Top 100 Games

My Top 100 Games of all time Parte 10

Benvenuti all’ultimo episodio della classifica domenicale sui 100 videogiochi da me preferiti.

Per l’ultima volta ricorderò le regole. 100 giochi, divisi in 10 post a cadenza settimanale di titoli che ho apprezzato e che ritengo i migliori tra quelli giocati nel corso della mia carriera videoludica. Nessun gioco dell’attuale generazione e un titolo, con qualche rara eccezione, per brand.

Come al solito vi rimando ai precedenti post se ve li foste persi.

Parte 1

Parte 2

Parte 3

Parte 4

Parte 5

Parte 6

Parte 7

Parte 8

Parte 9

Tutto pronto? Iniziamo

– Flashback: The Quest for Identity (1992)

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Gioco nato con uno stile grafico che ricorda Another World basato sul realismo dei movimenti, ci vedrà in un futuro ancora sufficientemente lontano (2142) dove interpreteremo Conrad, un uomo che ha perso la sua memoria. Lo scopo del gioco sarà scoprire il passato del protagonista. Molto originale nel concept è un gioco molto avvincente da portare a termine.

– The Story of Thor: A Successor of The Light (1995)

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Conosciuto anche come Beyond Oasis è senza dubbio uno dei giochi più originali che seguono le meccaniche alla “Zelda”. Interpreteremo il principe Ali, un giovane avventuriero che recupera uno strano bracciale d’oro che lo porterà in una lunga avventura.
La cosa che rende unico il titolo è il gameplay. Infatti Ali potrà combattere usando tecniche col coltello degne di un picchiaduro. Mosse speciali e combo daranno un’interessante variante al genere. Il gioco non ha un’elevata difficoltà, però ha molti segreti e missioni aggiuntive che vi terranno attacchi al pad.

– Diablo 2 (2000)

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Non poteva ovviamente mancare in classifica. Uno degli Hack and slash più famosi di sempre, dopo un potente primo capitolo, torna con un seguito che migliora in tutto e per tutto quanto seminato tre anni prima. Una storia avvincente, espansa con Lord of Destruction, un gameplay migliorato e sicuramente più varietà negli ambienti da esplorare.
Peccato che poi il terzo titolo non abbia soddisfatto le aspettative dei fan che lo aspettavano da troppo tempo.

– Kenseiden (1988)

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Uno dei miei primi titoli giocati in carriera e sul glorioso Master System. Interpreteremo Hayato, un samurai che dovrà attraversare il Giappone per recuperare una spada. Un gioco che per l’epoca era estremamente innovativo sia per il gameplay non lineare, visto che potevamo scegliere il livello da affrontare, sia per gli upgrade dati da varie tecniche con la spada. Ne avevo già parlato approfonditamente qui.

– Oni (2001)

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Titolo che probabilmente in pochi ricorderanno ma che merita veramente di essere recuperato.
Siamo nel 2032. La Terra è diventata talmente inquinata che poche zone di essa rimangono abitabili. Per risolvere le crisi economiche internazionali, le varie nazioni si sono unite in un’unica coalizione, detta “Coalizione del Governo Mondiale” (World Coalition Government, WCG), che comprende l’80% dei paesi del mondo.
Interpreteremo Konoko, una ragazza facente parte del corpo di polizia denominato Tech Crimes Task Force, TCTF. Il nostro scopo iniziale sarà infiltrarsi in un magazzino che l’Organizzazione utilizza per i suoi traffici illeciti.
Ma la missione sarà semplicemente la punta di un Iceberg che sconvolgerà la ragazza e le rivelerà molti segreti che le sono stati nascosti.
Un action game con un’anima da picchiaduro a scorrimento. Molto divertente da giocare e molto coinvolgente sia nel gameplay che, mano a mano ci insegnerà tecniche e attacchi combo per colpire gli avversari, sia nella storia, che nella sua anima Cyber Punk stupirà il giocatore. Molto belli i filmati in stile manga. Altro gioco che meriterebbe un remake/reboot.

– Comix Zone (1995)

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E se l’autore di un fumetto finisse nella sua stessa opera? Queste le basi di questo originale picchiaduro a scorrimento.
Sketch Turner, questo il nome del nostro alter ego, dovrà farsi strada letteralmente tra le vignette del suo album che lo ha risucchiato al suo interno per sconfiggere Mortus e gli invasori alieni.
Un picchiaduro molto difficile da portare e molto punitivo in alcune fasi di gioco. Però l’originalità di scavalcare letteralmente le vignette delle pagine del fumetto e la varietà di mosse e combo a disposizione del protagonista, lo hanno reso un vero classico della casa di Sonic.

– Star Wars Jedi Knight: Dark Forces II (1997)

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E’ stata una scelta difficile perché ho amato tutta la trilogia con protagonista Kyle Katarn, personalmente il mio personaggio preferito di Star Wars.
Ma perché proprio il secondo capitolo della storia? Beh semplicemente perché veniva introdotta l’elemento che più rappresenta Star Wars, ovvero i Jedi e le spade laser.
Come il precedente capitolo, Dark Forces, siamo di fronte ad uno sparatutto in prima persona dove interpreteremo nuovamente il mercenario Kyle che si troverà a cercare informazioni sulla morte di suo padre Morgan.
La cosa che più era interessante era l’acquisizione dei poteri Jedi. Inizialmente generici e, dopo un certo punto, potremo scegliere se abbracciare il lato luminoso o il lato oscuro che ci porterà a due finali ben distinti.
Se la grafica vista oggi è molto “rozza” e con un 3D primordiale erano i filmati in live action e il doppiaggio in italiano a fare la differenza.

– Phantasy Star (1987)

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Senza dubbio uno dei miei JRPG preferiti di sempre. Probabilmente uno dei primi giochi con protagonista una ragazza, Alis Landale che inizierà il suo lungo viaggio di vendetta nei confronti del malvagio Re Lassic che ha ucciso suo fratello Nero. Un gioco che ho portato avanti per molti anni perché non riuscivamo a raggiungere alcune zone per proseguire. Un gioco che mi ha fatto balzare sulla sedia più di una volta per le improvvise trappole disseminate nei vari dungeon. Un gioco che ha creato un universo che è rimasto nell’immaginario di molti giocatori.
Piccola curiosità. Nei primi anni duemila venne creato un sito, Camineet.net, che proponeva per ogni capitolo uscito all’epoca, quindi fino a PS Online, un ideale cast per ogni personaggio della saga. Il sito, sotto un altro dominio, è rimasto inalterato dall’epoca. Se siete amanti del brand vi consiglio di dargli un’occhiata perché molte scelte sarebbero state molto azzeccate.

– King Of Fighters ’97 (1997)

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Qui beccherò critiche come se piovessero, ma KOF è sempre stato superiore al blasonato Street FIghter. Veniva introdotta per la prima volta la variante tre contro tre invece della canonica uno contro uno alla meglio dei tre round.
Inizialmente nato come il crossover SNK, visto che buona parte del roster proveniva da giochi di successo, Fatal Fury e Art Of Fighting, col tempo si è evoluto in qualcosa di più interessante.
Una storia divisa per “cicli” narrativi, divisi nei primi in tre capitoli per volta. KOF97 è la conclusione del primo ciclo denominato “Orochi Saga” che rivelava alcuni segreti di Iori Yagami e di Kyo Kusanagi. Un gioco che ho giocato e rigiocato fino allo sfinimento sia in salagiochi sia nella versione “casalinga” emulata. Un must per gli appassionati dei picchiaduro a incontri.

– Golvellius: Valley of Doom (1998)

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Ultimo, ma sicuramente non per importanza, il gioco che è stato il mio battesimo del fuoco nel mondo dei videogiochi. Remake per Master System della versione MSX del 1987, racconta la storia di Kelesis, un giovane guerriero che si avventura nella Valley Of Doom per salvare la principessa Rena che per salvare il padre malato si era messa alla ricerca di un’erba miracolosa.
A livello di gameplay è un “Zelda Like”, oggi forse molto semplice nelle meccaniche ma, e probabilmente sarò di parte, tutt’oggi molto rigiocabile.

Bene, abbiamo concluso questo lungo viaggio.

E voi, quali sono i titoli che amate e che avreste messo in classifica? siete d’accordo coi titoli scelti?

Parliamone nei commenti.

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Chi è l'autore: Ric Hunter

Videogiocatore di vecchia scuola.
Nella gloriosa console war tra Sega e Nintendo sempre schierato a fianco di Sonic e soci.

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