H&M sfrutta la fama di Twin Peaks?

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Da ieri è arrivata la notizia di una nuova serie di abbigliamento H&M ispirata a Twin Peaks di David Lynch.

Ho incrociato diversi articoli, entusiasti della notizia. Uno di questi aveva come sottotitolo dell’anteprima facebook : “Fan della serie, sbizzarritevi!”. (Ecco l’articolo in questione: ‘La nuova collezione H&M si ispira a Twin Peaks’ )

Fermiamoci a riflettere un secondo…

Viviamo nell’era dell’apparenza, dell’immagine. Tutto tende ad essere la copia della copia della copia della copia (per citare il genio di Naoki Urasawa, fumettista che ha reso bene questo concetto nel suo capolavoro 20th Century Boys).

“Esce la collezione H&M dedicata a Twin Peaks”. Si riporta la notizia. La notizia si propaga. Cambia solo lievemente forma ma passa da una parte all’altra. E dov’è il pensiero in chi scrive le notizie? Ieri sera, avendo letto tutti articoli che non esprimevano alcun punto di vista sulla questione, ma riportavano passivamente l’agenzia stampa, ho voluto dire la mia!

Le notizie stesse, ormai, tendono soltanto ad imitarsi, ad essere la copia della copia della copia. Ormai basta un’agenzia stampa (e quasi sempre si tratta di agenzie pubblicitarie) e le notizie vengono riportate, senza aggiungervi alcun pensiero.

“H&M presenta la sua nuova serie ispirata a Twin Peaks di David Lynch. Hip hip hurrà per tutti i fan! Accorrete a comprare il capo che più rappresenta il vostro personaggio!” <– esempio di pensiero passivo, acritico

Nessuno pensa a qualche dettaglio in più. Tipo… Quanto scalpore hanno destato le condizioni di produzione delle fabbriche H&M in paesi come Bangladesh, Siria e Birmania?

La serie Twin Peaks 2017, ancora più che la prima serie del 1990, è un’opera che manifesta il potere catartico dell’Arte che permette di trascendere la realtà. E lo stesso Lynch ha dichiarato in un’intervista che: “Ogni persona ha dentro di sé una sorta di ispirazione che può portare ad un livello sempre maggiore di coscienza e attraverso la tecnica della Meditazione Trascendentale l’illuminazione che abbiamo dentro si sprigiona. Questo funziona con tutti gli esseri umani, pure con quelli cosiddetti “felici”, perché comunque arriveranno a gradi di felicità sempre più alti”

Cercando di seguire l’esempio di Lynch, allora, magari non dovremmo fermarci a cogliere la realtà senza pensare, ma dovremmo spingerci ad entrare con più consapevolezza dentro di noi, permettendo a noi stessi di cogliere la realtà in modo più profondo, contro la superficialità che regna sovrana solo perchè permettiamo a noi stessi di continuare a restare in superficie, invece che immergerci.

Vi mostro un video di tre anni fa’ in cui si spiega chiaramente quanto, nonostate la H&M per prima (insieme ad altri brand dell’industria tessile) avesse firmato un accordo per migliorare le condizioni dei lavoratori, già denunciate da anni, nulla era cambiato.

Un paio di anni fa’ si denunciava il lavoro minorile nelle fabbriche H&M in Birmania e, ancora, le condizioni dei lavoratori in Bangladesh: H&M e il lavoro minorile in Birmania e “56 euro al mese per vestiti H&M”. Migliaia licenziati in Bangladesh.

Ma veniamo a un’altra notizia, tra le tantissime ho trovato, facendo una ricerca più approfondita. Qui siamo di fronte a qualcosa di molto interessante. Alzate le antenne.

In questo articolo ‘H&M nella bufera: “Ha bruciato 60 tonnellate di abiti nuovi” ‘ si racconta delle accuse ricevute da parte di alcuni giornalisti danesi che sostenevano che H&M avesse bruciato, come da titolo, ben 60 tonnellate di abiti nuovi ancora utilizzabili, nell’anno 2013. Ciò che mi ha colpito moltissimo di questo articolo e che è emblematico di quanto ormai non si considera nemmeno più la facoltà di pensiero attivo delle persone è questo trafiletto: “Immediata la replica del gruppo di abbigliamento, che ha parlato di accuse false e spiegato che in realtà i capi in questione erano destinati per legge all’incenerimento perché prodotti con l’utilizzo di sostanze chimiche vietate.”

Non so se avete già capito l’assurdo. H&M si difende dalle accuse di aver incenerito dei capi di abbigliamento nuovi, utilizzabili, affermando che il loro destino dipendeva dal fatto di essere stati prodotti con sostanze chimiche vietate. La questione è diventata quindi un’altra. Ma nessuno, nemmeno chi scrive l’articolo che ho linkato, si domanda. Bene, ma non è altrettanto grave se fosse vero che erano stati prodotti con sostanze chimiche illecite? I giornalisti sostennero che secondo le loro analisi i capi erano conformi alla legge, H&M stessa invece ci teneva a dimostrare l’opposto, paradossalmente dichiarano incontrovertibilmente che avevano usato sostanze chimiche illecite.

In ogni caso, io, anche solo a fronte di queste poche informazioni, non avrei dubbi a non comprare o regalare mai alcun abito di questa azienda (fermo restando che l’unica volta che andai in un negozio H&M per vedere qualche capo di abbigliamento maschile, provai un paio di pantaloni e pensai – Mi sembrano fatti con materiali pessimi, non potrei mai indossarli! – e non avevo letto nulla riguardo l’utilizzo di sostanze chimiche illecite).

Se anche solo poche persone nell’ambito dell’informazione, pensassero un po’ di più, invece di pubblicare acriticamente o (peggio) parzialmente ogni agenzia stampa, forse il mondo avrebbe una forza in più per riprendersi da una decadenza ormai troppo evidente in ogni ambito: la decadenza stessa dell’essere umano, ridotto a seguire la realtà senza ormai più pensare attivamente.

È molto triste che si sfrutti vera arte ispirata, come quella di Lynch, per vendere vestiti prodotti in modo quantomeno dubbio. Se io scrivessi di cinema non avallerei acriticamente una furba campagna pubblicitaria e una collezione che approfitta del meritatissimo succeso dell’opera di Lynch per vendere merce prodotta a basso costo sulla vita di esseri umani che fanno la fame.

Sono curioso di vedere se David Lynch farà qualche dichiarazione al riguardo. Una cosa è certa: il colosso dell’abbigliamento low cost H&M, con i suoi metodi produttivi dubbi, nulla ha a che spartire con il genio artistico creativo di David Lynch!

ABBIGLIAMENTO ISPIRATO A TWIN PEAKS (segnalazioni dei lettori, post scriptum)

Elisa nel gruppo facebook  ‘FUORI ORARIO cose (mai) viste e la magnifica ossessione’ mi risponde: “Comunque, da appassionata di maglia volevo specificare che H&M è pure arrivata tardi. Esistono da tempo modelli acquistabili ispirati a Twin Peaks. E almeno son cose fatte bene.”

Mi ha poi segnalato questo interessantissimo articolo: ‘Tutti i maglioni di Twin Peaks‘, che rimanda ad una collezione di maglioni interamente ispirata a Twin Peaks con tanto di link ad una galleria con i fotogrammi della serie dove poter ammirare i costumi dei personaggi!

Prisca, l’amministratrice della pagina ‘Una moda più sostenibilemi ha segnalato questo outfit sostenibile ispirato a Twin Peaks composto da lei stessa con abiti trovati suVintag‘; mi ha anche consigliato il gruppo ‘Il Vestito Verde’ gestito dalla youtuber Francesca Boni , creato per sensibilizzare le persone verso un consumo più sostenibile. Non potevo non riportarlo!

Beh, menomale che ci sono persone che sono attente a certi argomenti cercando, attivamente, di cambiare le proprie abitudini e quelle delle altre persone, dando il buon esempio e qualche consiglio!

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