RECENSIONE: DYING LIGHT THE FOLLOWING

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The Following è un esempio da seguire per chiunque voglia sviluppare contenuti aggiuntivi.

Un anno dopo l’uscita, il team di sviluppo ci consegna una nuova avventura che, in termini di quantità ed estensione, ha poco da invidiare a quella originale. La trama, misteriosa ed intrigante, ci lascia scoprire poco a poco le usanze dei Figli del Sole, una setta di fanatici immuni al contagio, e ci mette di fronte a personalità e rivelazioni interessanti. Il piatto forte di questo succulento banchetto è però rappresentato dal numero e dalla qualità di missioni, pensate specificatamente per quei giocatori che abbiano raggiunto un livello elevato e che sono ora alla ricerca di un buon grado di sfida. L’arrivo della Dune Buggy, parallelamente all’apertura degli spazi, modifica in maniera avvertibile i ritmi della progressione, lasciando un po’ in disparte le dinamiche parkour. Queste continuano a rappresentare uno degli aspetti più riusciti di Dying Light, e dispiace quindi vederle parzialmente accantonate. Ma il “cambio di registro” rappresenta comunque una scelta coraggiosa, e testimonia la voglia di fare e l’urgenza di percorrere nuove strade. Anche solo per questo, Teh Following e Techland andrebbero premiati. La ciliegina sulla torta è rappresentata da un prezzo molto misurato per quella che è la densità del pacchetto: nonostante sia venduto a 19,99€, questo DLC rappresenta quasi un nuovo capitolo di Dying Light. Compratelo senza indugio se vi è piaciuta l’avventura originale, direzionatevi verso la Ultimate Edition e avrete, fra le peripezie di Harran e quelle nella Zona Rurale, sessanta ore abbondanti di gioco.

VOTO: 8.5

 

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