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F1 Franchise: perchè manca sempre qualcosa?

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Praticamente dal 1979 ogni anno abbiamo avuto il nostro videogioco sulla F1. Certo, i primi sono stati senza licenze e sui cabinati arcade, ma l’industria videoludica allora nascente non voleva rinunciare alla grande fetta di pubblico costituita dagli appassionati di motori. Nel 1999 addirittura abbiamo visto pubblicare 5 giochi da 4 publisher diversi. All’alba degli anni 2000 persino EA ci ha provato, senza ottenere gran successo e abbandonando la serie nel 2002. Col passare degli anni aumentano le consolle disponibili e aumentano anche i tentativi di produrre un buon videogioco sulla F1.

Il franchise cambia numerose case che lo curano, fino al 2009, quando entra in scena Codemasters.

Possiamo attribuire l’origine del franchise proprio a questo periodo, con l’entrata in scena del publisher britannico. Da allora si è cercato di dare continuità al lavoro, apportando di anno in anno migliorie di qualsivoglia tipo: grafica, realismo dei danni e della simulazione. La modalità carriera, senso primo e più vero del gioco, si è fatta sempre più coinvolgente. Ad ogni nuovo F1 venivano aggiunte nuove features: interviste, esultanze, festeggiamenti.

Poi è arrivata la rivoluzione del paddok. Era possibile collaborare con il proprio capomeccanico e sentire i suoi suggerimenti via radio. Con l’evoluzione del regolamento FIA sono state introdotte le varie strategie e le mescole delle gomme. Il realismo ha preso piede, impossessandosi sempre più del gioco.

Arriviamo così agli ultimi capitoli. Con l’attivazione dei comandi vocali e tante nuove feature. Nel 2013, per rinnovare il brand, sono stati inseriti DLC con auto storiche come quelle di Senna, Prost e Lauda. Per competere con gli altri giochi di corse, Codemasters ogni anno è costretta ad inventarsene una nuova.

Eppure, ogni anno, Codemasters manca l’appuntamento con la perfezione.

I primi capitoli

Beh, in realtà è molto semplice. Di anno in anno, per rinnovarsi, per non essere il solito “porting dall’anno precedente” con le nuove livree, Codemasters toglie e aggiunge. Il realismo simulativo di F1 2011 è stato rimosso nei capitoli successivi, lasciando spazio a un’esperienza più semplice nel complesso. Inoltre, il simpatico sistema di comunicazione con la stampa è stato rivoluzionato di anno in anno. Nel 2012, prima di iniziare la carriera, si effettuava un test da collaudatore per una casa principale. Il risultato avrebbe condizionato le offerte di un posto nel mondiale. La feature principale di questo capitolo però era la possibilità di giocare in split screen, sia da avversari, che in modalità co-op nella carriera.

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Screen di comparison di 3 giochi.

Nel 2013 abbiamo visto arrivare su schermo le monoposto degli anni 80′ e le modalità “Classics” e “Scenario”, che si componeva di varie sfide preimpostate da affrontare a 3 diversi livelli di difficoltà. Grande feature introdotta da Codemasters è di sicuro il Rewind, ossia la possibilità di riavvolgere il replay in seguito ad un errore per correggerlo. Nel 2014 non abbiamo avuto novità ed il gioco è stato aspramente criticato. E così nel 2015, per rinnovarsi, la casa britannica fa un passo falso. Si, è vero, c’è l’aggiunta di un commentatore (che si limita ad annunciare le varie sessioni) e della cerimonia sul palco. Ma viene rimossa la scena del parco chiuso post gara e, ben più importante, la modalità carriera. Nonostante i miglioramenti a livelli di gameplay, il gioco è stato aspramente criticato.

Presente Recente

Nel 2016 Codemasters fa un passo indietro, con la reintroduzione della modalità carriera, migliorata sotto diversi aspetti. Rinfrascano il brand il commento iniziale e la cerimonia sul podio introdotti già nell’anno precedente e la modalità di gestione del personaggio tra una gara e l’altra. Sarà possibile, superando delle prove ottenere punti per lo sviluppo della vettura, migliorandone le prestazioni. Conferiscono grande realismo la presenza della Safety Car, della VSC (Virtual Safety Car) e la possibilità di effettuare il classico giro di warm-up prima della gara.

Arriviamo così nel 2017, con tutte le novità che ci ha portato: carriera migliorata, gestione dell’evoluzione dell’auto resa più complessa e reintroduzione delle vetture storiche.

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Williams FW14B in F1 2017

Ma cosa manca?

Nonostante tutto, giocando questi titoli, leggendone le recensioni e confrontando pareri diviene evidente una cosa: ogni capitolo del franchise da idea di imperfezione. Ogni anno sembra manchi qualcosa. Non si riesce mai ad avere un prodotto completo, complice anche il rilascio di giochi spesso pieni di bug e glitch, realmente apprezzabili solo dopo vari aggiornamenti.

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Esempio di screen da F1 WGP 2000

Personalmente, credo che il miglior gioco di F1 mai creato sia F1 World Grand Prix 2000, pubblicato su PC e PS One da Eidos Interactive. Ricordo affascinato come la grafica durante la gara era la stessa della regia internazionale. Il giocatore riceveva  informazioni non limitatamente a 3 o 5 piloti, ma veninvano visualizzati tempi e distacchi dei primi dieci piloti. Parlando di un gioco del 2000 risulta difficile descriverne il realismo fisico e grafico, ma trasmetteva quell’atmosfera che sembra persa nei videogiochi più recenti.

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Esempio di screen da F1 WGP 2000

Sento spesso parlare di “cura del dettaglio”, ma io non la vedo. Ogni volta che viene aggiunta una feature che migliora l’esperienza di gioco, l’anno successivo viene sostituita. C’erano le interviste e le hanno tolte. Hanno introdotto il test per giovani piloti e poi l’hanno tolto. I festeggiamenti post gara hanno subito lo stesso destino e temo che la scena sul podio subirà la stessa fine.

Considerazioni finali

Non vorreste anche voi un gioco che riproduca la vera esperienza di F1? Che vi faccia respirare la vita del paddok, l’ansia prima di scendere in pista? Che vi faccia sperimentare la vita del pilota?

Secondo me si tratta di un traguardo raggiungibile implementando tutto ciò che di buono Codemasters ci ha mostrato negli anni in un solo videogioco. Che abbia la stessa interfaccia grafica della regia internazionale, magari anche un commento interattivo come quello di Andrea De Adamich in Formula 1 ’97.

Quello che sappiamo però è che purtroppo resterà solo un sogno, nel mondo di oggi, fatto di licenze, permessi, soldi e Copyright. Dunque, fino all’uscita di F1 2018, lasciatemi sognare.

E se la pensate anche voi come me, condividete questo articolo coi vostri amici. Facciamo sapere a Codemasters quello che vogliamo e magari chissà, un giorno, avremo il nostro F1 perfetto.

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