Videogiochi cattivi - Hitman 5 Listen to this article

Il successo ed il seguito

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Il gioco, pur essendo essenzialmente di nicchia, ebbe un buon riscontro, che stimolò i produttori a realizzare nel 2002, Hitman 2: Silent Assassin. Pur mantenendo la struttura alla base del titolo, venne modificata sensibilmente la struttura e la narrazione.

L’Agente 47 è in “ritiro”, ha deciso di abbandonare la precedente vita rifugiandosi nel Santuario di Gontranno, in Sicilia. Qui è diventato un anonimo giardiniere, assieme a Padre Vittorio.
Un giorno però Padre Vittorio viene misteriosamente rapito, con la richiesta di un riscatto di 500.000 dollari.
47 non ha troppe esitazioni, e decide vestire nuovamente i panni di assassino, ma questa volta per una personale vendetta. E per riuscire nell’impresa, ricontatta la vecchia Agenzia, tramite sempre Diana.

Non soltanto questo secondo capitolo proponeva una progressione molto più collegata e cinematografica, ma l’introduzione della possibilità, seppure limitata, di salvare all’interno di una singola missione.
Questa scelta rese il gioco più accessibile.

Altri titoli

Dopo Hitman 2: Silent Assassin, IO Interactive realizzò altri capitoli senza mai stravolgere il gameplay, ma arricchendolo ed aumentando le possibilità di approccio, oltre che rendendo le aree di gioco sempre più grandi e complesse.

Hitman: Contracts offrì una carrellata di missioni stand-alone, di cui alcune delle rivisitazioni del primo episodio. Un particolare sistema narrativo, in cui le cutscenes venivano “spezzate” dalle singole missioni. Fu anche il primo episodio veramente ottimizzato per console, termini di controllo.

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Hitman: Blood Money mantenne, pur migliorando sotto tutti gli aspetti, la struttura narrativa di Contracts.
Tra le novità, molto bella l’idea di mostrarci, missione conslusa, la pagina di un quotidiano, che raccontava l’assassinio del nostro bersaglio. Tra le cui righe avremmo potuto capirein che modo fossimo stati discreti, se fossero stati rinvenuti proiettili di un determinato calibro, se fosse stata avvistata una persona sospetta. E la macabra soddisfazione nel leggere che “la polizia non ha idea di chi possa essere l’assassino” era impagabile.

In questi due ultimi capitoli, più che mai la trama è un vero orpello decorativo. Un semplice accessorio in un gioco dalle singole missioni poco legate tra loro ed al tempo stesso più diversificate.

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