La Profezia dell'Armadillo

La Profezia dell’Armadillo – La recensione

Zerocalcare. Sicuramente uno dei nomi più famosi e influenti nel panorama dei fumettisti italiani.

Le sue storie e i suoi libri a fumetti sono vendutissimi ed a ogni occasione è letteralmente sommerso dai fan.

L’anno scorso apparve la notizia che il primo dei suoi libri, La Profezia dell’Armadillo, sarebbe divenuto un film, a quasi 3 anni (2014) dal primo annuncio fatto dallo stesso Michele (vero nome di Zerocalcare).

La Profezia dell'Armadillo

Per cui, dopo aver letto l’opera originale, prestata dalla vera fan del fumettista romano, mia morosa, si parte per vedere la trasposizione cinematografica.

Diciamo che una volta conclusa la versione cartacea ero molto dubbioso.

In fin dei conti La Profezia dell’Armadillo secondo me era difficile da adattare per il grande schermo.

Non tanto per la trama in se è per se, visto che stiamo parlando di alcuni momenti, tra presente e passato della vita dell’autore, ma per tutta l’infarcitura volutamente “caricaturale” dei vari coprotagonisti e dello stesso concetto che sta alla base del personaggio dell’Armadillo.

Che poi non è propriamente corretto dire “caricaturale” ma probabilmente chi conosce le opere di Zerocalcare forse ha capito dove volessi andare a parare.

Veniamo quindi al film e alle mie osservazioni in merito.

La storia segue più o meno quello che viene raccontato nel libro.

Zero (Simone Liberati)

La Profezia dell'Armadillo

è un giovane disegnatore che vive nel quartiere di Rebibbia dove, in mancanza di un posto fisso, si ingegna nei lavori più disperati.

Passa dal disegnare locandine per eventi, a scrivere mini storie, passando a fare ripetizioni di francese ad un ragazzo delle medie, o stilando sondaggi per le statistiche dell’aeroporto.

Le giornate passano tranquille tra i mille impegni, le scorribande con l’amico d’infanzia Secco (Pietro Castellitto)

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e le visite della madre (Laura Morante).

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Zero vive da solo, anche se non propriamente, visto che condivide il mini appartamento con l’Armadillo (Valerio Aprea),

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ovvero la rappresentazione della sua coscienza.

Il tutto cambia quando riceve una strana mail da Camille, una sua vecchia amica d’infanzia di cui aveva perso le traccie da molti anni.

Veniamo al dunque.

La Profezia dell'Armadillo

Personalmente La Profezia dell’Armadillo è un film che attira principalmente per il suo nome e per la figura di Zerocalcare.

Onestamente se non fosse un fumettista così famoso, probabilmente questo film sarebbe finito molto in sordina.

Come ho già detto, portare al cinema questa storia era difficile. L’opera originale è un’insieme di mini storie, a volte anche di una singola pagina, che rappresentano fatti della vita dell’autore.

Alcuni frangenti sembrano molto distaccati dal resto della storia “principale”, per cui creare una sceneggiatura che mettesse coerentemente insieme i pezzi, non era banale.

Dal mio punto di vista il lavoro fatto è tutto sommato buono. La storia è ben gestita e tutti i flashback nel passato, vero cardine della storia, sono stati inseriti nei posti e nei momenti giusti.

Nel fumetto essi erano mini capitoli, nel film invece sono intermezzi legati ad un determinato posto dove passa Zero e ricorda l’evento.

Nel corso dell’ora e mezza vengono riproposte scene e situazioni comiche prese pari dal libro, altre vengono aggiunte ad hoc per la pellicola, ed infine altre vengono tolte perché probabilmente politicamente scorrette o non percepite dal pubblico.

Quella che mi ha fatto più “strano mancasse” era la scena della salagiochi.

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Poi riflettendoci ho pensato che probabilmente non fosse stata tolta perché non capita dal pubblico in sala, visto che oggi quei luoghi sono praticamente morti, ma perché Camille e Greta in quei luoghi ci andavano per fumare e non farsi beccare da parenti e conoscenti.

Supposizione assurda? Forse….

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Resta il fatto che i veri problemi sono però legati alla mancanza di empatia coi protagonisti.
Purtroppo nessuno riesce a far affezionare lo spettatore e “far tifare” per lui o lei.

Per assurdo Zero è il personaggio meno interessante di tutto il gruppo. Sono anche conscio che anche nel fumetto non è “l’emblema del classico protagonista carismatico”, però per come veniva raccontata la storia, ti immedesimavi in lui e avresti voluto che le cose fossero andate in maniera diversa.

Secco paradossalmente, nel suo ruolo di “spalla comica” resta decisamente più impresso allo spettatore. Senza dubbio la gag “cardine” viene ripetuta un po’ troppe volte, però la sua presenza strappa sempre un sorriso o una risata.

L’altro grosso problema è la gestione dell’Armadillo.

Siamo onesti, sembrava una variante di Alf.

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Non capisco perché la scelta di farlo diventare un pupazzone ingombrante.

Onestamente avrei gestito il tutto in maniera diversa, seguendo più uno stile alla “Chi ha incastrato Roger Rabbit”,

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dove l’Armadillo è realmente un personaggio disegnato che appariva per dialogare con Zero.

Questo secondo me aiutava a restare più fedele allo stile “caricaturale” dell’opera originale.

Forse anche il mostrare il volto di alcuni personaggi stravolge quello stile, specialmente quando c’è in scena la mamma di Zero, che nei fumetti è rappresentata da una chioccia.

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Sicuramente sarebbero state scelte più onerose a livello di budget, ma forse più vincenti nell’economia generale del film.

Altra cosa che non ho capito è il perché non usare dei disegni dello stesso Zerocalcare per le scene animate a inizio e a fine film.

Hai un film tratto da un fumetto, inserisci delle scene animate, avresti la possibilità di coinvolgere l’autore, e cosa decidi di fare?

Di far disegnare il tutto ad un’altra mano.

Ma perché? non sarebbe stato più bello inserire delle scene originali illustrate da Zerocalcare? Perché tanto si vede che non è la sua mano.

Anche gli schizzi disegnati durante il film li avrei fatti fare a lui, tanto si sarebbe vista semplicemente una mano, come nel primo Spider-Man di Raimi, dove la bozza del costume è disegnata Phil Jimenez uno dei disegnatori della Marvel all’epoca.

La Profezia dell'Armadillo

Ma quindi La Profezia dell’Armadillo è un buon film?

Onestamente no. Pur seguendo abbastanza fedelmente l’opera originale, il film soffre di un problema di mancanza di empatia nei personaggi, Zero in primis.

Purtroppo questa mancanza fa pesare un po’ la visione d’insieme, specialmente a chi non ha letto l’opera originale.

Come detto in precedenza alcune scelte non le condivido, specialmente nella rappresentazione dell’Armadillo.

Si sarebbe potuto osare qualcosa di più, cercando di creare qualcosa di più innovativo.

Probabilmente questo non rischiare, cercando di non scontentare nessuno, ha creato un film che non è “ne carne ne pesce” che, probabilmente, se non fosse mosso dal nome Zerocalcare non si sarebbe cagato nessuno, ancora di meno dell’evidente insuccesso ottenuto.

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Chi è l'autore: Ric Hunter

Videogiocatore di vecchia scuola.
Nella gloriosa console war tra Sega e Nintendo sempre schierato a fianco di Sonic e soci.

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