Indie Game: potere alle piccole realtà

Le luci della ribalta all’E3, si sa, aspettano ai blockbuster tripla A come Anthem, Spider-Man o Super Mario Odyssey. Ma c’è un piccolo mondo di videogiochi che pretende le luci della ribalta per farsi consocere, gli Indie Game, luci della ribalta che noi gli daremo con una rubrica tutta loro.

Prima di iniziare questa rubrica vorrei sottolineare cosa s’intende per indie game.

Per indie game s’intende un videogioco sviluppato da una singola persona o da più programmtori, senza l’aiuto economico di un editore.  

All’E3 si sono visti giochi interessanti portati dagli sviluppatori indipendenti, molti dei quali meritano di essere presi in considerazione. Partiamo con una breve presentazione dei primi tre.

 

Sundered

Dopo la mezza delusione avuta con Jotun, i canadesi di Thunder Lotus ci riprovano con Sundered.

Gioco dal sapore sci-fi con una direzione artistica tanto originale quanto inquietante. Un affascinante sistema di corruzione del protagonista ci accompagnerà durante il gioco, potrebbe capitare che si arrenda progressivamente ad un universo da incubo (dove guadagnerà potere, ma perderà la sua umanità) oppure riffuggire in toto l’oscurità, con tanto di diversi finali differenziati.

Rispetto a Jotun, i passi avanti si vedono. Visivamente è rimasta quella suggestione per l’animazione 2D, ma si è perso quel retrogusto un po’ amatoriale. Il gameplay si sposta tutto su territori più action, potremmo dire quasi hack’n slash puro, e sembra essere la trada giusta.

Ottime musiche, ottimo feeling coi controller alla mano. Livelli generati proceduralmente e metà creati ad hoc, con una personalità non comune.

Questo può essere un buon punto dove ripartire per i ragazzi canadesi  che quando si tratta di ritornare sui loro passi non si tirano indietro.

Sundered è previsto per la fine dell’estate su Pc e Play Station 4.

 

Tunic

La sorpresa dell’ E3, sviluppato da un solo uomo, tra l’altro esordiente nei videogiochi in 3D, alle spalle solo giochi su smartphone. 

Il gioco richiama i primi Zelda e il vecchio Landstalker, con prospettiva isometrica e un gusto per il passato adorabile. Lo stile low-poly,  il giusto accostamento di colori, l’effetto grana sull’immagini e la qualità dell’animazioni lasciano a bocca aperta. Altra nota positiva le musiche retro che colpiscono gli orecchi più fini.

Ma la creatura di Dicey non è solo questo. Si vede la passione messa per realizzarlo, cominciando dalla misteriosa lingua inventata per l’occasione. Una serie di enigmatiche rune ci racconteranno la storia, sempre se saremo capaci a decifrarla! 

A livello di gameplay ci siamo eccome. I comandi sono reattivi, il sistema di combattimento semplice ma interessante, il level design difficile ma giusto (alcuni passaggi sono alla Dark Souls  e non scherzo!).

L’uscita di questo piccolo capolavoro è prevista per la seconda metà del 2018 su PC, per le console si saprà in futuro.

 

 

Aftercharge

Un bizzarro sparatutto a squadre  in prima persona, sviluppato dai canadesi di Chainsawesome Games.

Si gioca in due team, un 3vs3, una squadra (quella che difende) è invicibile, mentra l’altra (quella che attacca) è invisibile. Lo scopo di chi difende è uccidere tutti gli avversari mentre si difendono i sei cristalli sparsi per la mappa, l’altra squadra invece dovrà sabotare i cristalli.

Un concept di certo originale, che con un gameplay asimmetrico e non banale riesce a regalare match elettrizzanti fino all’ultimo.

Uscita prevista per il 2018 per Pc, Play station 4 e Xbox One.

 

 

La prima rubrica si chiude qui. Vi aspetto per i prossimi tre indie game visti all’E3!

Chi è l'autore: Aleiix
Amante dei videogiochi e degli eSport. Amo i giochi competitivi, infatti possibile che mi troverete nei vari CoD, Fortnite, LoL, PUBG, Onmyoji Arena a flammare 🖤👻

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