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Destiny: realmente?

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Uno degli aspetti più affascinanti di Destiny, oltre al complesso e dettagliato mondo di gioco che viene man mano rivelato nel corso del tempo, è la possibilità di visitare il nostro Sistema Solare, potendo girovagare più o meno liberamente nei nostri pianeti vicini.

Solitamente infatti, nei giochi spaziali veniamo quasi sempre spinti in regioni remote della Galassia o dell’Universo, ed in questo modo le poche informazioni che abbiamo su queste regioni remote rendono anche più semplice il lavoro degli sviluppatori, che non devono necessariamente misurarsi con elementi esistenti e conosciuti.

Il discorso cambia nel momento in cui si rimane in zone a noi assai più conosciute, come nel caso nei corpi celesti più vicini a noi. Nel 1969 l’uomo posò per la prima volta il piede sulla Luna e ad oggi sono in funzione numerose sonde nelle regioni più remote del Sistema Solare. Ad esempio la sonda Voyager 1, lanciata nel 1977 e che solo nel 2013 ha varcato i confini del nostro sistema. Ed è storia recente la sonda Juno che il 5 luglio scorso è entrata nell’orbita del gigante gassoso Giove e che si appresta a rivelarne i segreti.

Destiny è chiaramente un titolo che non ha pretese di simulazione o di verosimiglianza. La fantascienza descritta da Bungie ha molti più caratteristiche del Fantasy.

Sappiamo di questa entità, il Viaggiatore, che venendo in contatto con la nostra civiltà ha innescato un meccanismo tale che ha permesso la colonizzazione dei nostri pianeti vicini modificandone la struttura stessa rendendoli ospitali e abitabili, inaugurando la cosiddetta “Età dell’Oro”: una trovata secondo me a dir poco geniale per aggirare alcuni limiti davvero troppo evidenti, un vero deus ex machina incredibilmente affascinante.

Ma davvero tutto può essere così “semplice”?

Da bravo appassionato di astronomia (e anche dilettante) ho pensato fosse divertente vedere Destiny in un ottica un po’ più vicina alla realtà, soprattutto alla luce di tutti questi di esplorazione spaziale.
Ho deciso quindi di parlarvi delle nostre care aree di pattuglia e descriverle come realmente sono, e quindi come sarebbero state prima dell’arrivo del Viaggiatore.

Per ovvi motivi non parlerò del Cosmodromo: l’area del pianeta Terra non ha bisogno di essere raccontata in quanto perfettamente coerente.

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LA LUNA

Scorrazzare per la Luna è sicuramente piacevole, ma forse il nostro satellite è quello che più è orfano di leggi della fisica nella versione di Destiny.

Tanto per cominciare, la Luna è decisamente più piccina della Terra: misura poco meno di 3.500 km di diametro contro i quasi 13.000 del nostro pianeta. Questo si traduce prima di tutto in una gravità sensibilmente ridotta che altererebbe tutti i movimenti e i comportamenti legati ad essa. Il peso si riduce molto, pensate che un individuo di 70Kg peserebbe sulla Luna 11Kg. Cammineremmo in maniera goffa come se rimbalzassimo e i nostri jet pack avrebbero una spinta molto maggiore, facendoci compiere salti molto più alti.

Le dimensioni ridotte della Luna provocano un’altra alterazione: non c’è atmosfera.
Questo “piccolissimo” dettaglio comporta prima di tutto assenza di rumore, in quanto il suono si propaga attraverso le particelle di aria e quindi sulla Luna ciò non è possibile. Possiamo sentire delle vibrazioni, magari dal terreno, ma non i suoni così come li conosciamo.

Inoltre, non essendo presente aria, probabilmente il nostro astore non funzionerebbe, in quanto la propulsione non si accenderebbe. E non essendoci aria, non sarebbe comunque possibile fare virate e frenate come potremmo fare sulla Terra, in quanto vincolate dall’aerodinamica.

Anche se il Viaggiatore fosse dotato della capacità di generare un’atmosfera, questa non riuscirebbe a resistere a lungo, in quanto la scarsa gravità della Luna non riuscirebbe a trattenere l’aria.

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VENERE

Nonostante il nome evochi qualcosa di bello e piacevole (Venere è la dea dell’amore e della bellezza) Venere è un vero Inferno.
Se un guardiano approdasse sul pianeta, finirebbe schiacciato e la sua corazza sarebbe divorata dall’acido.
La temperatura superficiale arriva a quasi 500 gradi per via di un fortissimo effetto serra, la pressione è di circa 90 atmosfere (tali da schiacciare un’automobile) e il cielo è perennemente coperto da nubi cariche di acido solforico.
Inoltre imperversano continuamente uragani in alcuni casi quattro volte più grandi di quelli sulla Terra.

Il pianeta è arido, ma si pensa che l’acqua sia esistita un tempo e progressivamente evaporata e dispersa dello spazio a causa dell’alta temperatura. Si pensa infatti che molto tempo fa Venere fosse un pianeta molto diverso, caldo e umido, e molto più ospitale.
Una delle ragioni che si pensa lo ridotto in questo stato è l’assenza del campo magnetico, lo stesso che sulla Terra ci protegge dal pericolosissimo vento solare. Il pianeta ruota su se stesso ad una velocità troppo lenta, ben 243 giorni contro le 24 ore terrestri (4 mesi di luce diurna), e questa rotazione non riesce a sviluppare questo campo protettivo.

La cosa curiosa è che, al netto di tutte queste problematiche, la gravità su Venere ha grossomodo la stessa forza che sulla Terra. Il suo diametro è poco più di 12.000 km, poco meno di quello terrestre. Una persona di 70Kg peserebbe 63Kg. Per cui anche molti comportamenti fisici (come la balistica) sono perfettamente coerenti.

In un pianeta simile, il Viaggiatore potrebbe davvero, modificando alcune delle caratteristiche sopra descritte prima tra tutte la durata del giorno, creare un ambiente ospitale molto simile alla Terra. Per certi versi, lo riporterebbe ad uno stato ipotizzato dagli stessi studiosi. Ma potrebbe comunque trattarsi di uno stato temporaneo, vista all’eccessiva vicinanza al Sole.

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MARTE

Probabilmente di tutti i pianeti finora descritti, Marte è forse il compromesso migliore. L’atmosfera marziana, seppur rarefatta, è presente. La temperatura pur essendo rigida (oscilla tra i -140 e 20 gradi) è accettabile.
Persino il periodo di rotazione è simile a quello terrestre, appena 40 minuti in più al giorno, con un intervallo giorno/notte di poco diversi.

L’unico vero problema è rappresentato dalla gravità, che avendo il pianeta rosso un diametro di quasi 6.800 km (contro i quasi 13.000 della Terra) reagisce pesantemente sul nostro peso: un individuo di 70Kg peserebbe solamente 26Kg su Marte.

Marte è privo di campo magnetico, ma per una ragione differente da quella di Venere: il nucleo interno infatti ha smesso di fare il lavoro tipo “dinamo” che compie oggi sulla Terra e quindi ha reso il pianeta vittima del vento solare. Questa cosa ha probabilmente inaridito un pianeta che migliaia o addirittura milioni di anni fa era ricco di oceani e forse di vegetazione.

Probabilmente di tutti i pianeti descritti Marte è quello in cui il Viaggiatore faticherebbe meno: se “riaccendesse” il nucleo interno si innescherebbe una reazione per cui dopo il ripristino del campo magnetico proteggerebbe il pianeta ma ci vorrebbe comunque molto (ma molto) tempo per guarirlo dalle radiazioni. Non è chiaro poi quanto tempo possa essere necessario per ripristinare l’atmosfera e creare un leggero effetto serra, in modo da innalzare la temperatura rendendo l’ambiente meno gelido, ma anche in questo caso rimarrebbe un pianeta decisamente più ospitale, sicuramente più dell’infuocato Venere.

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MERCURIO

Anche se non presente nella campagna principale e come zona di pattuglia, Mercurio fa lo stesso la propria apparizione in Destiny.
E’ il più piccolo pianeta del Sistema Solare (primato avvenuto a seguito del declassamento di Plutone in pianeta nano) e misura appena 4.800 km di diametro.

Tali dimensioni, causano un problema analogo a quello della Luna: la gravità è molto esigua, riesce a trattenere pochi gas e una debolissima atmosfera.
Tuttavia, essendo più denso del satellite della Terra, il peso di una persona di 70Kg diventa di 26Kg.
Anche su Mercurio sarebbe difficile vista la debolissima atmosfera, propagare il suono ed avere la possibilità di usare combustione (addio Astore e Martello di Sol).

Mercurio è definito un pianeta morto, bombardato da crateri e dalle radiazioni solari.
Stranamente, su Mercurio è invece presente un campo magnetico che in parte lo protegge dall’attività solare.

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Questo è quanto. C’è da lodare comunque Bungie per l’eccellente lavoro di design, perchè tutti i pianeti hanno un look decisamente ispirato, e che a parte questi “errori” rimangono delle zone estremamente suggestive da visitare e percorrere.

Chiudo ricordando che lo scopo di questo articolo non è quello di criticare alcune aspetti del gioco, ma di creare un divertente confronto con la realtà conosciuta, che ricordiamoci, a volte può essere bella tanto quanto (e a volte anche di più) della finzione.

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