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NFS – 25 anni portati male?

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In questi giorni è stato rivelato il nuovo capitolo di questa famosa saga videoludica chiamato NFS Heat.

Il gioco è stato presentato tramite una diretta YouTube sul canale EA mostrando solo un confusionario trailer.

E qui, partono tutte le perplessità del caso..come mai EA non ha organizzato alcun evento annesso a NFS volto a celebrarne i 25 anni? Perché solo un trailer  piuttosto anonimo?

Per capire come mai si è arrivati a questo punto però, è necessario ripercorrere la storia di Need For Speed e della sua evoluzione, nel bene e nel male.

Need For Speed uscì per la prima volta nel 1994 sullo sfortunato Panasonic 3DO e l’anno dopo venne pubblicato anche per la prima Playstation, Sega Saturn e PC ,riscuotendo un grande successo di pubblico e critica. Lo stile di NFS era quello di racing game volto alla simulazione, ma con l’aggiunta di alcuni elementi,come gli inseguimenti con la polizia che diventeranno uno dei punti cardine della serie.

Con l’avanzare dei capitoli, la serie si è sempre più affermata per via dei suoi tratti caratteristici come il tuning minuzioso delle auto, le corse clandestine,gli inseguimenti sempre più realistici con la polizia e delle trame che tutto sommato risultavano godibili e coinvolgenti.

Tra i capitoli più degni di menzione troviamo Underground 1 e 2, Mostwanted (2005) e Carbon.

Voglio soffermarmi proprio su Mostwanted e Carbon che risultano tutt’oggi (per mio parere da fan di vecchia data) i migliori NFS che io abbia mai giocato.

MW è stato il mio primo NFS e il primo impatto con questo capitolo è stato assolutamente coinvolgente. Ricordo che tornavo da scuola (avevo 6 anni),accendevo la mia PS2 e giocavo quanto più possibile prima di iniziare a fare i compiti nel pomeriggio (che per colpa di MW iniziavo spesso tardi).

I tratti distintivi del gioco erano sicuramente la trama, il gameplay prettamente arcade,il tuning massiccio e perché no,la soundtrack. L’atmosfera che il gioco faceva respirare era quella di una grande rivalità tra bande clandestine che investiva il giocatore e lo motivava in un certo qual modo a battere tutti i membri della famosa blacklist, per mettere fine a questa faida e diventare il pilota più bravo in assoluto. Il parco auto era fenomenale e la cura riposta era davvero tantissima.

MW incarnava in tutto e per tutto il cuore pulsante di NFS.

Mostwanted

Parallelamente a MW ricevetti anche Carbon dal quale fui rapito e ben presto mi concentrai solo su esso.

Personalmente ho amato Carbon con ogni parte di me, perché è riuscito ad elevare ancora di più NFS e portarlo su un livello inimmaginabile.

L’ambientazione notturna aveva un non so che di adrenalinico e dava ancora più un senso di clandestinità al gioco (tratto ripreso in NFS Heat). La storia era davvero coinvolgente poiché anche in questo caso c’era una sorta di contrasto tra diverse crew che occupavano Palmont City. La personalizzazione in questo capitolo ha raggiunto l’apice di tutti i NFS, si poteva personalizzare tutto, ma davvero tutto.

Per non parlare delle splendide auto riprodotte e annessi rombi di motore. La cosa che a mio parere mi metteva più a dura prova erano le corse nel Canyon, durante le quali rischiavi di farti davvero male se accidentalmente fossi caduto dal burrone.

Si trattava sia di gare con più partecipanti che di gare con sole 2 auto, dove un pilota doveva dominare sull’altro per poter vincere ma ovviamente richiedevano molta concentrazione e bravura.

Nfs Carbon

Insomma,sembrava che Need For Speed fosse in ottima salute e che EA avesse svolto un ottimo lavoro. Ed era così, fino all’arrivo di ProStreet che rappresentava il contrario dello spirito della saga,concentrandosi sulle corse legali.

Con Undercover,invece, sembrava che si stesse riprendendo la “retta via” però effettivamente anche questo capitolo non fu brillante.

Un altro esperimento alla “ProStreet” arrivò nel 2009 con NFS Shift, volto più alla simulazione e alle corse legali che alla vera anima del franchise.

Poi ci sono stati HotPursuit, The Run e Mostwanted 2012 ( che col primo non ci azzecca nulla se non il nome) che sembravano voler correggere il tiro, riuscendoci in parte.

Poi la “mazzata” finale arrivò con NFS Rivals. Attenzione, non voglio dire che sia un brutto gioco, anzi. E’ bello, ben fatto sia dal punto di vista grafico che del gameplay, ma che c’entra con la saga? Nulla, proprio nulla. Corri in una città in cui puoi svolgere missioni sia da pilota clandestino che da poliziotto, personalizzando l’auto, senza una trama effettiva. No, mi spiace ma questo capitolo secondo me è stato il peggiore.

Avevo perso la fiducia nel brand ormai, infatti da fan accanito ero diventato un videogiocatore che comprava NFS solo perché nutriva speranze che ci potesse essere un cambiamento, una svolta. Perché in quel modo, la saga non sarebbe andata da nessuna parte.

E questo EA lo sapeva bene, benissimo. Si decise di far prendere un anno di pausa alla saga,per potersi concentrare meglio sullo sviluppo di un capitolo che accontentasse i fan, sopratutto quelli di vecchia data.

Nel 2015 uscì Need For Speed, un reboot con il chiaro intento di ridefinire il franchise e iniziare una nuova fase. Anche questo capitolo, per quanto complessivamente ben fatto, non ha mai realmente (dal mio punto di vista) rivoluzionato.

Nel 2017 uscì invece Payback, che integrava una trama alla Fast & Furious, un parco auto soddisfacente e tre “tipi” di gare,tra cui quelle sullo sterrato ( ma che ci azzecca??? ) e un sistema di potenziamento auto da brividi : le speed card. Un sistema volto esclusivamente alle microtransazioni, segno che EA deve sempre condizionare ( in negativo) la via da prendere,anche con un brand che effettivamente non ha mai avuto bisogno di integrare transazioni aggiuntive.

Al giorno d’oggi, con l’annuncio di NFS Heat, sembra che ci sia un barlume di speranza che ci si auspica non venga oscurato in poco tempo dopo il gameplay che verrà presentato alla Gamescom. Il videogioco, a detta di Ghost Games, farà da base a tutti i prossimi NFS che verranno, promettendo quindi una vera e propria rivoluzione. Sarà così? Io lo spero tanto. Non solo per tutti quei fan che aspettano un Underground 3 o un Carbon 2, ma per il brand stesso poiché in questi anni ha perso molti colpi.  

Una cosa è certa : non dimenticherò mai tutto ciò che mi ha dato Need For Speed; le sfide in locale con parenti e amici, le tantissime gare clandestine vinte con fatica, le auto super personalizzate (e tamarre), le storie, gli inseguimenti al cardiopalma con la polizia e le fantastiche sensazioni che solo giochi ben fatti possono dare.

Da fan,che ormai potrebbe non esserlo più (tutto dipenderà da Heat),spero che questo capitolo riesca a stupire e a far emozionare, a regalare una trama “forte” e coinvolgente, che non integri microtransazioni  (cosa per altro confermata,per fortuna) e che abbia una personalizzazione degna dei precedenti capitoli.

EA, sicura che non ci deluderai anche stavolta?

NFS Heat

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