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Dove Giocare è una cosa seria

HALO L'ANGOLO DI SGHIMMIO

HALO LA SAGA CHE HA FATTO LA STORIA DI XBOX

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Partiamo con calma. Per chi non lo sapesse, Halo: Combat Evolved è il primo titolo della fortunatissima serie di Halo, sostanzialmente (vista la piega presa dai successori) è Halo 1.

Le origini di questo gioco sono veramente travagliate, alquanto peculiari, e senza dubbio hanno influito chiaramente sul suo sviluppo e l’intero prodotto finale.

Che ci crediate o no, il primo ad annunciare al mondo l’esistenza del progetto Halo da parte di Bungie fu (udite udite) Steve Jobs durante il MacWorld del 1999 a New York.

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Il gioco nel 1999 era ben diverso da quello che conosciamo oggi, era infatti progettato per essere uno sparatutto multiplayer online in terza persona e non era nemmeno chiaro se fosse prevista o meno una modalità storia.

Certo per l’epoca era davvero ambizioso, forse troppo. Il titolo venne annunciato sul palco del MacWorld con uno scopo ben preciso: illustrare le potenzialità grafiche dei nuovi Mac e di Mac OS, e cercare di lanciare i computer della neonata Apple (del ritorno di Steve Jobs) nel mercato non ancora maturo del gioco online.

Le poche scene che vengono mostrate di questa nuova IP, catapultano lo spettatore in un mondo lontano e sconosciuto, ricco di tecnologia e quasi deserto. Non è assolutamente chiaro cosa dovrà fare di preciso il giocatore, se non sparare: nulla viene spiegato. Vengono mostrate scene del gioco in cui i personaggi utilizzano mezzi mai visti, qualcosa di così vago che è allo stesso tempo super eccitante.

In questo momento Halo appare nulla più di una tipica dimostrazione delle potenzialità tecniche delle macchine sfornate da Cupertino, il suo destino assolutamente non sembra essere quello che sappiamo sarà.

From Redmond with love

Dopo la presentazione del 1999 il destino di Halo e di Bungie cambia completamente.

A Redmond è in corso l’elaborazione dell’ambizioso progetto di una console per videogiochi made in U.S.A. che possa competere ad armi pari con Sony e Nintendo: Xbox.

L’azienda capitanata dal suo fondatore Bill Gates sta investendo centinaia di milioni di dollari in questo progetto, e necessita di un titolo che possa accompagnare degnamente l’attesa e l’uscita della prima “Scatola X”: avete capito di chi stiamo parlando.

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All’E3 del 2000 Halo: Combat Evolved viene mostrato per la prima volta con un trailer che fa intendere l’esistenza di una trama e quindi di una modalità storia per il gioco. In sottofondo, oltre all’ormai inconfondibile colonna sonora del gioco si sente la voce di Master Chief narrare di sé.

A questo punto per il titolo è ancora in gran parte indipendente e mantiene tra le altre cose l’impostazione in terza persona già mostrata l’anno prima a New York.

La svolta per tutta la serie di Halo avviene nel 2001 quando, concluso l’acquisto già da tempo mormorato della software house Bungie da parte del colosso di Redmond, Halo deve diventare la prima grande esclusiva per Xbox.

Pertanto ne viene riscritto completamente il motore grafico e l’impianto di gioco, portandolo ad essere l’FPS che tutti noi conosciamo.

Con la presentazione alla stampa al Gamestock del 2001, Halo: Combat Evolved viene visto per la prima volta giocato direttamente su Xbox, ed è qualcosa di veramente alieno.

Il gioco mostra una duplice visuale a seconda di quello che Master Chief sta facendo: se siamo a bordo di un mezzo qualsiasi controlliamo l’azione in terza persona, se al contrario siamo “a piedi” allora la nostra visuale mostra solo l’arma con dettagli, come il conteggio delle munizioni, che per il 2001 facevano rabbrividire.

Hello, I’m Xbox

La console di Microsoft era un passo avanti, ma necessitava di tempo per affermarsi. Ma non solo di quello.

Entrata a gran forza in un mercato ormai assestatosi lungo l’asse Sony-Nintendo, Xbox portava con sé caratteristiche del tutto nuove, una sorta di guanto di sfida lanciato dal mondo dei computer a quello delle console per videogiochi.

Ciò che aveva prodotto Microsoft era di gran lunga superiore e diverso a quando visto precedentemente, ma anche contemporaneamente. Le potenzialità grafiche erano qualcosa di inimmaginabile all’epoca, incredibilmente superiori rispetto a PlayStation 2, ed elevate anche nei confronti di Nintendo GameCube; ma non è tutto qui.

Per rendere ancora più prestante Xbox per la prima volta è stato introdotto il disco rigido interno sul quale i giochi si installano, esattamente come accade in Windows, riducendo così drasticamente i tempi di caricamento da DVD, e permettendo altresì di gestire molti più dati di gioco, per sfruttare a pieno la potenza di calcolo della piattaforma.

L’E3 del 2002 mise la ciliegina sulla torta di Redmond, mostrando a pochi mesi dal lancio mondiale della console l’arrivo entro l’anno di titoli giocabili che portavano di peso il giocatore nel terzo millennio.

Halo: Combat Evolved fu, a detta di molti, la salvezza di Microsoft.

Nintendo su GameCube (lanciata circa negli stessi mesi) presentava all’uscita titoli che avevano fatto, grazie al Nintendo 64, la storia dell’intrattenimento degli anni ’90. Sony dal canto suo nel 2000 si apprestò a lanciare quella che si rivelò essere la degna e naturale erede della fortuna di PlayStation: PlayStation 2.

Già 15 anni fa, noi videogiocatori eravamo delle bestie fameliche assetate di novità. Se dal Giappone una delle maggiori difficoltà era quella di adattare brand che si erano affermati sulle console precedenti al nuovo millennio, a Redmond invece bisognava creare al più presto una “mascotte” per Xbox, e Master Chief era l’unica, plausibile opzione.

Halo

Lo sforzo fatto dalla squadra di Jason Jones non si è limitato al comparto tecnico: per far vendere Xbox non bastava una sorta di “Unreal Tournament”.

L’idea di pescare a fondo nel mondo della fantascienza spaziale si rivelò vincente, e sostanzialmente andò a coprire quel buco lasciato da Sony e Nintendo nella loro offerta videoludica.

Il cinema, da Star Wars in poi, specialmente tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000, grazie soprattutto alle novità in campo di computer grafica, sfornava capolavori ambientati in mondi lontani ma resi così veri da sembrare vicini, e i ragazzi non vedevano l’ora di giocarci.

Il mondo di Halo ancora oggi si ritrova ad essere una costruzione di fantasia solida, capace di ospitare al proprio interno svariate avventure sia da giocare, che da leggere e anche da guardare al cinema.

Cinema è forse una delle parole chiave di Halo: praticamente nessun titolo (mi viene da dire) all’epoca, era capace di portare sui nostri piccoli schermi dei mondi così realistici, dagli orizzonti spaziali e dai colori così vivi. Ancora oggi, le ambientazioni ideate da Bungie sono una colonna portante del prodotto Halo.

Sempre sotto la voce “cinematico” possiamo inserire le cut-scene, e l’interazione tra noi e gli altri personaggi del gioco: la giusta alternanza tra momenti ad alta adrenalina dove bisogna sparare ad ogni cosa che si muove, e lunghi discorsi che ci appassionano alla storia di quel soldato eletto Spartan e dei suoi compagni.

Cortana alla sua prima apparizione su Xbox.

 
 

Se poi su Nintendo 64 ci eravamo affezionati a Navi, la piccola fatina compagna di avventure di Link di The Legend of Zelda, qui ci siamo di Cortana, l’IA che accompagna il protagonista in tutto il suo lungo viaggio. La sua umanità è una delle cose che personalmente ricordo più volentieri della trama di questo primo capitolo.

Insomma diciamolo, la traccia che Halo: Combat Evolved ha scavato è di sicuro la ragione per cui il secondo capitolo, ancora più definitivo sotto tutti i punti di vista, Halo 2, si è aggiudicato il titolo di gioco più venduto per Xbox.

Il segno lasciato da Cortana nel cuore dei videogiocatori che hanno impersonato almeno una volta Master Chief è stato così forte da far decidere a Microsoft di chiamare così il proprio assistente virtuale su smartphone e su Windows 10: un bel colpo.

To be continued…

Ma Halo non è solo un gioco dal profondo gameplay e trama, è anche un multiplayer con i fiocchi: si capisce adesso che era stato pensato in principio come uno sparatutto da giocare non da soli ma con amici, o in casa o tramite internet.

La modalità multigiocatore di Halo: Combat Evolved è la chiara dimostrazione di come Microsoft abbia colto, prima della concorrenza, nell’elemento di gioco online il futuro dell’industria: la scelta di includere in Xbox una presa di rete nel 2001 si poteva dire azzardata, ma questa decisione ha fatto si che con la generazione successiva di console Xbox Live fosse per molti un secondo salotto.

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Concludere questo breve viaggio alle origini di un doppio fenomeno (Halo e Xbox) con una nota di amarezza potrebbe essere significativo.

Se all’annuncio il titolo Combat Evolved poteva essere preso sotto gamba, una volta completata l’avventura per la prima volta si era consci che non solo voleva essere come un giusto segnale di un traguardo raggiunto da Bungie nel portare il genere sparatutto ad un altro livello, ma era un titolo che parlava chiaramente di Master Chief, e la scelta nei capitoli successivi di numerare semplicemente il titolo con un asettico 2, 3 o 4 ha, dal mio punto di vista, voluto togliere merito all’aspetto narrativo che invece resta essere uno dei più interessanti del brand.

Segnalo in chiusura che Halo: Combat Evolved è disponibile per ogni generazione di Xbox: oltre alla prima, su Xbox 360 è stato pubblicato nel 2011 l’edizione Anniversary e su Xbox One è presente in una corposa collection dall’emblematico titolo The Master Chief Collection che comprende i capitoli dall’1 al 4 in attesa del quinto in uscita nel 2015.

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