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Dove Giocare è una cosa seria

Sword Art Online Hollow Realization
L'ANGOLO VITA REC-PS VITA

Sword Art Online Hollow Realization: Angolo Ps Vita

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Sword Art Online Hollow Realization arriva un anno dopo “Last Song” per PS4 e PS Vita. Ma com’è questo nuovo capitolo?

Di sicuro, anche se non siete amanti della serie Anime, Sword Art Online ha acquisito una certa importanza negli anni. Dopo l’esplosione planetaria conquistata dalla serie animata, non poteva di certo mancare la trasposizione videoludica, ed eccoci qui dopo “Last Song” a conoscere Sword Art Online Hollow Realization.

Per chi non conoscesse la serie (impossibile), Sword Art Online ci proietta in un mondo virtuale, dove l’immersione con il corpo virtuale è totale. Tralasciando la spiegazione di tutti gli archi narrativi usciti finora, ciò che ci serve sapere è che l’incipit base riguarda la creazione dei software dove i giocatori sono intrappolati fino al completamento del gioco.

La rimozione forzata dell’hardware dalla testa nel mondo reale, o alla uccisione nel mondo videoludico, portano alla morte nel mondo reale tramite scariche elettriche mandati al caschetto. Tra combattimenti all’ultimo sangue, storie d’amore e altro ancora, il protagonista Kirito e i suoi amici riescono a fuggire dal mondo virtuale. Da qui partono una serie di cicli narrativi basati su giochi diversi e situazioni al limite tra realtà e virtuale.

Sword Art Online Hollow Realization, per tutta la durata della campagna, che dura dalle 35 alle 40 ore, muove i suoi passi intorno ad un personaggio non giocante impossibilitato a compiere la propria quest, perché privato di ogni suo dato di programmazione. 

Dopo questa spiegazione possiamo passare, purtroppo, alla parte giocata.

Ebbene si, quando la bellezza delle sequenze animate lascia spazio all’uso del Pad, sorgono i primi problemi. Premetto che sono un amante dei JRPG, nonostante la loro legnosità da oltre 10 anni, ma Sword Art Online Hollow Realization riesce nell’impresa di importare una serie di meccaniche e di gestione del party completamente diverse, ma che non si amalgamano mai nel giusto modo durante l’avventura. I combattimenti vengono gestiti dalla pressione del tasto quadrato per ciò che concerne il classico fendente. Accanto a questo è possibile concatenare una serie di abilità con gli altri membri del party controllati dall’IA. Per il momento sembra andare tutto liscio no? No, per niente, perché i problemi sorgono quando  si realizza l’impossibilità di gestire al meglio equipaggiamento e abilità del party.

Per raggiungere un affinità maggiore coi nostri compagni d’avventura dovremmo giocare ad una specie di minigiochi, ed ecco che spunta un simulatore di appuntamenti tanto amato dagli amici del Sol Levante. All’inzio, ok è simpatico, ma dopo due, tre volte, inizia a diventare pesante finendo per scoraggiare il giocatore a raggiungere il livello cinque di affinità con i membri del gruppo e ciò comporterà, comunque il proseguo della campagna, ma in modo più anonimo e meno divertente. 

 

Per quanto riguarda il reparto grafica, Sword Art Online Hollow Realization soffre lo sviluppo avuto anche su PS Vita, costringendo gli sviluppatori a non spingere più di tanto sull’aspetto poligonale. L’ambito artistico regala scorci piuttosto interessanti, sia all’aperto che all’interno dei dungeon. I 60fps fanno a cazzotti con un aliasing insostenibile, ma i protagonisti risultano i più verosimili agli originali.

 

Il multiplayer salva, in parte, questo titolo. Entrando nella lobby sarà possibile cercare utenti in base al livello, o creare una partita. Ogni gruppo è composto da quattro membri e la possibilità di completare centinaia ordini di caccia, uno uguale all’altro, risulta più divertente e sopportabile.

 

Insomma anche questa volta SAO non riesce ad emulare ciò che è nella serie animata. Ancora molti problemi sul gameplay rendono frustante l’esperienza di gioco, facendo anche passare la voglia. Si pensava che dopo gli errori commessi con Last Song, Sword Art Online Hollow Realization avesse imparato la lezione, ma cosi non è. Un 6,5 d’incoraggiamento.

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