Sekiro: Shadows Die Twice

Recensione: Sekiro: Shadows die twice

L’ultima fatica di From Software, Sekiro, rappresenta un taglio netto con il passato?

From Software ci ha abituato, nel corso degli anni, a produzioni che ponevano il giocatore di fronte a sfide di alto livello.
Dalla loro ultima fatica, Sekiro, non ci aspettavamo certamente nulla di meno, ma nemmeno un cambiamento così radicale nella concezione della loro filosofia di gioco.
Precediamo con ordine però, prima di arrivare a trarre le nostre considerazioni.

Sekiro è un action-adventure ambientato nell’epoca Sengoku, caratterizzata da svariati tumulti causati dagli innumerevoli feudi alla perenne ricerca del potere.
Il protagonista Lupo, uno shinobi il cui compito è quello di proteggere L’Erede Divino rapito dal clan Ashina, sarà il nostro alter-ego digitale e dovremo guidarlo saggiamente e con maestria (MOLTA maestria…) nel mondo di gioco alla ricerca del suo protetto.
Poco dopo aver concluso il primo livello di gioco capiremo che in Sekiro non si scherza affatto.
Per sopravvivere dovremo imparare alla perfezione il move set di ogni avversario, come e quando attaccare, come e quando parare.
Scordatevi gli action dove vi buttate a capofitto contro 5 o 6 avversari uscendo intonsi dallo scontro, perché probabilmente, già nei primi livelli, due avversari affrontati contemporaneamente vi costringeranno alla fuga.

Tuttavia siete un vero shinobi e, in quanto tale, la vostra strategia di base è quella di passare inosservati alle spalle dei nemici per poi colpirli, nascosti nei cespugli o balzando dai punti più alti sulla loro testa.
Tramite svariati collezionabili potrete usare veri e propri trucchi da ninja, sia per distrarre gli avversari che per spezzare la loro guardia.
In Sekiro, a differenza del passato, il concetto di Stamina è stato completamente eliminato in favore della Postura.
Il vostro obbiettivo sarà quello non tanto di ridurre a zero gli HP dei nemici, quanto quello di azzerare la loro Postura per poter assestare subito dopo un colpo mortale, il tutto cercando di non farsi azzerare la propria.
I boss e miniboss possono sopportare più colpi mortali dei normali avversari, ma in molti casi potreste assestare un colpo mortale, per ridurre di un livello la loro vita, ancora prima che lo scontro cominci, ammesso che riusciate ad avvicinarvi di soppiatto al nemico.



Si basa tutto sul colpire, parare e schivare al momento giusto.
Ovviamente per supportare un gameplay simile serve un sistema di controllo eccelso e Sekiro, in questo, risplende di luce propria.
La responsività è perfetta, Lupo fa sempre ciò che le nostre dita vogliono ed è un piacere difficilmente descrivibile quello che si prova sconfiggendo un boss dopo avere speso ore per scoprire la strategia adatta.
Con una buona dose di pazienza sarete in grado di anticipare l’avversario, sbilanciarlo e colpire.
Sekiro riesce nella missione più importante di tutte, superando tutte le precedenti fatiche di From Software: è meritocratico. Tremendamente meritocratico.
Dall’inizio alla fine del gioco tutte le volte che verrete sconfitti, e capiterà un numero di volte non numerabile, sarà al 99% per via di un vostro errore: una parata con la tempistica sbagliata, un attacco di troppo, una schivata mal fatta, ecc…
La difficoltà in Sekiro è disarmante per chi non ha pazienza, e ve ne servirà molta soprattutto durante le boss fight.
Disseminati nel mondo di gioco troverete alcuni boss maggiori, e una miriade di mini boss che costituiscono la vera ossatura del gioco.
Capire come si muovono, cosa fanno e come, è il segreto per sconfiggerli, il che comporta sessioni di “trial and error” che potrebbero sfinire il giocatore, molto di più di quanto non accadeva nei vecchi Soul.
Nei Soul era possibile con l’aumento dei livelli, e conseguente aumento dei parametri, colmare il gap fra difficoltà e abilità dell’utente.

In Sekiro la parte GDR è quasi completamente scomparsa.
Farete sì esperienza, grazie alla quale accederete a nuove abilità che vi renderanno la vita più facile in generale, come la capacità di muoversi più silenziosamente, o nuovi tipi di schivata, ma la realtà sarà che il timing delle vostre mosse dovrà sempre essere preciso al millesimo di secondo.
Lupo avrà acceso anche a diversi strumenti per il suo braccio prostetico, tutti da dover trovare e costruire.
Molto probabilmente, ottenere tutte le abilità e i potenziamenti una sola run non vi basterà, ma come sempre l’opzione new game plus vi aiuterà nel compito.
L’esplorazione è un’altra componente solidissima che si aggiunge alle note positive del titolo. Non sarete obbligati a scoprire ogni anfratto, segreto o mini boss che si nasconde nel mondo di gioco, ma è consigliabile farlo, perché ogni nuova scoperta non farà altro che aggiungere un tassello allo splendido mosaico composto da From Software.
Fortuna vuole che, a differenza dei vecchi titoli From, gli idoli (i vecchi falò dei Soul) dove poter salvare i nostri progressi sono molti e grazie al rampino (di cui entreremo in possesso praticamente subito), e il viaggio veloce, le sessioni di back tracking non saranno noiose come in passato.
Ogni volta che riposerete a un idolo però, come accadeva nei Soul, tutti i nemici non boss effettueranno il respawn, e in più, ogni volta che verrete sconfitti perderete esperienza e monete.

La classica fiaschetta vi permetterà di recuperare energia in combattimento e, raccogliendo i giusti collezionabili, potrete aumentarne le cariche.
Ben presto poi accederete alla meccanica della resurrezione che potrà fornirvi la possibilità di tornare in vita proseguendo lo scontro da dove siete stati sconfitti.
Attenzione a non abusarne però perché, usandola troppo spesso, diffonderete un morbo che avrà effetto sui Png e che potrebbe portarli anche alla morte bloccando così alcune quest del gioco.
Un plauso va fatto alla telecamera, che si era sempre dimostrato un punto assai dolente dei Soul, anche se qualche volta dei tiri mancini li gioca ancora, in ogni caso niente a che vedere col passato.
Tecnicamente Sekiro è un piacere da guardare su ogni piattaforma: artisticamente splendido, ottimo il level design, doppiaggio giapponese di livello e sistema di gestione delle collisioni maniacale.
Su console si avverte sporadicamente qualche incertezza nel frame rate durante gli scontri con più avversari, ma durante le boss fight non ci è mai capitato, insomma possiamo definirlo un peccato veniale.

Altro valore aggiunto rispetto al passato è la storia.
Seppur non siamo di fronte alla miglior storia raccontata in un videogame, siamo anni luce dai Soul che, seppur intrisi di lore che immergevano il giocatore in un universo sfaccettato e pieno di fascino, lo mettevano al comando di un protagonista del tutto insignificante e privo di personalità.
Lupo è un protagonista vero, con una storia alle spalle e un obbiettivo, così come un obbiettivo hanno i suoi antagonisti.
From Software con un solo colpo ha spazzato via i suoi vecchi successi, rivoluzionando il genere Soul pur mantenendo inalterato lo spirito delle sue produzioni, caratterizzato da una difficoltà estrema, facendo così contenti i suoi fan, ma aprendosi anche a quei giocatori che non hanno mai sopportato le imperfezioni tecniche, come la telecamera ubriaca e le collisioni imprecise.
Purtroppo lo scoglio resta sempre lo stesso, anzi forse è ancora più impervio da superare: la difficoltà.
Il nostro consiglio è quello di provarlo prima di acquistarlo, perché potreste non avere la pazienza di andare oltre l’ennesima morte, dopo poche ore di gioco.
Per chiunque sia invece alla costante ricerca di una sfida, Sekiro fa per voi.

 

Sekiro

0.00
9.3

Gameplay

9.5/10

Controlli

10.0/10

Longevità

9.0/10

Grafica

9.0/10

Audio

9.0/10

Pro

  • Combat System profondo ed appagante
  • Graficamente notevole
  • Ottime meccaniche stealth
  • Farà felici tutti i fan dei Soul

Contro

  • Davvero, davvero difficile
  • Qualche raro calo di frame rate su console
Chi è l'autore: Hyunkel76

Giocatore fin dai primi anni 80, cresciuto a suon di Commodore 64 e Amiga, innamorato di tutte le piattaforme di gioco con una predilezione per il PC dal 1995 in poi.
Appassionato di GDR e di Action Adventure cerco sempre in un titolo quel quid che mi fa sognare... raramente lo trovo.

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