Metro Exodus

Metro Exodus, le nostre impressioni sul titolo

Metro Exodus, il nuovo episodio della serie rivelazione, ci accompagna in questo viaggio nella Russia post-atomica. Versione provata PS4.

Metro Exodus, il titolo targato 4A Games e Deep Silver, è la conclusione di una trilogia di successo nata nel 2010. Infatti la saga Metro nasce con Metro 2033, uno sparatutto single player – horror survivor che vede il soldato Artyom come protagonista. Scenario post-apocalittico, umanità ridotta a vivere per l’appunto sotto terra, a barattare pezzi di metallo in cambio di proiettili. Difendersi continuamente da animali mutanti ed avversità di ogni sorta. Sviluppi intriganti ed appassionanti conferiscono a questo titolo un fascino unico.  Poi arriva circa 6 anni fa il sequel, Metro : Last Light, che procede con la narrazione delle vicissitudini di Artyom e dei Rangers, una squadra di Elite formata per garantire la pace nella metropolitana.

 

Ovviamente nel capitolo finale non potevano mancare il nostro Artyom, gli Spartani comandati dal colonnello Miller e sua figlia Anna nonché moglie del protagonista. Già dai primi minuti di gioco si nota come il team di sviluppo abbia deciso di cambiare percorso, abbandonando gli angusti cunicoli sotterranei per emergere in superficie. Quindi l’aspetto open world si addice perfettamente al mercato attuale dei videogiochi. Viene miscelato il tutto egregiamente senza deturpare lo stile shooter single player. Ispirato alla serie letteraria nata dalla mente di Dmitry Glukhovsky, questo gioiello si integra perfettamente con l’intreccio narrativo dei precedenti capitoli, ma vediamo nel dettaglio il videogioco.

 

 

Introduzione a Metro Exodus

Essendo il titolo di coda della saga, non potevano mancare una trama intensa e tutto l’occorrente per chiudere in bellezza. Il filo narrativo ed i personaggi ruotano intorno ad una locomotiva di nome Aurora. Un viaggio, appunto esodo, verso la terra promessa tanto desiderata, articolato da pericoli e minacce. Insomma un viaggio verso Est, con paesaggi devastati dalla guerra ma al contempo deliziosi grazie al potente motore grafico del gioco. La modalità fotografica è piacevole e soprattutto rende giustizia al grande lavoro di dettaglio realizzato dagli sviluppatori.

Questa necessità di uscire dalla metropolitana, questa voglia di evadere ed andare allo scoperto, porta speranza, la voglia di cambiare e quindi di vivere. E tutto questo si sente. Si perde da un lato lo stile survivor horror che è meno marcato, ma si acquisisce l’aspetto conclusivo, quello della redenzione e della possibilità di vivere una nuova esistenza in superficie.

Durante il nostro viaggio, che durerà circa un anno, attraverseremo paesaggi Sovietici in tutte le stagioni climatiche per ben 12 capitoli. Quindi un gioco basato su una struttura a livelli, con vaste zone da visitare. Un free-roaming con varie mappe open-world che si miscelano alla perfezione, grazie anche all’impeccabile lavoro realizzato a livello narrativo.

 

 

Il Gameplay

Metro Exodus vanta di un gameplay davvero interessante. In primo piano è senza ombra di dubbio è il sistema di crafting e l’equipaggiamento. In un mondo videoludico caratterizzato prevalentemente da percorsi evolutivi a livelli, con questo titolo mettiamo da parte queste dinamiche RPG per spostarci ad un setting totalmente differente. Innanzi tutto l’arsenale a nostra disposizione va costantemente pulito ed in tiro con solventi, per migliorarne le caratteristiche ed evitare l’inceppamento dell’arma. Questo è possibile grazie a dei tavoli attrezzati disseminati per i livelli, dove potremo potenziare, modificare e creare il nostro equipaggiamento.

Inoltre, presso il nostro treno potremo scegliere le tre armi da portare con noi lungo le sessioni esplorative. Quindi, in ogni momento saremo padroni di accedere al nostro zaino e modificare a piacimento le armi, munizioni, filtri per la maschera, kit medici ed altro. Ho trovato molto utile questa opzione perché si può montare su un’arma il silenziatore in un attimo,  quindi modificare le tattiche di guerra e risolvere i conflitti a fuoco in maniera sempre diversa.

Potremo smontare in tempo reale le armi dei nemici tenendo premuto un tasto e acquisendo parti utili per modificare il proprio arsenale. Inoltre l’aspetto esplorativo, come sempre, premia sempre, quindi cercate bene in ogni angolo, stradina, casa o quant’altro.

I nemici umani, tenderanno quasi sempre a spararvi da una posizione lontana, mentre mostri mutanti sprovvisti ovviamente di armi, tenderanno a venirci incontro in corpo a corpo. Non ci troviamo davanti ad una grande AI, ma dal punto di vista dell’animazione ho apprezzato la sequenza che avviene se un nemico viene alle mani con il povero Artyon.

La longevità non è il massimo. Circa 20 / 25 ore di gioco, affrontando quest secondarie che allungano un po’ il brodo. Tuttavia sono ore ben spese, che regalano emozioni e lasciano un buon feedback sotto tutti i punti di vista.

 

 

Grafica ed altro

Il team di sviluppo ha senz’altro lavorato sodo per Metro Exodus. A partire dall’enviroment fino ad arrivare alle texture delle armi. Non si può non ammirare l’alba nella campagna Russa, brulla e selvaggia, con luci e colori davvero suggestivi. Le animazioni dei personaggi sono ben fatte, il rig convincente ed una mimica espressiva e realistica. Anche il concept non è da meno. Di certo non brilla per innovazione ma si ambienta perfettamente con la storia e tutto il resto.

Mutanti, aragoste mutanti mostruose, lepri giganti ed ancora cani bestiali e gargoyle alati: insomma la varietà di certo non manca. Ma continuiamo con l’aspetto grafico. Gli asset sono così ben camuffati che non si nota il riciclo degli stessi. Infatti gli shader sono veramente dettagliati, ogni oggetto sistemato nel gioco pare messo in vetrina ed è gratificante alla vista. La modellazione di ogni cosa è realizzata sapientemente e con cognizione di causa, elemento che denota  la maturità artistica ed esperienza del team di sviluppo.

Personalmente ho apprezzato molto anche gli effetti luminosi, le fluorescenze, i bagliori, il fuoco. A volte vacillano soprattutto in situazioni troppo confusionarie,  tuttavia sono cali di frame accettabili. Altro fattore che davvero mi ha entusiasmato, sono stati gli effetti sonori. Completano a 360 ° l’esperienza di gioco e si integrano notevolmente bene con le azioni di gioco.

Le animazioni nei combattimenti corpo a corpo sono interessanti, anche se ripetitive e standard per ogni sorta di nemico. Diciamo una buona soluzione per creare un effetto movie nel gioco, un po’ come le esecuzioni in Doom.

 

 

Conclusioni

Metro Exodus è un gioco che appassiona, soprattutto per amanti del genere shooter single player, forse uno dei pochi titoli al momento che difende il genere. Senza abilità da sbloccare, drop di armi leggendarie o altre menate del genere. Solo armi, nemici, una buona storia ed una grafica degna di nota.  Avrei preferito un po’ di sprint per quanto riguarda l’intelligenza artificiale dei nemici, sempre abbastanza prevedibile e ripetitiva. Però tutto sommato un titolo gradevole da giocare dall’inizio alla fine, senza troppi se e troppi ma. Insomma da avere assolutamente nella propria collezione.

Vi invitiamo a seguire i nostri articoli sul gioco oppure visitate il sito ufficiale.

 

 

Metro Exodus

8.5

Gameplay

8.5/10

Controlli

8.5/10

Longevità

7.5/10

Grafica

9.0/10

Audio

9.0/10

Pro

  • Storia appassionante
  • Sistema di crafting
  • Ambientazione

Contro

  • Longevità
  • IA Carente e ripetitiva
Chi è l'autore: matteoborgi
Svezzato da mamma Nintendo e cresciuto su multipiattaforma, dagli anni '90 condivido la passione dei videogiochi e tutto ciò che ruota intorno ad essi. L'illustrazione come secondo amore. Il punk rock come terzo.

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