‘La Ballata di Buster Scruggs’, la recensione dell’amara ballata western dei Coen

‘La Ballata di Buster Scruggs’, la recensione dell’amara ballata western dei Coen

18 Novembre 2018 0 Di Orpheus
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Uscito il 16 Novembre su Netflix, ‘La Ballata di Buster Scruggs’ è una constatazione amara di quel che è capace di compiere l’essere umano e di come la storia e l’immaginario Western del passato siano ormai del tutto decaduti per essere sostituiti da una più nuda e cruda, triste e amara, visione.

I fratelli Coen sembrano volerci mostrare le parti più oscure, sondare i demoni più intimi dell’uomo moderno, attraverso un viaggio per nulla appagante. Chiunque cerchi un compiacimento, o mero intrattenimento stia alla larga da questo film.

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Lo sguardo acuto, affilato, dei Coen è esaltato attraverso un contrasto fra la vivacità dei colori e della messainscena con il costante senso di amarezza, e tristezza, che evocano le storie narrate.

Emblematico l’episodio del cercatore d’oro (tratto da un racconto di Jack London) nel quale vediamo un paesaggio incontaminato dall’uomo, in cui gli animali giacciono in armonia. E nel quale l’uomo porta scompiglio finchè, nel momento in cui il cercatore d’oro se ne riparte, e solo allora, gli animali fanno ritorno.

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La visione dei Coen vuole accentuare in tutti i modi la meschinità dell’essere umano che, nell’intento di possedere, nell’avidità, è in realtà posseduto egli stesso, diventando capace di compiere atti ormai del tutto privi di umanità.

I Coen sono per eccellenza immagine cinematografica della tentazione diabolica e della corruzione dell’essere umano.

‘La Ballata di Buster Scruggs’ non è nient’altro che una discesa agli inferi, all’interno dell’animo umano.

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In ciascuna delle sei storie narrate la morte è ossessivamente presente, così come l’avidità umana, la paura, la meschinità e la miseria. Ma è incredibile come, oltre una evidente coesione tematica, ci sia un equilibrio perfetto nella sequenza dei sei episodi, tanto che l’impressione di una raccolta di storie differenti, quasi svanisce nel coglierne il filo conduttore. Un lavoro davvero straordinario di scrittura (i Coen hanno vinto il premio a Venezia come miglior sceneggiatura) e di regia, grazie alla quale si percepisce e si segue questo impalpabile filo conduttore fino al surreale racconto finale che chiude il film nell’unico modo che era possibile.

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Il registro apparente de ‘La Ballata di Buster Scruggs’ potrebbe sembrare quello della commedia, e, in effetti, la messinscena coloratissima potrebbe illuderci di ammirare uno spettacolo accattivante e anche divertente. Ma che il piatto è amaro lo possiamo constatare già dai toni del primo racconto.

Ma non è una amarezza fine a se stessa quella de ‘La Ballata di Buster Scruggs’ . Lo sguardo affilato dei Coen, è potente, ed in grado di colpire dritto al cuore, per farci domandare: “Ed io, come sto vivendo la mia vita?”

Da vedere assolutamente.