Project XCloud: Proviamo il servizio in streaming di Microsoft

Project XCloud: Proviamo il servizio in streaming di Microsoft

11 Maggio 2020 0 Di Alaska
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Abbiamo avuto modo di provare la beta del servizio di gioco in streaming Project XCloud, frutto del lavoro da parte di Microsoft. Come si comporta?

Nel E3 del 2018 Microsoft presentò al mondo il suo servizio di gioco in streaming Project XCloud. Dopo l’annuncio fatto, Microsoft si è presa del tempo per rendere il servizio usufruibile per un periodo di test attraverso una beta chiusa. Da prima nel Regno Unito e man mano nel resto d’Europa dove finalmente anche noi in Italia possiamo provare.

Per chi non fosse informato, Project XCloud usa lo stesso metodo di Stadia e GeForce Now, ovvero ci permette di giocare ai titoli che troviamo attualmente su console attraverso il nostro smartphone senza la necessità, appunto, di possedere una console, ma solo una connessione internet ed un pad Xbox o PlayStation (in base ai gusti), ma ne parliamo nel prossimo paragrafo.

DI COSA NECESSITO PER USUFRUIRE DI PROJECT XCLOUD?

Come detto sopra necessitiamo di uno smartphone Android e di un pad Xbox o PlayStation con una connessione ad internet per poter usufruire di Project XCloud. Oltre all’invito ricevuto da Microsoft trattandosi di una beta chiusa.

Noi abbiamo provato il servizio su un Google Pixel 4, telefono di nuova generazione, e su un Samsung Galaxy Tab del 2016 per vedere se la differenza di gamma si sente quando giochiamo. E possiamo dirvi che non avrete problemi ad utilizzarlo anche se il vostro telefono ha quasi 5 anni di duro lavoro sul processore.

La connessione minima richiesta è di 10mbps, Wi-Fi o dati mobili che siano, con connessione 5ghz raccomandata. Abbiamo testato il servizio su una 100mb a 5ghz e al momento, l’utilizzo del Wi-Fi, è il metodo migliore per usufruire di Project XCloud. Ma credo che pochi di voi siano sorpresi da questo.

98 GIOCHI DA GIOCARE DOVE SI VUOLE E CONSERVARE I NOSTRI PROGRESSI IN-GAME

Sicuramente uno dei punti di forza che ha richiamato l’attenzione su Project XCloud è il catalogo già ricco con cui si è messo a disposizione nella beta che possiamo giocare sul nostro smartphone ovunque ci troviamo (grazie alla possibilità dell’utilizzo dei dati mobili).

All’avvio dell’applicazione ci verrà richiesto di collegare il nostro account Microsoft il quale ci permette di usufruire dei dati di salvataggio in nostro possesso che abbiamo sulla console. Il discorso si può fare anche all’inverso. Tutti i progressi ottenuti mentre giochiamo in streaming li ritroveremo anche una volta che accediamo alla nostra console fissa a casa. Di sicuro un punto a favore di Microsoft per essere riuscita a far convivere i due ecosistemi.

È alquanto chiara, anche, l’intenzione di Microsoft di inserire Project XCloud nell’abbonamento di Game Pass (abbonamento mensile che ci permette di accedere ad un catalogo di 100 giochi in continuo aggiornamento) in modo da permettere agli utenti di poter utilizzare i giochi ottenuti tramite abbonamento anche in streaming, ma al momento non c’è nulla di “ufficiale” e sicuramente notizie a riguardo tarderanno ad arrivare.

GIOCANDO CON PROJECT XCLOUD

Bene. Dopo essere passati per i punti più “noiosi”, ma di dovuta cronaca, arriviamo al punto più importante dell’articolo: com’è giocare su Project XCloud?

Possiamo riassumere con: un’esperienza abbastanza positiva. Dobbiamo tenere in conto che abbiamo provato la beta che è molto distante da ciò che sarà il servizio al momento del lancio, ma se prendiamo i due competitor attuali, Stadia e GeForce Now, questi partono con servizi che possono contare server migliori e rese grafiche già di alto livello (Stadia offre i 4K). La stessa Microsoft ha fatto sapere che raggiungere gli standard offerti da Stadia non saranno possibili da subito, ma sarà un processo graduale.

Come abbiamo detto nei paragrafi precedenti, abbiamo provato Project XCloud su Pixel 4 e Samsung Galaxy Tab A del 2016 ed è proprio su quest’ultimo che si concentra il nostro provato. Perché? Semplicemente perché crediamo che il servizio debba essere accessibile a tutti e considerato il mercato attuale dei medio-gamma sempre più importante nel panorama smartphone è ”inutile” dirvi: si, su Pixel 4 gira alla grande grazie al processore che il telefono Google utilizza.

Ebbene il nostro “vecchio” Samsung non si è tirato indietro ed ha tenuto duro per tutto il tempo che abbiamo giocato con Project XCloud. Non abbiamo avuto problemi di “congelamento” della schermata, ne tantomeno problemi di surriscaldamento del nostro dispositivo (cosa di cui ero onestamente preoccupato). Intrepido e fiero ci ha fatto passare 4 ore di fila a dare la caccia ai caduti su Destiny 2 tra una corsa e l’altra a Forza Horizon.

A livello di rendimento la risposta nei comandi di Project XCloud è abbastanza reattiva, trattandosi di giocare in streaming il ritardo rispetto a quanto si usa una console fissa è abbastanza evidente, ma nulla che può compromettere la nostra esperienza videoludica. Ovviamente, piccola parentesi, questi tipi di servizi al momento non sono indicati per chi gioca in maniera “pro” dove un solo millisecondo di ritardo nell’input del comando può fare la differenza, ma per chi come me non ha pretese di giocare competitivo, va più che bene.

Con la rete 4G il discorso cambia rendendo l’esperienza non del tutto “divertente”. Abbiamo provato a fare un paio di curve su Forza Horizon ed il ritardo di input è stato molto frustrante in un titolo dove ogni piccolo dettaglio può fare la differenza. Per questo, come detto, vi consigliamo sempre di utilizzare il sevizio attraverso rete Wi-Fi ove possibile.

La qualità dell’immagine è abbastanza buona nelle situazioni di gioco calme. Mentre nei momenti più frenetici siamo andati incontro a diversi lag, alquanto fastidiosi, e resa grafica sotto la media.

Il problema è subito spiegato: Project XCloud utilizza come console di referenza la Xbox One S, sicuramente non la top di gamma di casa Xbox, e considerato anche il livello dei server non ancora ottimali, ci troveremo a giocare titoli bloccati a 720p e 30fms. Microsoft ha deciso di dare prima priorità ai tempi di risposta nei comandi ed in un secondo momento si saranno mossi per migliorare la resa grafica e stabilità dei server.

Ecco parliamo un attimo più approfonditamente della stabilità del segnale.

Come detto attraverso l’utilizzo del Wi-Fi il servizio non ha dato problemi, solo in alcuni casi ma dovuti a problemi di linea, mentre con il 4G l’esperienza è stata disastrosa. Il segnale era poco stabile passando da una qualità alta ad una bassa in pochi secondi ripetutamente rendendo la partita impossibile da completare e questo è un motivo per cui Stadia e Google non hanno voluto inserire la possibilità di utilizzare il 4G: questo tipo di tecnologia non è ancora in grado di poter farsi carico di servizi così pesanti che richiedono una quantità di dati abbastanza numerosa (1 ora di gioco con Project XCloud equivale a 2,2 GB) ed una velocità di calcolo alta.

Il tutto può cambiare una volta che finalmente faremmo accesso alla tecnologia 5G.

IL FUTURO DI XCLOUD È PROMETTENTE?

Ebbene, trattandosi di una beta ci sono molte note positive a favore di Project XCloud: il catalogo di giochi già ricco che offusca Stadia e il possibile catalogo Game Pass compreso negli anni a venire, la resa dei comandi già su buon livelli, la possibilità di scegliere tra Wi-Fi e 4G a nostro discapito. Soprattutto le esclusive Xbox giocabili ovunque noi siamo.

Ma ci sono, anche, punti a sfavore vedendo ciò che Google è riuscita a fare da new entry nel mondo videoludico. I server Microsoft al momento non sarebbero in grado di mantenere il servizio stabile se messi sotto stress, già nella beta ogni tanto dà qualche problema con caricamenti dei titoli alquanto lunghi. Considerata la velocità di Stadia nel caricare i giochi in pochi secondi, beh ci aspettiamo qualcosa del genere da una compagnia come Microsoft.

La resa grafica non sarà next-gen immediatamente, ma potrà passare anche un anno dal lancio prima di averla anche su XCloud. Per quanto possa essere fantastico utilizzare Gears of Wars o Forza su smartphone la qualità grafica al momento non è delle migliori e avere come punto di referenza Xbox One S non aiuta molto.

Sicuramente c’è ancora molto su cui lavorare. Trattandosi di una beta non si può dare un voto finale, ma una bella pacca sulla spalla di incoraggiamento si.