Yessgame

Dove Giocare è una cosa seria

RECENSIONI SERIE TV

Kidding: la recensione dei primi due episodi

Sharing is caring!

I primi due episodi di Kidding, diretti entrambi da Michel Gondry, sono usciti da qualche giorno su SHOWTIME.

Li ho appena visti. E sono qui a scrivere, ancora profondamente colpito dalla visione.

La malinconia e la solitudine accanto all’Amore. La gentilezza vicino al cinismo senza pietà.

Definire e descrivere Kidding è assai difficile. ‘Kid’ in inglese significa bambino, e il significato letterale di ‘kidding’ è forse ‘fare il bambino’, che poi è diventato ‘prendere in giro’.

Jeff (Jim Carrey) è un celebre presentatore di una trasmissione per bambini, ed è conosciuto da tutti con il nome del suo personaggio/alter-ego: Mr.Pickles.

Danny Trejo , Jim Carrey e Conan O’Brien nella prima sequenza di Kidding

OGNI COSA HA UN SENSO

Un evento ha messo a nudo completamente la vita di Jeff, e lo ha lasciato solo e disperato. Eppure lui, a suo modo, fa del suo meglio. E’ convinto che tutto è governato da un bene superiore e che anche la tragedia che lo ha colpito abbia un senso, e sia possibile trarne qualcosa di positivo. Eppure il dolore è lì, pronto ad uscire fuori, perchè ancora è dura…

JIM CARREY E’ JEFF?

Il personaggio di Jeff è quanto di più complesso si sia mai visto in uno show televisivo e, senza dubbio, l’intrepretazione di Jim Carrey è qualcosa di straordinario e resterà nella storia del cinema. Parliamo di una serie uscita su Showtime, la stessa piattaforma dove è uscita l’anno scorso l’ultima serie di Twin Peaks. E, come Twin Peaks, anche “Kidding” ha qualcosa di rivoluzionario.

Ciò che “Kidding” fa, forse per la prima volta in un modo così caricaturale tanto da renderla estremamente potente, è mostrare l’essere umano nei suoi estremi, tanto da stordire uno spettatore dal cuore aperto e ‘indifeso’; e, molto probabilmente, tanto da ottundere uno spettatore dal cuore freddo e pieno di preconcetti.

In “Kidding” vediamo le maschere e i momenti in cui le maschere si levano. E cominciamo a capire che ciò che è penoso e miserevole è vivere in questa ingannevole dualità, condannandosi a non avere un centro in se stessi. Ma è ancora presto, per trarre conclusioni.

Kidding non è una serie comica, e qui, come vedete, non ride nemmeno Jeff (Jim Carrey).

Ritrarre la gentilezza, e la bontà, accanto alle piccole perversioni quotidiane, e a miserevoli tradimenti, e inganni, è stato senz’altro già fatto, ma non l’ho mai visto fare in questo modo. Un senso di amarezza e di dolcezza, un registro narrativo paradossale, onirico, che rende la visione di Kidding un’esperienza in cui doversi calare con tutti noi stessi.

“Kidding” impone allo spettatore una presenza totale. Altrimenti resta solo la possibilità di fraintenderlo, di non comprenderlo minimamente e di arrivare a schernirlo per seguire la famosa frase del Faust di Goethe: “Ben sogliono gli uomini schernire quello che non intendono…”

In questi due episodi di ‘Kidding’ mi sono ritrovato costantemente in bilico, fra l’abisso e il bagliore di un cuore che vorrebbe e potrebbe stare al settimo cielo! Perchè mi trovavo esattamente nel cuore sofferente di Jeff. Lui, dentro sè, sente una forza che va oltre tutto ciò che lo circonda, oltre la vita e la morte. Eppure si ritrova anche a dover osservare un abisso, perchè la sua sensibilità, fuori controllo, lo porta su quel ciglio ogni qualvolta ha un appiglio per precipitare di nuovo nel buio.

Ma, nonostante quest’atmosfera, immensamente cupa, “Kidding” brilla anche di una luce particolare. Si intuisce, anche se siamo nemmeno alla metà di questa prima stagione, che c’è una forza di Amore che, fondamentalmente, accompagna Jeff, in questa vita piena di disperazione.

L’autore di Kidding, Dave Holstein, sembra volerci sussurrare, costantemente, qualcosa…

“Omnia vincit amor et nos cedamus amori”

“L’amore vince tutto, e noi cediamo all’amore”

Publio Virgilio Marone (Bucoliche X, 69)

ARTICOLO CORRELATO: ‘Kidding’: la recensione del terzo e del quarto episodio

ARTICOLO CORRELATO: Kidding: la serie sulla dualità dell’essere umano è giunta all’ottavo episodio!

LEAVE A RESPONSE

Dalla tenera età di 7 anni suona, legge, guarda film, scrive, pensa, sente e ogni tanto fa qualcos'altro.
Vai alla barra degli strumenti