Videogiochi cattivi - Hitman 4 Listen to this article

Oggi

La saga dell’assassino della cravatta rossa è, suo malgrado, parte di una piccola rivoluzione nel mondo dei videogames.
Negli ultimi mesi, ed anche adesso, il nuovo capitolo intitolato semplicemente Hitman, sta uscendo ad episodi, una pratica inusuale per titolo tripla A, di solito più destinata a titoli indipendenti.

Il personaggio di Agente 47, così come la saga di cui è protagonista, è uno degli esempi più evidenti, e forse unico, di coerenza. Un gioco “politicamente scorretto” ma che non è mai realmente cambiato nella filosofia di fondo, rimanendo sempre spietato e crudele.
Alcune delle caratteristiche più particolari del titolo, come la possibilità di prendere il posto di un NPC rubandone i vestiti, e l’uso della corda di pianoforte, sono sempre stati presenti sin dal primo episodio.

Certo non si può dire lo stesso del gameplay, che ha subito nel corso degli anni diversi rimaneggiamenti e modifiche, alcune necessarie per aggiungere possibilità nell’approccio alla soluzione, altre rivolte a rendere il titolo fruibile al grande pubblico.

Su quest’ultimo aspetto, Hitman: Absolution fu oggetto di critiche da parte dei più affezionati, proprio per diversi “aiuti” all’interno del gioco. Aiuti che tuttavia possono essere disabilitati, in una difficoltà ben scalabile, fino a poter giocare da vero purista.

Oggi possiamo recuperare quasi tutte le avventure trascorse dell’Agente 47, sia su PC grazie a Steam, che su console grazie anche alla Hitman HD Trilogy su PS3 e Xbox 360, collezione orfana però del primissimo capitolo.

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