e semplice da apprendere, ma difficilissimo da padroneggiare e, ancora una volta, la pratica costante sarà l’unico vostro mezzo per uscire vittoriosi dagli scontri.

Kingdom Come Deliverance 04

Ci è piaciuto anche il sistema di crafting di Kingdom Come Deliverance, ovvero l’alchimia. Imparando prima a leggere, potremo studiare da diversi ricettari ingredienti e formule di alcuni rimedi (niente di magico naturalmente) che poi potremo mettere in pratica aumentando così le nostre abilità da alchimista.

Passiamo infine alle note dolenti del gioco.
Oltre ai vari bug e glitch grafici che abbiamo già menzionato, dobbiamo far presenti le innumerevoli, e spesso inopportune e lunghe, schermate di caricamento e il sistema di salvataggio.
Kingdom Come Deliverance salva i progressi in automatico ogni qualvolta si inizi una nuova missione oppure quando riposiamo per qualche ora nel nostro giaciglio. Chi invece vuole salvare manualmente mentre si trova nel mezzo di una missione o in qualsiasi altra situazione, deve utilizzare un consumabile, la “Grappa del Salvatore“, molto difficile da procurare per via del suo costo elevato ma che potremo distillare per conto nostro una volta appresa la ricetta, quindi dopo diverse ore di gioco.

Kingdom Come Deliverance 05

In definitiva, Kingdom Come Deliverance è bellissimo e imperfetto allo stesso tempo.
Se da una parte la cura maniacale di Warhorse Studios per i dettagli storici e per la narrativa trascina e coinvolge i giocatori, dall’altra le meccaniche di gioco il più delle volte risultano problematiche e frustranti. Nell’attesa di patch che risolvano i problemi più gravi, il mio consiglio per tutti coloro che amano il genere è di provare questo “simulatore” medievale e di vivere questa esperienza priva di qualsiasi elemento fantasy.

Kingdom Come: Deliverance

8

Grafica

8.0/10

Audio

8.0/10

Longevità

8.5/10

Gameplay

8.5/10

Controlli

7.0/10

Pro

  • Narrativa impressionante
  • Realismo delle ambientazioni
  • Vero simulatore medievale
  • Crescita libera del personaggio

Contro

  • Numerosi bug e glitch
  • Meccaniche spesso frustranti
  • Tempi di caricamento eccessivi
Chi è l'autore: Canessio

Cresciuto con Crash Bandicoot e Pokemon.
Condivido la passione per i videogiochi con quella per il calcio e l'informatica.

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