Outsiders: Virtue's Last Reward 5 Listen to this article

Outsiders: Virtue's Last Reward 6

Why do people betray each other?
If you can’t trust anyone then everyone should DIE.

Con queste parole si apre la nuova edizione del Nonary Game, questa volta Ambidex Edition.

Forse a qualcuno suonerà famigliare questo Nonary Game e, di fatto, oggi non faremo altro che parlare del secondo capitolo della serie Zero Escape, ovvero Virtue’s Last Reward.

Questo titolo infatti non è altro che il seguito dell’ottimo Nine Hours, Nine Persons, Nine Doors di cui ne ho già tessuto le lodi qualche post fa.

Il titolo è uscito sia per 3DS sia per PS Vita in Europa il 23 Novembre 2012.

Ma iniziamo con la storia. 25 Dicembre 2028, questa sarà la data che aprirà il gioco, dove conosceremo il nostro nuovo alter ego, un ragazzo americano di nome Sigma.

Il nostro eroe sta tornando a casa e nell’accendere la sua vettura verrà inondato da uno strano gas bianco che gli farà perdere i sensi, non prima di aver dato uno sguardo allo specchietto retrovisore, dove vedremo una ben nota figura con una maschera antigas, Zero.

La nostra avventura comincerà al risveglio di Sigma, in quello che sembra essere un’ascensore.

Qui faremo la conoscenza di una strana ragazza con la quale condivideremo la prigionia.

Una volta ripresi completamente i sensi, verremo contattati da un coniglio parlante.

Si avete capito bene, un coniglio, virtuale per carità, ma sempre coniglio è.

Esso si presenterà come Zero III, padrone di quel regno e ci “inviterà” a partecipare al nuovo Nonary Game.

Prima di tutto però dovremo liberarci dall’ascensore. E qui, chiaramente partirà la parte giocata che, come nel precedente capitolo, sarà la risoluzione di una serie di enigmi tematici.

Anche questa volta la stanza iniziale sarà principalmente un tutorial per capire i comandi, i metodi per analizzarne gli anfratti, la raccolta degli oggetti e il loro utilizzo.

Lo scopo finale sarà sempre quello di recuperare la chiave di uscita, con una piccola differenza rispetto al passato.

Infatti ogni stanza sarà dotata di una cassaforte dove si potranno inserire fino a due password digitali distinte.

La prima servirà per uscire e sarà quella sullo sfondo verde, ma ce ne sarà una seconda, su sfondo blu, che darà accesso ad un plico.

Esso non sarà altro che un insieme di informazioni aggiuntive per capire meglio certi risvolti della trama o averne degli approfondimenti.

Risolto l’enigma dell’ascensore e recuperate le password, finalmente potremo uscire dalla cella di prigionia.

Qui conosceremo i restanti 7 partecipanti al gioco.

Zero III apparirà ancora una volta, questa volta per spiegare le regole del Nonary Game Ambidex Edition, di come funzioneranno i nuovi braccialetti che avremo al polso e di come potremo uscire dal gioco.

Come nella precedente edizione, anche questa volta lo scopo finale sarà aprire la porta col numero 9 che questa volta vedremo fin dall’inizio, ma potremo aprire solo un’unica volta.

Per non rovinarvi la trama direi di lasciare il resto delle spiegazioni direttamente al fottuto coniglio, personaggio che ho odiato profondamente e che avrei fatto volentieri arrosto in più di un’occasione.

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Già la trama… anche in questo secondo Zero Escape la storia sarà la parte fondamentale del gioco.

Sicuramente molto più laboriosa e complicata rispetto a 999, ma non per questo meno affascinante, specialmente quando si arriverete alla sua conclusione.

Come in 999 all’interno del gioco verranno proposti una serie di bivi, scelte da fare, e posti da visitare.

Sicuramente molte di più che nel precedente capitolo dove, diciamocela tutta, le contavi sulle dita di una mano.

La cosa interessante è che in questo Virtue’s Last Reward verrà introdotto un flowchart che indicherà sempre dove siamo nella storia e soprattutto cosa abbiamo già visto e cosa manca ancora da affrontare.

Vi assicuro che questa feature sarà fondamentale per orientarsi e vedere il gioco nella sua interezza perché senza di essa, o abbiamo la memoria da elefanti o ci perderemo più e più volte negli stessi bivi.

I nove protagonisti, anche in questo caso saranno ben delineati, forse molto di più che nel precedente capitolo, ognuno con il proprio carattere che si rivelerà al mutare degli eventi.

Ogni bivio ci porterà ad aggiungere un pezzetto di quel grande puzzle che compone tutta la trama.

Alcune scelte fatte ci porteranno un passo più vicini alle domande fondamentali che aleggiano l’intero Nonary Game, altre scelte ci allontaneranno dalla loro risoluzione.

Le domande che personalmente mi sono fatto sono le stesse del precedente capitolo: chi è Zero? perché ha rinchiuso nove persone che non si sono mai viste e non hanno legami? a cosa serve il nuovo Nonary Game?

Potete dire quello che volete di questo gioco, però vi assicuro che finendolo per intero queste domande e molte altre che usciranno nel proseguimento della storia, avranno la loro spiegazione.

Nulla in questa serie sembra lasciato al caso, chi ne ha scritto la trama sapeva bene dove voleva andare a parare.

Sicuramente è un punto a favore per l’intero gioco.

Sfocerò ora un pelo nello spoiler ma devo spiegarvi una parte del gioco, perché è sicuramente interessante.

Parliamo quindi dell’Ambidex Game. Esso non sarà altro che un sotto gioco che verrà fatto dopo ogni risoluzione di una stanza.

Prima dell’inizio della scelta della stanza da affrontare, i nove protagonisti verranno divisi in “pair” e “solo”.

Cosa vuol dire? bisognerà formare squadre da tre elementi unendo una “pair” e un “solo”.

Risolta la stanza si tornerà nello stanzone principale, dove la squadra che l’ha risolta dovrà “sfidarsi”, i “pair” in una “cabina” assieme e i “solo” in un altra.

Cosa dovranno fare in questa “cabina”? semplicemente votare se fidarsi del/i compagni di viaggio oppure tradirli.

Se entrambi i voti saranno “ally” i 3 guadagneranno 2 punti sul braccialetto.

Se uno sceglie “betray” e l’altro “ally” il primo prende 3 punti e il secondo ne perde 2.

Con entrambi “betray” non avremo punti.

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Cosa cambierà ai fini del gioco? beh semplice. Arrivare a 9 punti darà la possibilità di aprire la porta della libertà, mentre lo scendere allo zero….

Potremo quindi fidarci dei nostri compagni? dovremo essere guardinghi?

Vi assicuro che le molte volte affrontato l’ambidex game spesso mi sono troppo fidato troppo spesso del prossimo.

Chiaramente se volete completare tutto il gioco le scelte vengono comunque fatte entrambe, ma molte volte sei più spinto da un “what if” che dal semplice “voglio completare il gioco”.

Sarò pazzo, ma ogni volta che entravo nella stanza del voto mi chiedevo: “ma se mettessi della gente che conosco realmente a partecipare a questo nonary game, cosa succederebbe?, tutti si fiderebbero solo perché si conoscono? realmente ci sarebbe totale collaborazione per uscire tutti assieme?” non lo so, sinceramente non lo so.

Rispetto a 999 la grafica questa volta è in 3D in un discreto Cell Shading che rende molto meglio l’interazione con lo scenario.

Se avete letto la mia recensione del primo capitolo, ricorderete sicuramente una cosa che non mi convinse pienamente nelle scelte grafiche del titolo.

Infatti unire personaggi disegnati a sfondi 3D dava molto l’idea di collage un po’ forzato.

Questo capitolo, avendo sia personaggi che sfondi realizzati in 3D da molto di più l’interazione dei nove protagonisti con l’ambiente che li circonda, pur lasciando quell’effetto manga che è perfetto per il titolo.

Ma quindi questo Virtue’s Last Reward è un titolo perfetto?

Sicuramente no, e parte delle mie critiche questa volta sono rivolte proprio alla struttura del gioco stesso.

Mi spiego meglio: in 999 qualsiasi scelta facevi durante l’avventura ti portava ad una conclusione. Bella o brutta che sia il gioco lo iniziavi, facevi le tue scelte e ne ottenevi delle conseguenze.

In VLR invece ogni scelta ti porterà si ad un finale, ma al quale non avrai accesso finché non avrai sbloccato altre cose.

Cadere nello spoiler in questo punto è facilissimo, ma cercherò di contenermi.

Quindi cosa vuol dire ciò che ho appena detto? Semplice!!! alcuni percorsi o meglio, una parte di essi, dovranno essere affrontati a singhiozzo, beccandoci spesso e volentieri un bel… “to be continued” a fermarci sul più bello.

Il percorso dovrà quindi essere abbandonato per ricominciare la storia dall’inizio e seguendone un altro.

Vi faccio vedere il flowchart ora di cui parlavo all’inizio, fate conto che ogni percorso si bloccherà circa a metà di esso, quindi pensate un attimo a quante volte dovrete ricominciare la storia per completarlo nella sua interezza.

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Ma quindi perché è stata fatta questa scelta? semplice…. è parte della trama!!!, ma non dirò di più.

I programmatori però giustamente hanno pensato che il giocatore medio, se non è masochista, avrebbe abbandonato il titolo dopo il terzo “to be continued”.

Come nel precedente capitolo avremo a disposizione le due funzioni già presenti ovvero il “begin with memory” e il “risolvi subito le stanze”.

Infatti le parti di “novel” si potranno saltare, se già vissute e nelle stanze già visitate avremo le password già memorizzate nel comodo archivio.

Chiaramente se questo poteva bastare in 999 in VLR non era sufficiente.

Infatti il flowchart sarà anche una specie di “selezione livelli”. Cliccando sulle varie icone sbloccate potremo andare al punto esatto dove ci siamo fermati precedentemente, senza perdere inutile tempo a rifare le stesse scelte e rivisitare gli stessi posti.

Questo pur essendo un vantaggio in termini pratici, porta ad un potenziale svantaggio, ovvero la memoria degli eventi.

Mi spiego meglio: in prima battuta seguite un percorso, magari seguendo semplicemente delle scelte di simpatia su questo o quel personaggio.

Vi fermate perché non avete sbloccato ciò che serve per procedere.

Ricominciate e scegliete un nuovo percorso. Le carte in tavola cambiano, vengono fatte nuove scelte e si verificano eventi diversi.

Vi bloccate nuovamente e cambiate percorso. Insomma gira che ti rigira, alla fine ottieni ciò che serve al primo percorso abbandonato.

Tornate li ma… vi ricordate a che punto esatto eravate? io personalmente non sempre, specialmente riguardo ai punti sui braccialetti per gli Ambidex Game o ai personaggi con cui formavo team in quel momento.

Questo porta, a mio avviso, chiaramente ad un po’ di confusione sulla trama generale dovuta alla troppa spezzettatura degli eventi.

Concludendo, il gioco a me è piaciuto, meno rispetto Nine Hours, Nine Persons, Nine Doors per la trama troppo spezzettata.

Sarò onesto, parte del fascino di 999 era dovuto anche a due fattori secondo me da non sottovalutare.

Ogni personaggio all’inizio del gioco sceglie un soprannome per non rivelare la propria identità e salvaguardarsi dalle possibili ritorsioni di Zero.

Questo dava sicuramente un fattore maggiore di mistero ai 9 protagonisti.

L’altro fattore era sicuramente il tempo per uscire dal gioco, ovvero le famose Nine Hours del titolo.

In Virtue’s Last Reward il fattore “pepe al culo” è assente e ci si basa forse di più su un fattore psicologico degli eventi narrati.

Consigliato a chi a giocato e apprezzato 999, mentre lo sconsiglio a chi non l’ha giocato.

Questo perché ne perdereste parte della trama.

Sconsigliato a chi vuole maggiore azione visto che, le parti giocate sono poche.

P.S.: Consiglio spassionato a chi lo giocherà su 3DS. Su questa piattaforma sono stati rilevati dei bug nei salvataggi, se lo fate durante le parti giocate in alcune stanze.

Io stesso ho provato questo bug perdendo 18 ore di partita. Vita sembrerebbe non avere di questi problemi anche perché ha la possibilità di salvare su slot diversi. Quindi fate attenzione.

will you choose to ally? …or to betray?

See you next

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